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A TEATRO LE STORIE INVISIBILI

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Ieri sera sono andato a vedere “Condominio Occidentale”, lo spettacolo diretto da Tiziana Sensi che ha messo a punto un metodo di recitazione per i ragazzi che non vedono. “Condominio Occidentale”  è un campo per senzatetto, un rifugio a cielo aperto per chi ha perso la casa, il lavoro, il proprio status sociale. Uno spazio dove “la povertà è organizzata”, una tana per umiliati che cercano di proteggere il poco rimasto e soprattutto la dignità. Un mondo invisibile ma reale, che si trova dietro l’angolo di ogni città. Condominio Occidentale è anche uno spettacolo teatrale portato in scena dal laboratorio TeArca 1, composto da attori non vedenti, ipovedenti e normodotati, in scena al Teatro Colosseo a Roma.

Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Paola Musa racconta la storia di Anna, che vive insieme alla figlia nella sua auto, al campo, cercando di evitare la minaccia degli assistenti sociali che vorrebbero destinare la ragazzina a una famiglia più idonea. Una storia come tante che racconta una categoria sociale che ha un nome e le cui condizioni sono studiate e tradotte in cifre perché il fenomeno è in costante aumento: sono i “nuovi poveri”, vittime inconsapevoli della crisi globale o più semplicemente cittadini disoccupati, sopraffatti dai debiti e incapaci di chiedere aiuto. Una storia che nessuno vuol vedere. Per la prima volta in una sala teatrale lo spettacolo è accessibile anche a non vedenti, che vengono dotati di una cuffia a onde radio che suggerisce dialoghi con descrizioni di azioni, stati d’animo e paesaggi, e non udenti, che invece possono seguire lo spettacolo grazie a un sistema che permette di leggere le trascrizioni dei dialoghi con indicazioni su suoni, rumori e colonna sonora.

L’idea di portare in scena la storia di Anna e del Condominio Occidentale è di Tiziana Sensi, attrice di cinema, teatro e tv (dai Ragazzi del muretto ai Liceali) che ha iniziato un suo personale lavoro sulla disabilità visiva dieci anni fa all’istituto Sant’Alessio di Roma. Che ha incontrato Gerry Longo (noto anche come concorrente del Grande Fratello 9), con cui ha studiato l’utilizzo di tecniche teatrali per permettere a un non vedente di muoversi nello spazio con una maggiore padronanza di sé. Nel 2006 insieme hanno inaugurato un laboratorio teatrale integrato e fondato la TeArca Onlus con cui hanno realizzato Un salto nel buio, spettacolo che hanno portato in tournée in questi anni. Un impegno artistico non indifferente, portato avanti con tenacia e pazienza e che l’ha ricompensata con profonde soddisfazioni. È una compagnia di 22 persone di cui 14 non vedenti. Ci sono quelli che hanno talento e quelli più fragili. Il lavoro con ognuno di loro è certosino, non vedendo non hanno uno specchio di riferimento che è la gestualità altrui. Si tratta di eliminare l’immobilità e insegnare loro a tirar fuori una morbidezza che c’è nei loro corpi, attravaerso il rilassamento, e usando il mio corpo come uno specchio che permette loro di percepire ogni movimento, fino alle piccole sfumature del volto.

Gli attori non vedenti non devono solo imparare la parte ma soprattutto annullare la rigidità del corpo e l’inespressività dei volti assimilando espressioni e gestualità che imparano a scoprire toccando i visi dei compagni che interpretano la battuta. Lo spettacolo rispetta l’impianto del romanzo, ci sono  momenti comici e in parte diventa quasi fiaba attraverso la musica e la scenografia fatta di cartoni. Non è un’ora di tormento per lo spettatore, ci sono momenti in cui si ride e ci si emoziona, ma si riflette anche. Penso che chi uscirà dal teatro per prima cosa dirà che gli attori non sembravano ciechi e poi quando incontrerà per strada qualcuno che somiglia ai personaggi dello spettacolo, lo guarderà in modo diverso. Per ora il pubblico sarà solo quello romano, che potrà vederlo fino al 5 dicembre. Ma lo faremo diventare una tournée.

Roma 21 agosto 2010 Apertura notturna del Colosseo con le visite guidate – colosseo apertura notturna – fotografo: benvegnù – guaitoli – lannutti

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