You are currently viewing BERTOLASO E IL DITTATORE DI BANANAS…TUTTO NORMALE

BERTOLASO E IL DITTATORE DI BANANAS…TUTTO NORMALE

  • Autore dell'articolo:
  • Commenti dell'articolo:0 Commenti

Ho ospite in casa una amica straniera: una francese.  Passiamo giornate e serate insieme a girare per Roma. Lei è incantata.  Andiamo al cinema e locali e in giro fino a tardi. E guardiamo la tv.  Il suo sguardo ha cambiato il mio.  Lei, straniera, guarda con eccitazione notizie delle quali io, italiano, neanche m’accorgo.  Dei giudici danno del “corrotto” a Bertolaso e Berlusconi lo difende: rimane stupita. Imbarazzata.  Si chiede come sia possibile? comme? pourquoi? vous?  Il Presidente del consiglio lo assolve preventivamente perché di quella macchina è ispiratore e utilizzatore finale. E di Guido Bertolaso non può fare a meno. Perché la sua caduta procurerebbe al premier più danni della rottura con Veronica Lario o delle confessioni di Patrizia D’Addario. Tutti lo sanno ma nessuno si stupisce in Italia.  Lei si. Mi dice che nel resto d’Europa non è così. Che solo in qualche stato africano a dittatura militare è così. Che solo nei paesi golpisti dell’America latina era così come nel film di Woody Allen “Il dittatore dello Stato Libero di Bananas” . 

Per me, italiano, è tutto normale.  In questa vena di neofeudalesimo che caratterizza sempre di più la vita pubblica italiana, in cui il sovrano Berlusconi ha in Bertolaso il suo più importante e potente vassallo ora che la protezione civile è pronta a diventare Società per azioni, adeguando così il proprio stato giuridico alle necessità «di mercato» con cui il berlusconismo ha incarnato lo spirito dei tempi.  Per me, italiano, è tutto normale.  La coppia indissolubile, l’assistente di Andreotti ed il delfino di Craxi hanno contribuito alla privatizzazione dello Stato, allo svuotamento del Parlamento, alla dissoluzione della politica e non resta loro che la cronaca giudiziaria. Ma governano!!  Per me, italiano, è tutto normale.  Per uno straniero no.  A Favara crolla una casa, due bambine sono morte, carabinieri e magistrati si son riuniti per vedere se c’è qualche problema: tante domande il crollo è colposo? è colpevole? ci sono case nuove non assegnate? perché? ci sono responsabilità? Ma alla fine nessuno è colpevole. Non può darsi ragione!  Per me, italiano, è tutto normale. 

È stato così nel passato, lo è nel presente, lo sarà nel futuro. Non ho mai pensato di lasciare ai miei figli un’Italia senza mafia, senza camorra e senza ‘ndrangheta. Mafia, camorra e ‘ndrangheta qui sono e qui resteranno.  Corruzione e mancati controlli formano un binomio fisso. Furti di Stato e nessun indagato è la prassi. Sud e disgrazie, Nord ed evasione, Stato e corruzione vanno insieme.  Ma certo, hanno ragione.  Ma l’amica straniera mi fa mille domande: se le case dell’Aquila erano legalmente abitate e sono crollare, invece di cercare se ci sono dei colpevoli, non bisognerebbe cercare chi sono? Se le case di Capri e Ischia sono tutte abusive nessuno vedeva costruire? Gli edifici hanno un costruttore: costui non resta agli atti? Gli edifici sono stati collaudati? Il collaudatore risulta agli atti?  Domanda: ma è una sola casa abusiva? No, seicento. Costruite in una notte? No, da tempo. Mesi? No, dieci anni. Prima che faccia un’altra domanda, la precedo: in tante città ci sono case abusive vecchie di mezzo secolo. Risultano al catasto? No. Risultano alle foto aeree? Sì. E perché non sono censite? Non lo so. Pagano l’Ici? Mai pagata.  Ma quante domande. 

Lei osserva e fa un ragionamento elementare, come i pareri di Perpetua al problema di don Abbondio.  Noi italiani non vediamo queste illegalità, perché non sono rare, sono normali.  Ognuno di noi ha un gruppo di amici, va al cinema con loro, con loro in pizzeria. Sa benissimo quanti evadono. Chi si raccomanda per lavorare. Chi ha il padrino politico. Chi ha cambiato casacca. Se una famiglia ha quattro case, son quattro prime case, intestate a padre, madre, figlio, figlia.  Noi applichiamo una morale condivisa da gran parte degli italiani: lo Stato non mi riguarda, io ho soltanto la mia famiglia, sono onesto se faccio l’interesse della mia famiglia. Se un padre ha dei problemi con le tasse, la famiglia lo ama di più.  Tutti son convinti che mafia, camorra e ‘ndrangheta non verranno mai distrutte, perché chi dovrebbe distruggerle spartisce i loro interessi.  Se cambi governo, il nuovo governo subentra al precedente anche negli interessi. Siamo rassegnati.  La rassegnazione ci ha reso ciechi.  Non è tutto normale!

Lascia un commento