You are currently viewing ANCORA TU

ANCORA TU

  • Autore dell'articolo:
  • Commenti dell'articolo:0 Commenti

Domenica 9 settembre: ancora tu. Nel ventennale della morte di Lucio Battisti, stroncato a 55 anni da una malattia, il suo ricordo è più vivo che mai. E una nuova produzione musico-teatrale partirà tra pochi giorni da Pescara per ricordarlo nel migliore dei modi, con video, riflessioni e naturalmente con le sue canzoni più belle. Ma c’è di più . Per un gioco del caso, l’anniversario della scomparsa di uno dei geni assoluti della musica italiana coincide con la notizia che potrebbe avviarsi a una soluzione definitiva l’intricatissima e annosa vicenda legale che ha come oggetto i diritti dei 12 album più amati e conosciuti della carriera di Battisti: quelli incisi con i testi di Mogol. Come ho scritto più volte finalmente la musica di Lucio Battisti potrebbe essere diffusa online e dunque finire a disposizione anche di quel pubblico giovane e giovanissimo che ormai da tempo non utilizza i supporti fonografici. Battisti ha costruito la sua leggenda sulla sua musica di talento visionario e sulla sua assenza: detestava le derive del divismo, la pubblicità e i riti della comunicazione: la sua ultima, storica apparizione alla tv italiana è datata 23 aprile 1972: il programma è “Studio 10”, dopo aver presentato in playback “I giardini di marzo” si lancia in un duetto con Mina che resta uno dei momenti più alti della tv e della musica italiane.

Qualche anno dopo sceglierà la via della chiusura totale a incontri, interviste, esibizioni lasciando parlare solo i suoi dischi. Il resto è stato, fino alla fine, impenetrabile riservatezza. L’eredità artistica di Battisti ha lasciato numerose tracce tra i musicisti della nuova generazione. Con un pò di tristezza bisogna ammettere che forse i più giovani non conoscono e non conosceranno mai le bionde trecce, gli occhi azzurri, il mare nero, gli spruzzi e le sue risa. Di questi tempi, infatti, i millennials incontrano mille difficoltà ad ascoltare in Rete le canzoni diLucio Battisti, visto che in streaming i suoi album sono praticamente indisponibili a causa delle scelte editoriali di chi ne detiene i diritti. Come dire che una parte della cultura popolare viene negata, rimossa dalla memoria collettiva, proprio mentre in questi giorni si ricordano i venti anni dalla scomparsa del grande musicista di Poggio Bustone. Al contrario, la generazione immediatamente precedente sembra aver mandato a memoria la lezione di stile di Battisti, oltre che le sue immortali melodie. Lo dimostrano alcuni nuovi cantautori che hanno voluto rendergli omaggio in questi ultimi anni risuonandone alcuni titoli in versioni sempre piene di idee, oltre che di rispetto.

Cover suonate nei live o addirittura interi concerti dedicati all’esecuzione per intero di un album dal catalogo battistiano. Si tratta di una passione profonda che condividono in molti tra i nuovi cantautori, a cominciare da Cosmo che una volta, parlando del suo modo di comporre ha dichiarato di “voler far incontrare Battisti con Shakira, o con Beyoncé”, e ancora Colapesce che lo ha scoperto e recuperato dopo i vent’anni facendone un punto di riferimento della sua musica, o Jack Savoretti che confessa di aver “consumato gli album di Battisti, e tutti i produttori a cui ho fatto ascoltare i suoi dischi concordano sulla sua assoluta modernità: avrei pagato per poter lavorare anche un solo giorno in studio con lui”. Per continuare con Leo Pari, innamorato soprattutto dei due ultimi album del sodalizio con Mogol, Una donna per amico e Una giornata uggiosa, “che influenzano molto tutta la mia musica e soprattutto il mio ultimo album Hotel Califano”. Per finire con Dente che lo considera il suo autore più amato e che vede in Anima latina “l’album da portare su un’isola deserta”. 

Lascia un commento