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ASPETTANDO I ROLLING STONES

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Il giorno dei giorni è arrivato. L’attesa è negli occhi dei commercianti, che si preparano a domani, 23 settembre con vetrine tematiche, con menù ideati per l’occasione. Perché domani non sarà un sabato qualunque, ma un giorno in cui la città di Lucca verrà presa d’assalto da 55 mila persone da tutto il mondo, per l’unica data italiana del gruppo-mito. L’attesa è anche negli occhi dei ragazzini che pregustano un week end lontano dalle scuole, chiuse grazie a quei signori con la chitarra elettrica che piacciono tanto a mamma e papà e il cui simbolo è la lingua appiccicata ovunque in città. Una città aspetta i Rolling Stones. E l’attesa è pure negli sguardi degli anziani che, da un mese, hanno un cantiere più strano del solito da studiare. Giorno e notte. Perché qui si lavora 24 ore su 24, sotto gli occhi di tutti. Il clima è sospeso, a Lucca, reso ancora più rarefatto dalla pioggia che non impedisce alle ruspe di scavare, ai muletti di trasportare, agli operai di allestire. Un giro d’affari di 50 milioni di euro secondo l’Università di Pisa. 20 milioni il costo del solo concerto. 4 milioni per i lavori di manutenzione straordinaria del complesso intorno alle mura. Camere di hotel a 1500 euro.

Ristoranti prenotati da mesi. Parcheggi soldout. 100 pullman per la tratta Firenze Lucca Un clima quasi fantascientifico di un’immanenza imprevedibile, mai sperimentata sino ad ora che sembra poco commisurata alla (piccola) città. O forse è la porta del futuro prossimo venturo dei concerti e inattuali sono i grandi stadi? 4 mila le persone che stanno lavorando al concerto tra operai, facchini, sorveglianza; 235 bilici di stabilizzatore, ovvero la ghiaia compattante che scongiurerà la formazione di fango (in caso di acqua) e polvere e che è stata riversata su speciali teli che proteggono l’erba senza soffocarla. Il palco, completamente scoperto (solo una tettoia trasparente a proteggere gli Stones) con i suo 4 megaschermi verticali alti oltre 124 metri, e la lunga lingua-passarella che fende il pubblico. C’è un angolo palestra per Mick Jagger, una sala trucco, 100 metri quadri di guardaroba, persino uno spazio dove si può suonare. Un camerino per il “quick change”, cambio d’abito veloci prima dei bis. Top secret il loro alloggio. Ma io andrei a Firenze se fossi in voi.

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