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BALLATE PER UOMINI E BESTIE

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Premio Tenco 2019, nella categoria “Miglior disco del 2019” .È un disco fatto di allegorie, tra sacro e ritualità, ed è tutto nella copertina: quella che sembra una pittura rupestre è invece l’immagine di pinguini che, in condizioni ostili, preservano la vita covando l’uovo tra le zampe. Se si parla di peste, metaforica o morale, già nel riconoscere il male c’è l’inizio di una cura. E la speranza dell’umanità è nell’uovo covato dal pinguino. “Ballate per uomini e bestie” è un’opera di grande forza espressiva che guarda alle pestilenze del nostro presente travolto dalla corruzione del linguaggio, dal neoliberismo, dalla violenza e dal saccheggio della natura. In un’epoca in cui il mondo occidentale sembra affrontare un nuovo medioevo inteso come sfiducia nella cultura e nel sapere e smarrimento del senso del sacro, Capossela sceglie di pubblicare un canzoniere che, evocando un medioevo fantastico fatto di bestie estinte, creature magiche, cavalieri erranti, fate e santi, mette in mostra le similitudini e il senso di attualità che lo legano profondamente alle cronache dell’oggi. Il racconto e il canto divengono strumento per tentare un riavvicinamento al sacro e alle bestie, indispensabile punto di accesso al mistero della natura, anche umana.

La forma scelta da Capossela per questa sua nuova impresa artistica è quella della ballata, come occasione di pratica metrica e di svincolamento dalla sintesi. La ballata prende il caos delle parole in libertà, l’esperienza liquida del divenire, le riduce a storia e le compone nel fluire di strofe. Tra i quattordici brani che compongono l’album non mancano poi canzoni ispirate alla grande letteratura, da testi medievali alle opere di poeti amati come Oscar Wilde e John Keats. Scritto, composto e prodotto da Vinicio Capossela, “Ballate per uomini e bestie” è stato registrato nell’arco di due anni tra Milano, Montecanto (Irpinia) e Sofia (Bulgaria) da Taketo Gohara e Niccolò Fornabaio, e si avvale della collaborazione di musicisti prestigiosi come Raffaele Tiseo, Stefano Nanni, Massimo Zamboni, Teho Teardo, Marc Ribot, Daniele Sepe, Jim White, Georgos Xylouris e l’Orchestra Nazionale della Radio Bulgara. La lunga storia di Ballate per uomini e bestie, però, si anima soprattutto sul palco: portato in giro, nei mesi estivi, in una serie di concerti-atti unici e da importanti live all’estero, il tour ora porterà le canzoni del disco nei teatri, luogo di rappresentazione dell’immaginario. Lo spazio scenico buio, da andare a riempire con bagliori, stralci di affreschi e strofe per rileggere il mondo con gli strumenti della poesia, della filosofia e della denuncia. Un viaggio nella terra in un momento in cui uomini e bestie non si distinguono nemmeno nel genere umano.

Una cantata tra le creature che inizia dalle pitture rupestri e arriva all’evo medio prossimo e venuto attraverso un bestiario di varia umanità. Danze macabre al tempo della peste, nuove e antiche tentazioni, santi e inquisizioni nel rogo digitale. Il medioevo romantico e irragionevole dei preraffaeliti, le fiabe giocattolesche e fantasticanti di asini che diventano contadini, sirene che diventano ballerine, Marajà corruttori di innocenti; storie di rose e di figlie di fate, di carceri e di gabbie da zoo, tentativi di evasione e continue trasformazioni delle forme in divenire. Le Pleiadi e la galassia a spirale portata da una chiocciola. L’orsa della costellazione del cielo e l’orso buffone degli orsanti. E poi l’inverno, l’inverno dell’umanità, della guerra mai finita. L’inverno di un’orchestrina che suona nella neve di Auschwitz accompagnando festosamente l’immolarsi di sempre nuovi corpi espiatori e una madonna umile, fatta di conchiglie, per chi in mare non trova sepoltura. Una mareggiata di poveri cristi che non rinunciano a essere uomini vivi. Ovunque proteggi nella metamorfosi continua e incessante che è la vita e che non lascia intatti uomini, bestie, natura e animali. Nemmeno in teatro.  

Con il nuovo spettacolo pensato appositamente per questi luoghi magici, Capossela proporrà un canzoniere che, evocando un medioevo fantastico fatto di bestie estinte, cavalieri erranti, fate e santi, mette in mostra le similitudini e il senso di attualità che lo legano profondamente alle cronache dell’oggi. Alle creature che popolano l’ultimo album del cantautore si uniranno come in una danza i personaggi e le storie di alcuni dei suoi grandi successi in un intreccio che darà vita a un viaggio nel nostro presente, nelle fratture e nelle malattie del nostro mondo alla ricerca di possibili cure. Un’opera di grande forza espressiva che guarda alle pestilenze del nostro presente travolto dalla corruzione del linguaggio, dal neoliberismo, dalla violenza e dal saccheggio della natura. Uno spettacolo, e un disco, per ‘ballare’ sulle macerie, ma senza cinismo, tutti tesi verso una sola meta, in cerca di una ricostruzione collettiva umanissima e di profonda comunione. Come solo la musica sa fare.

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