AVATAR…IL CINEMA NON SARA’ MAI PIU’ LO STESSO

AVATAR…IL CINEMA NON SARA’ MAI PIU’ LO STESSO

STESSO “Dopo Avatar il cinema non sarà mai più lo stesso”  Così recita questa mattina il titolo di un articolo di un grande quotidiano italiano.  Dopo aver visto ieri sera l’atteso nuovo film di James Cameron alla sua presentazione in Italia, non posso che essere d’accordo.  Paragono questo film al concerto “360” degli U2. Dopo nulla può essere lo stesso.  Molto è stato scritto su questo rivoluzionario capolavoro in 3D ideato più di 30 anni fa, la cui realizzazione è iniziata 14 anni fa, e costato 390 milioni di dollari.  Al numero monumentale di informazioni riportate dalla cartella stampa della 20th Century Fox voglio aggiungere una piccola testimonianza del mio stupore di fronte a un’esperienza che ha risvegliato tutti i cinque sensi. 

Dopo aver indossato i fantomatici occhialini nella Sala dell’Auditorium della Conciliazione, si parte per il Pianeta Pandora, dove, in un laboratorio scientifico, alcuni Avatar sono in attesa di essere collegati al sistema nervoso degli umani.  Il film di fantascienza girato in 3D, il piu’ costoso della storia del cinema, descrive con divertimento il risveglio del marine Jack Sully (Sam Worthington) nel suo avatar: ebbro di gioia e quasi stordito all’idea di poter di nuovo camminare dopo essere stato inchiodato su una sedia a rotelle.  Abbiamo quindi compiuto un viaggio quasi lisergico attraverso una foresta tropicale piena di alberi altissimi, fiori giganteschi e animali di curiosa foggia, tra frullii di ali, crepitii di passi, gorgoglii di fiumi.

  Una piccola pausa e abbiamo incontrato una meravigliosa Na’vi di nome Neytiri, che ci ha ricordato Pocahontas e che ci ha fatto presagire che Avatar è anche, anzi soprattutto, una grande storia d’amore.  Abituati al 3D abbiamo infine avuto l’impressione che le avventure di Sully e compagni non si stessero svolgendo davanti a noi, ma intorno a noi, un po’ come succedeva, tempo addietro, in alcuni spettacoli di teatro sperimentale.  Questa volta, però, non eravamo seduti su una poltrona rossa più o meno vicini a un palcoscenico: eravamo in groppa a giganteschi volatili azzurri, pronti a lanciarci nell’esplorazione di un universo meraviglioso e insieme terribile e minaccioso  Il film e’ ambientato nel 2154, su un pianeta chiamato Pandora, molto simile alla Terra, dove gli animali e la vegetazione sono molto particolari, i primi aggressivi e simili agli esseri preistorici mentre la flora ricorda immagini idilliache dell’iconografia religiosa, una sorta di giardino dell’Eden fluorescente.

L’atmosfera non e’ respirabile per gli uomini, mentre gli abitanti, umanoidi blu di tre metri (magnificamente creati col computer) chiamati Na’Vi, vivono allo stato primordiale: un panteismo spinto, un rispetto assoluto per tutte le creature viventi e una innata diffidenza per gli alieni-uomini.  Per frequentare i Na’vi e tentare di convincerli ad abbandonare il loro villaggio che si trova sopra un giacimento di un minerale preziosissimo gli uomini hanno creato degli ‘avatar’, esseri simili ai Na’Vi con dna umano e pandoriano.  Attraverso una macchina e’ possibile entrare dentro un ‘avatar’ e vivere su Pandora. Una realta’ virtuale che diventa sempre piu’ vera fino all’inevitabile finale. Un marine paralizzato (Sam Worthington) viene ‘introdotto’ in un ‘avatar’ creato per il progetto di amicizia intergalattica guidato dalla dottoressa Grace (Sigourney Weaver).  Il soldato ha pero’ anche una missione segreta: avvicinare i nativi e convincerli ad andarsene o, in alternativa, conoscere i segreti del loro villaggio per poterlo attaccare facilmente al fine di rendere accessibile il prezioso giacimento su cui poggia il loro villaggio.

  Il cattivissimo colonnello Quarich (Stephen Lang) convince il marine a fare l’infiltrato nei Na’Vi per lui e, nella piu’ classica delle tradizioni, desidera piu’ di tutto distruggere quel popolo. Il marine nel corpo dell”avatar’ abbandona pero’ presto la sua missione perche’ scopre un popolo fatto di persone semplici e sincere, si innamora della figlia del re (Zoe Saldana) e diventa un guerriero Na’Vi, entra a far parte del Popolo. Sara’ proprio l’ex marine paraplegico nel corpo di un gigante pandoriano di tre metri a guidare la resistenza fino alla vittoria finale.  “Avatar” racchiude tutti gli elementi di un buon film fantasy: i buoni deboli e ingenui da difendere, i cattivi che vogliono distruggere tutto per avidita’. L’eroe e la bella guerriera che si innamora di lui.  Il bene che vince e il male che soccombe grazie al colpo di scena finale.  Il trionfo dei buoni sentimenti per un film definito, a ragione, il primo kolossal dell’era Obama:integrazione razziale, ecologia, rispetto per l’ambiente, antimilitarismo, scienza usata per fare il bene, profondo senso della giustizia, ecc.  Talmente vero che la destra Usa ha criticato a lungo il film, lo ha definito ‘hippy’, accusandolo di usare tutti stereotipi cari alla sinistra.  E non sono mancate critiche di ‘apologia del panteismo’.

“Avatar” comunque e’ un film che non delude le aspettative e che e’ destinato a cambiare il modo di fare cinema.  Solo dal punto di vista tecnologico, pero’. E solo per pochi. L’uso nuovo del 3D, messo al servizio del film e non viceversa, mediante nuove tecniche e nuove metodologie di lavoro rappresenta la novita’ assoluta di cui non vorranno fare a meno Spielberg, Burton, la Disney-Pixar e altri pronti per sfornare i loro kolossal in 3D.  Ma, a ben guardare, la ‘rivoluzione’ di Cameron sembra essere circoscritta a pellicole milionarie di avventura, destinate a grandissimi incassi. Lunedi’ il film di Cameron passa in commissione censura italiana e non corre alcun pericolo di divieti.  Nei giorni scorsi si era infatti parlato di possibili rischi perche’ negli Usa – dove il presidente Obama ha portato le sue due figlie di 8 e 11 anni a vedere il film – “Avatar” e’ sconsigliato ai minori di tredici anni, ma in Italia non accadra’ nulla anche perche’ non ci sono elementi: violenza comune in molti film d’avventura, poche scene leggermente esplicite e, soprattutto, niente sesso.  I due protagonisti Na’Vi passano una notte di passione, ma non si vede nulla (solo il bacio e il difficile risveglio).  E per questo da giorni si discute di un’ipotetica scena di sesso ‘hot’ che Cameron avrebbe tagliato e che potrebbe fare la sua comparsa sul dvd e sul 3D Blue-ray.  Ne ha parlato la protagonista, Zoe Saldana, che ha dichiarato che assieme al partner Sam Worthington hanno girato una scena di sesso su un albero, ricreato dalle tecnologie in 3D.  Una scena, ha aggiunto l’attrice, molto difficile perche’ bisognava rendere in modo “continuo e fluido” l’amplesso tra i due protagonisti.

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