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AMMAZZARE UN SINDACO E’ AMMAZZARE LA DEMOCRAZIA…

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(ma tranquilli tra poco torna grande fratello) Si muore quando si è soli. L’insegnamento di Falcone torna tremendamente attuale. E lui Angelo, il “sindaco pescatore”- alla guida di una lista civica – si opponeva alle licenze edilizie, al cemento che in Cilento dilaga a scapito di una magnifica bellezza. Ma Angelo Vassallo rischia di morire per un giorno soltanto e di essere subito dimenticato. Era per tutti il “sindaco pescatore” e non solo perchè amava andare in mare ma perchè da sempre era il suo lavoro, la sua passione. Io l’ho conosciuto il 3 luglio scorso quando mi sono recato a Pollica per il Cilento Jazz Festival. Mi ha raccontato che navigava e pescava sin da quando avevi i pantaloni corti. E sempre ad Acciaroli. Una piccola località di mare del Cilento che con Pioppi fa parte del comune di Pollica. Il suo rifugio. La sua casa. La sua famiglia. La sua comunità. Amministrata con cura e passione. I suoi occhi si illuminavano quando mi parlava del suo mare, dei pescherecci che all’alba ritornavano al porto. Dove spesso li aspettava per salutare i pescatori e commentare con loro l’uscita.

Era felice perchè con il suo gozzo era ritornato a navigare e pescare. Era umile ma orgoglioso di aver regalato alla sua comunità tanti premi per la qualità ambientale. La sua ultima scommessa era la realizzazione del porto. Una mareggiata lo aveva distrutto. Non si era abbattuto e aveva ricominciato da capo. Ricostruito sempre nel rispetto dell’ambiente. Era riuscito a costruire un caffè letterario nella frazione più piccola del paese. Angelo era un uomo buono, con la passione dei pescatori. Impegnato a costruire un sogno. Sempre più bello. Sette colpi di pistola hanno ammazzato un sogno. Hanno ammazzato la democrazia. Non riesco ad immaginare il perchè. Mai avrei immaginato che una violenza così forte, così cattiva poteva colpire la piccola comunità di Acciaroli e l’intero Cilento. Come se fosse normale, fisiologico per un sindaco del meridione essere vittima dei clan. E invece è uno scandalo della democrazia.

Il fatto è che il Cilento, terra magnifica, ha su di sé gli occhi e le mani delle organizzazioni criminali che, quasi fossero la nemesi della nostra classe politica, eternamente in lotta, si scambiano favori, si spartiscono competenze pur di trarre il massimo profitto da una terra che ha tutte le caratteristiche per poter essere definita terra di nessuno e quindi terra loro. Il fatto però non sembra interessare molto. In un Italia narcotizzata, egoista e che non sa più ascoltare, Angelo camminava nelle piccole stradine del paese, incontrava e ascoltava gli anziani, i turisti. Cosa importa a questa Italia che attende solo il grande fratello per poter provare a sognare, di un Sindaco che è morto per tutelare la democrazia e l’ambiente e la legalità del suo territorio. Cosa importa a questa Italia senza pulsioni, senza passioni, senza vita, che attende di vivere solo nella vita degli altri, di un uomo vero. Che viveva il suo territorio, che aveva un sogno vero.   Aveva realizzato una vera comunità, orgogliosa e passionale. Chi ti ha conosciuto sa che non facevi sconti a nessuno. Eri un vero paladino della legalità e della verità. Ma sempre in silenzio e senza clamore. Ciao Angelo sindaco pescatore che ti piaceva sognare. Ma in Campania è difficile anche sognare. Chi sogna, muore.

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