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1992: 20 ANNI DOPO PENSATELA COME VOLETE

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Ma ricordate . Sono stato invitato e volentieri parteciperò domani all’incontro “Mani pulite: 20 anni”. Ho già scritto e detto molto a riguardo e non vorrei dire oltre. Ma la lettura dei giornali di oggi mi obbliga a qualche ulteriore riflessione. Il 1992 – giusto vent’anni fa – nei fatti fu l’anno che cambiò l’Italia. Davvero. Non fu una rivoluzione perchè gli italiani non fanno rivoluzioni. Ma un mondo politico che sembrava immortale crollò sotto i nostri occhi. A dare inizio alla valanga fu la pubblicazione, il 30 gennaio, della Sentenza della Cassazione nel maxiprocesso contro Cosa Nostra. Era la più grande mazzata che la mafia avesse mai avuto nella sua storia: 380 condanne, 29 ergastoli da scontare in carceri di massima sicurezza, sequestro delle ricchezze accumulate con il delitto.   Poteva essere la fine della nostra vergogna nazionale, ed invece la storia ricominciò proprio da lì. Guidata da Salvatore Riina e da Bernardo Provenzano – due contadini semianalfabeti del paese di Corleone, latitanti da decenni – Cosa Nostra passò all’attacco. Tutti ci ricordiamo dove eravamo quando qualcuno ci disse che era stato ucciso Falcone. E Borsellino? Eravamo già in vacanza, mi sembra… Comunque, faceva molto caldo.

Grande successo per la canzone di Battiato, Povera patria, schiacciata dagli abusi del potere, di gente infame… La cronaca prese il sopravvento. Si scoperchia la più grossa storia di corruzione della Repubblica italiana, passata alla storia come “Mani pulite”. Ogni giorno qualche pezzo grosso finisce nel carcere di San Vittore; ogni giorno qualcuno denuncia qualcun altro; gli industriali raccontano che non possono lavorare se non danno il 5-10 per cento ai partiti. Crollano dirigenti politici affondano la Dc e il Psi, vengono ridotte a zero antiche e storiche formazioni come il Pli,Pri,Psdi; rimane contuso ma salvo il Pds, erede del Pci. Gli italiani fanno un corso accelerato di procedura penale: imparano che cos’è un avviso di garanzia, le differenze tra pm e gip, quella strana cosa che si chiama concussione. La satira raggiunge il suo apice.”Cuore” titola a tutta pagina: “È scattata l’ora legale, panico tra i socialisti”. Da un semianalfabeta nasce la Lega di Umberto Bossi con i cappi. L’ideologo è un vecchio professore, Gianfranco Miglio.

La sua proposta è netta: l’Italia va divisa in tre regioni, Padania, Etruria e Mediterranea, e quest’ultima andrebbe governata direttamente dalla mafia, dato che esprime la migliore classe dirigente.A Palermo nasce la primavera siciliana e “La Rete” di Leoluca Orlando che per la prima volta mette insieme tutto il meglio dell’antimafia. Il 25 aprile si dimette, Francesco Cossiga, ottavo presidente della Repubblica. Negli ultimi anni del suo mandato si era reso famoso per le sue esternazioni; proclami populistici, attacchi a magistrati, difesa di massoni dei quali Il presidente invocava una maggiore presenza nella vita pubblica. Di lui si diceva che era pazzo; il bello era che lui confermava. E così arriviamo alla primavera del 1992. L’autostrada Palermo Punta Raisi, in località Capaci, si solleva come un muro di fuoco al passaggio del convoglio che trasporta il giudice Giovanni Falcone nel più grande attentato mai visto in Europa dalla fine della guerra   Oscar Luigi Scalfaro, novarese, tradizionalista, democristiano viene eletto nono presidente della Repubblica con 672 voti.

Il livello di corruzione che l’Italia politica aveva espresso; il livello di violenza terroristica che la mafia aveva scatenato; le pulsioni secessioniste di un Nord economicamente annichilito e senza rappresentanza politica; tutto questo ebbe il suo esito nella più grave crisi finanziaria italiana dal dopoguerra. Il segretario del Psi, Bettino Craxi ricevette l’avviso di garanzia che determinò la sua fine politica e personale. La Democrazia cristiana, da sempre il partito di riferimento degli italiani, nello stesso periodo cessò, anche formalmente, di esistere. Alla vigilia di Natale, Bruno Contrada, il capo dei nostri servizi segreti con competenza sulla Sicilia, fu arrestato con l’accusa di avere protetto, per anni, la mafia. E, finalmente, l’anno finì. Il 1993 sarebbe stato ancora più drammatico e violento. Si aprì con l’arresto spettacolare di Salvatore Riina le tremende bombe mafiose di Firenze, Roma e Milano. Ed ecco la discesa in campo in politica di Silvio Berlusconi, uno dei pochissimi industriali milanesi che era passato indenne dalle inchieste di Mani pulite, e che godeva di solidi appoggi finanziari nella Sicilia di Cosa Nostra.

Questa la cronaca è il racconto degli avvenimenti così come si susseguono nel tempo. La storia è il senso di quegli avvenimenti. Ma purtroppo, il “senso di quel 1992” ancora non lo conosciamo. La magistratura il Pci-Pds? Bettino Craxi fu affossato perché si era opposto agli americani ai tempi di Sigonella? Cosa Nostra determinò l’eliminazione di Andreotti dalla competizione per il Quirinale? Marcello Dell’Utri, il fondatore del nuovo partito di Forza Italia, agiva come emissario di Cosa Nostra? O gli avvenimenti si susseguirono senza alcuna regia? Ognuno metta in una busta la sua spiegazione. Nel frattempo, in occasione del ventennale, ricordiamo commossi il 1992, gli eroi uccisi, l’indignazione popolare, la società civile, l’anelito risorgimentale. E pazienza se la corruzione e la mafia sono più forti di venti anni fa.

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