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ANCHE PUPI AVATI CONTRO IL VOLGARE

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E’ davvero instancabile Pupi Avati.  Un regista che vive sul set, e che ieri sera ha presentato agli amici romani, nel celebre ristorante trasteverino L’Antica Pesa, il suo quarantesimo film in 40 anni di cinema.  Una carriera spesa a raccontare il passato del nostro paese, affrontando i generi ed i  toni più disparati.  Con Il figlio più piccolo Pupi Avati ha invece voluto mettere in scena il cinismo e l’abiezione dell’odierna società italiana, vista attraverso gli occhi del giovane ed ingenuo Baldo, giovane che dopo anni viene ritrova un padre che è diventato un vero e proprio “squalo” della finanza, disposto a tutto pur di guadagnare e sfuggire agli inevitabili guai con la giustizia.  Il figlio più piccolo è la storia di un personaggio simile a tanti della nostra storia recente, quella per cui, ci dice Avati, “sei quello che hai.  E’ un film sui soldi, sul quattrino, e mi è venuta voglia di raccontare questa storia perché ogni volta che torno a Bologna mi chiedono quanti soldi ho fatto”.  E’ una mentalità che ormai si estende velocemente a tutta Italia. 

Il protagonista di questo film è un essere spregevole, che per i soldi mette di mezzo pure moglie e figli, è un immobiliarista romano imbroglione ispirato a certi personaggi della nostra società, che ha persino un curatore d’immagine (Massimo Bonetti) e il cui commercialista, interpretato da Luca Zingaretti, lo consiglia di intestare le sue fallimentari proprietà al figlio che praticamente non ha mai conosciuto e che è cresciuto nel suo mito, alimentato da una madre un po’ folle, che è Laura Morante.  Luciano Baietti (De Sica) è senza dubbio un personaggio infame, indecente, che rappresenta l’amoralità del nostro oggi.  Il suo non è mai stato un cinema di denuncia, ma davvero questa volta deve aver sentito la necessità di monitorare il qualunquismo imperante e volgarissimo dei nostri giorni.  Il figlio più piccolo, con le dovute proporzioni, vuole essere un film indignato, che tenta di riaffermare l’innocenza con cui il giovane personaggio di Baldo e di sua madre Fiamma continuano a vedere il mondo, nonostante siano stati traditi da Luciano.

  Forse noi abbiamo perso questo sguardo pure ed innocente sulla realtà, e penso ne abbiamo il bisogno disperato di ritrovarlo  Avati ha detto di essersi ispirato alla commedia all’italiana del periodo d’oro, quella che faceva riflettere senza sconti sugli orrori del presente, come il capolavoro di Dino Risi Una vita difficile.  Sulla carta il personaggio di De Sica sembra uno di quelli che avrebbe interpretato all’epoca Alberto Sordi.  Come consuetudine del regista, anche Il figlio più piccolo pesa in buona parte sulle spalle di un esordiente assoluto, in questo caso il neodiplomato del Centro Sperimentale di Cinematografia Nicola Nocella.  Commedia di costume corrosiva, che in alcuni momenti lascia trasparire il cinismo delle migliori pellicole di Avati, Il figlio più piccolo sarà distribuito da Medusa in circa 300 copie a partire da questa sera.  Andate a vederlo. 

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