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BERSANI TI PREGO SVEGLIATI !!

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C’è un civismo e un’opinione pubblica che non tollera ombre.  Ricordo bene il discorso di Bersani al congresso del PD. Molto bello. Condivisibile in tutto. A tratti entusiasmante. Ma pur sempre parole. Parlava delle nostre idee, dei nostri valori, parlava di lavoro, uguaglianza, diritti, di una democrazia che non può diventare un plebiscito.  Espresse un concetto che avevo espresso più volte in questi anni: Berlusconi ha ancora consenso ma non offre più un orizzonte.  E attaccò in modo diretto gli stessi accrocchi politi cisti che attaccavo io.  E disse la frase magica che mi convinse a credegli: cerchiamo le vie politiche per unire tutte le forze che possono costruire un’alternativa. 

Poi le primarie pugliesi, un politicismo di bottega a tratti vomitevole e insieme le ovvie difficoltà ad allargare i confini dell’alleanza, le candidature ancora da scegliere e il ricorso ambiguo alle primarie, i troppi personalismi dentro al partito ancora tutti in piedi e un senso di appartenenza su cui –diciamo così- bisogna ancora lavorare un bel pò.  E’ incomprensibile.  Vero che Dio non fece il mondo in due giorni… ma almeno cominciò!  Anche perché l’incomprensione riguarda il modo in cui il PD oggi interpreta la spinta per portare l’alternativa.  A me sembra che si sia creata una sorta di dissociazione fra le radici da cui trarre energia e il grande orizzonte.  Perché certamente i passaggi di queste settimane sono state lette come puro e bieco politicismo.

Peggio dei doppi e tripli forni di democristiana memoria.  E del resto questa sensazione l’ha avuta ed esternata anche Romano Prodi chiedendosi chi comanda oggi nel Pd.  E su chi può contare oggi Bersani che per rispetto definirò solo “anti decisionista”  E’ assediato dalla minoranza interna, guidata dal capogruppo alla Camera Dario Franceschini, che spinge perché Bersani si smarchi da colui che fu il suo principale sponsor, e apra a un governo più collegiale del partito e a una revisione della linea fin qui seguita: niente ammiccamenti e niente dialogo col centrodestra, meno inciuci con Pier Ferdinando Casini, opposizione più baldanzosa e sanamente anti-berlusconiana. Altrimenti sono pronti a quella sorda guerriglia interna che ha logorato già schiere di segretari,  I dalemiani però restano sospettosi e proprio nell’ala del partito più vicina a D’Alema non è stata registrato con grande entusiasmo il duetto di Bersani con Di Pietro. 

Intanto Bersani è alle prese con gli scontri interni che impediscono di chiudere le liste in tre regioni: Umbria (dove i veltroniani reclamano le primarie), Campania (con lotte fratricide tra De Luca e il candidato di Bassolino) e Calabria, dove Agazio Loiero e vuole essere ricandidato…. per perdere  E che dire della scelta nelle marche dove ha scelto …oddio scelto è una parola grossa… di andare con il peggio del peggio incarnato dall’Udc e dunque tradire la sinistra.  E se non fosse che ci sono anche nella sinistra dei leccaculi e tronisti , questi ora non dovrebbero mandarti a fanculo in tutta Italia???  La sensazione è che intorno a Bersani si stia ricreando una situazione molto simile a quella che ha logorato e disarcionato Walter Veltroni.  Sembra che il segretario viva in un incubo. Bloccato e nello stesso tempo ondeggiante.  Peccato!  Davvero un grosso peccato.  Se ne parlerà comunque a maggio, nella migliore delle ipotesi.  Ma prima ci sarà da sopravvivere alle regionali.  È per il giorno dopo lo scrutinio che i tanti avversari stanno preparando la requisitoria finale. 

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