2020 FUGA DA NERETO
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2020 FUGA DA NERETO

Pochi giorni fa milioni di giovani sono scesi in piazza in tutto il mondo per gridare a gran voce che la crisi climatica sta arrivando. E tutti dobbiamo fare tutto il possibile per fermarla. Siamo in una vera e propria emergenza e dobbiamo agire di conseguenza! Qualcosa lo possiamo fare in val vibrata, uscendo dal tradizionale torpore e dalla mortale indifferenza che ci ha ridotto al punto dove siamo. Scade infatti oggi a Nereto, e in tutta la val vibrata, la raccolta di firme contro il centro di trattamento per i rifiuti liquidi non pericolosi che si intende realizzare a Nereto. Questa ipotesi, che neanche Lercio o Scerzi a parte avrebbero avuto il genio di pensare,  è stata possibile concretizzarla (ma ancora non realizzarla)  perché  l’impresa ha puntato sulla colpevole indifferenza dei cittadini vibratiani. Perché, udite, udite, dove lo vogliono fare ‘sto coso ? In un piccolo angolo di paradiso, tra le colline vibratiane, dolci, ricche e preziose, a pochi passi dalla costa adriatica. 

A pochi passi da un caratteristico centro storico, ricco di storia e cultura, tra antichi palazzi e piazzette, a pochi metri delle viuzze caratteristiche di Nereto che si affacciano sull’ incantevole panorama che si propone, a chi sa ancora alzare lo sguardo, e guardare la bellezza che ha attorno. E certo. E’ ovvio. Stupido io. E dove fare un centro di trattamento per i rifiuti liquidi  se non nel cuore del versante orientale della Montagna dei Fiori, sotto la cima del monte Girella. Qualcosa non mi quadra. E perché non all’uscita dell’autostrada della vibrata ? E perché non sul lungomare di Alba? E certo. E cosa ne dice il Ministero per l’Ambiente e la Procura di Teramo di un centro di trattamento per i rifiuti liquidi posto nei pressi del fiume Tronto, proprio dove il territorio offre uno splendido panorama che abbraccia gli Appennini, il Gran Sasso, la Majella e i Monti Sibillini. Qualcosa non mi quadra. Allora, va bene, ricapitoliamo: un imprenditore pensa di fare un centro di trattamento per i rifiuti . Ci sta. Certo. Da qualche parte bisogna farlo. Bene. Mettiamo pure che a questo non gliene frega niente se nella valle, a pochi passi, sono stati ritrovati insediamenti umani della preistoria, come il ritrovamento di pietre lavorate del neolitico. E ci sta. Ricco non significa colto ne intelligente. Non gliene frega niente o forse è ignorante, per cui non è in grado di capire che questo terreno è prezioso, ed è già ricco, di una ricchezza comunitaria.

E’ un bene collettivo.  Non gliene frega niente, o è solo un ignorante, per cui non è in grado di capire che quella terra è “vibata” “biberata”, è una terra ricca e irrigua, preziosa per l’agricoltura.  Non gliene frega niente per cui non è in grado di capire che quella terra non propone solo paesaggi ma potrebbe essere la culla della cucina, del vino e dell’olio e potrebbe vivere bene solo con iniziative che permettano di riscoprire e valorizzare il territorio e le sue attività, passeggiate su percorsi e sentieri,  concentrando un particolare interesse verso le varie cantine, i  ristoranti e i punti panoramici.

Questo è il bene collettivo, è il bene di una comunità. Lui è un imprenditore, deve pensare solo ai soldi. Mi fa venire in mente l’urlo di un giovane contro la società che gli faceva schifo . Ma mi chiedo, i cittadini dove sono ? Come si fa a rimanere in silenzio, in disparte, a coccia bassa, come il somaro sotto il bastone, mentre sulla tua terra vogliono attrezzare un centro di trattamento per i rifiuti di 40.000 mc solo per farci i soldi? Qualcosa non quadra. Si rischia di distruggere un territorio così, con un impianto che non crea alcuna utilità ne vantaggio economico alla collettività, solo per far fare i soldi ad un imprenditore e tu cittadino resti a guardare con lo sguardo della gallina nel pollaio ? Qualcosa non quadra. E poi, non esiste l’interesse collettivo? E soprattutto chi ci mangia? Io voglio sapere i nomi e i cognomi di chi è interessato a questo affare. Affare per pochi. E torno a chiedere, la Procura che dice ? Mi ripeto, si rischia di distruggere un territorio così, con un impianto che crea solo disagi, e peggiora la qualità della vita di tutti gli abitanti della val vibrata, solo per far fare i soldi ad un imprenditore ? Qualcosa non quadra. 

Una impresa vuol fare un impianto per i rifiuti, e ci sta. Anzi dico grazie. Ma dove lo va a fare ? Nel cuore di un territorio che non può diventare il luogo di smaltimento di 100 tipi di rifiuti e veleni, quali il percolato delle discariche, cioè il veleno, fanghi dell’industria, cioè veleni, per il semplice fatto che è un territorio vivo, attivo, non con caratteristiche utili per un modello di vita  da post guerra atomica. Non siamo nel film 2020, fuga da Nereto”. Siamo nel cuore della gente, a Nereto c’è gente viva, carne e sangue, ragazzi che devono crescere in un territorio sano e salubre. Fuori gli speculatori da Nereto e dalla Vibrata. Fuori le mafie albanesi che spacciano droghe, prostituzione e morte. Fuori chi uccide il territorio per loschi interessi. Fuori chi inquina e distrugge il futuro. Allora ripeto la domanda ? Prima dei soldi per un imprenditore non c’è il diritto alla salute. E’ chiara la domanda ? Qualcosa non quadra. Su questo la Procura di Teramo che dice ? Greta qua, Greta la, l’ambiente qua, la natura la, “For Future” qua, ascoltiamo i giovani di la, e poi alla di Teramo, nel cuore della natura gli regaliamo un centro di trattamento per di reflui industriali di 40.000 mc annui solo perché qualcuno deve farci i soldi ?Qualcosa non mi quadra. E, infine, è tutto regolare nella VIA e nella  TUA? Comunque qualcosa non quadra. Sarà necessario tornarci su.

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