You are currently viewing AUGURI ALLE DONNE CHE LAVORANO…

AUGURI ALLE DONNE CHE LAVORANO…

  • Autore dell'articolo:
  • Commenti dell'articolo:0 Commenti

Dovrebbe essere la notizia del giorno, ma al contrario, è stata fatta passare sotto silenzio dai media. Ben prima del decreto truffa.  E’ in corso da parte dell’attuale Governo l’ennesimo attacco contro i lavoratori.  Il Senato della Repubblica Italiana (fondata sul Lavoro) ha licenziato il DDL 1167-B, inviandolo alla Camera, pronto per essere definitivamente approvato, dopo due anni di emendamenti e ‘correzioni’. L’articolo 33 di questo testo sostituisce l’at 410 del Codice di Procedura Civile, istituendo misure di conciliazione di controversie lavorative anche in via arbitrale.  Detto in sintesi, significa che le controversie sul lavoro potranno essere conciliate e risolte da un arbitrato, cioè un giudizio privato con cui le parti, al momento della stesura del contratto, per mezzo di una clausola, oppure a controversia già insorta scelgono di rimettere la soluzione di questa alla decisione di uno o più arbitri, escludendo il ricorso alla giustizia ordinaria. 

Questo DDL è in sostanza un aggiramento dell’Articolo 18 dello Statuto dei Lavorati, che, per esempio, non permette licenziamenti senza giusta causa.  Voluto fortemente dalla CONFINDUSTRIA.  Vi starete chiedendo chi siano questi arbitri, è presto detto: sono persone iscritte nell’elenco degli Arbitri della Camera di Commercio.  Fin qui tutto bene.  Solo che l’arbitrato può essere organizzato per proprio conto o approfittando dei servizi posti a disposizione da istituzioni arbitrali specializzate, come le Camere di Commercio.  La differenza tra i giudizi è questa: il giudice prende le decisioni su una questione richiamando leggi inerenti l’argomento; l’arbitro, invece, decide in base a ciò che ritiene giusto, senza riferirsi a testi scritti o altro.

  Questo indebolisce pesantemente le tutele del lavoratore, perché in un caso come il licenziamento senza giusta causa risulterà oggettivamente la parte più debole, in quanto, di fronte al licenziamento, l’arbitro deciderà secondo la SUA concezione di equità, non secondo la legge.  Questo DDL è in sostanza un aggiramento dell’Articolo 18 dello Statuto dei Lavorati, che, per esempio, non permette licenziamenti senza giusta causa.  Con questa Legge si crea una disparità tra le forze in campo ancora maggiore rispetto a quella attuale.  L’attacco al mondo del lavoro salariato, ancora una volta, sta procedendo a tappe forzate, senza troppe resistenze.  Mi pare interessante notare come da parte sindacale, sia la CISL che la UIL non si siano minimamente fatte sentire.   La posizione della CGIL è certamente critica ma bisognerà vedere cosa metteranno in campo, specialmente durante il prossimo sciopero generale del 12 marzo.  Dato ancora più allarmante è quello che concerne la possibilità di prevedere clausole ‘peggiorative’ del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. 

Sono infatti chiamati ‘contratti individuali certificati’ quelli autorizzati dal nuovo DDL, con i quali si certifica, appunto, la ‘libera volontà’ del lavoratori di accettare le deroghe a norme di legge e del CCNL.  In caso di processo di lavoro, per esempio, il giudice non potrà entrare nel merito dell’organizzazione del lavoro e delle scelte produttiva, cioè non potrà occuparsi delle cause delle controversie stesse, della sostanze delle scelte aziendali, ma dovrà limitarsi a verificare gli aspetti meramente formali delle azioni aziendali.  Questa legge è ingiusta, iniqua e vergognosa, un vero e proprio attentato ai danni dei lavoratori. e ALLA COSTITUZIONE.  Chi si farà carico di combattere contro l’ennesima cannonata governativa? 

Lascia un commento