CHI RUBA UN VIAGGIO, RUBA UN SOGNO

CHI RUBA UN VIAGGIO, RUBA UN SOGNO

Il viaggio non è solo una necessità. Il viaggio di un bambino è un sogno. Il viaggio di un ragazzo è curiosità, il viaggio di una coppia è esperienza, il viaggio di due amanti è magnifica incoscienza. Il viaggioè felicità e speranza, è appagamento è una festa, “una specie di porta per la quale si esce dalla realtà per penetrare in una realtà inesplorata che sembra un sogno. (de Maupassant).Un viaggio ti mette a nudo, ti proietta verso un altro mondo, ti consente di guardarti dentro. Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma. Il viaggio è un gioco seducente, è la libertà per eccellenza. Chi ruba un viaggio ruba molto più che un assegno. Chi ruba un viaggio spesso rubanuove esperienze, ruba nuove culture, ruba nuove lingue. Chi ruba un viaggio ruba nuove amicizie, ruba nuove possibilità. Chi ruba un viaggioruba tutte le emozioni di quel viaggio che non sarà e comunque non sarà più lo stesso. Chi ruba un viaggio priva il cliente del fascino della destinazione scelta con cura, per molti l’unica possibilità di rompere la routine di una vita. Chi ci priva di un viaggio truffandoci ci priva di tutte le sue sfaccettature e le emozioni .

Leggo che a Roseto degli Abruzzi, a pochi passi dal mio ufficio, una nota agenzia viaggi ha chiuso i battenti lasciando senza prenotazioni, voli e viaggi diversi clienti. Comitive di amici e singoli viaggiatori sarebbero così costretti a rinunciare alle vacanze perché pur avendo versato gli anticipi, chi addirittura persino il saldo, non hanno biglietti e le prenotazioni, perché le responsabili dell’agenzia di viaggi a cui si erano affidati non le hanno fatte, incassando però i soldi. Si parla di 100 clienti da settembre a oggi e 100mila euro di danni materiali. La persona che a telefono mi racconta la storia si è così vista sfuggire dalle mani il sogno di una vita, quel viaggio di nozze tanto atteso e per il quale si è fantasticato per mesi, forse per un intero anno. Poi d’improvviso rimangono solo delle saracinesche abbassate. Dieci euro su venti euro, giorno dopo giorno, e la pizza no, la vespa no, e questa sera resto a casa, poi l’inizio di un incubo che dura da qualche settimana, tra continue telefonate per sapere dove siano finiti i soldi versati  – oltre 3mila euro – sulla lista nozze. E un telefono muto, ci sarà stato un malore, oddio che è successo, e invece solo  saracinesche abbassate. Si vedono ancora le scartoffie abbandonate sui tavoli, i depliant e le offerte di viaggio appiccicate alle vetrate. L’agenzia sembra operativa, ma di fatto è chiusa. L’ultima volta in cui i commercianti di zona hanno visto le segretarie chiudersi dietro se la porta d’ingresso è dieci giorni fa. All’ufficio postale raccontano di una ragazza in lacrime, che non riusciva a placarsi, presa dal panico. 

Forse quelli versati erano gli unici soldi che aveva.Ha sentito il tour operator, “la prenotazione è stata effettuata, ma  i soldi di fatto non sono mai stati versati”. Le varie pagine Facebook non sono aggiornate da diversi mesi. Il numero di telefono disponibile sui social risulta fuori servizio . Ora i titolari procederanno a depositare i libri contabili in Tribunale e a richiedere l’apertura di una procedura concorsuale. Chi ha avuto avutoavuto, chi ha data dato dato.Certo c’èpossibilità di una causa collettiva una volta che saranno raccolte tutte le segnalazioni e quantificato il valore del denaro andato perduto. Ma se la cosa è studiata, e sembra studiata, i soldi non ci sono più.  Nel caso in cui la società dichiarasse fallimento o, in mancanza della reperibilità dei soggetti coinvolti, si configurerà l’ipotesi di truffa. Si vabbè. All’edicola vicina dicono addirittura che “tanto non riaprirà più”. Molti che hanno prenotato per Natale e Capodanno potrebbero non sapere cosa li aspetta. Non invoco il linciaggio perché chi ha sbagliato, se lo ha fatto di proposito, risponderà comunque non potendo più mettere in giro la propria faccia. Non invoco giustizia, perché sappiamo già che non ci sarà: come si ripaga un’emozione persa. Non voglio sapere se è vero che un commerciante di roseto sapeva, si è accorto della truffa e si è fatto ridare tutto con il patto di non dire nulla. Se è vero la complicità nella truffa l’accerteranno i giudici. Solo mi viene in mente la frase di un ragazzo, ascoltata pochi giorni fa: “Fa tutto schifo”. E mi chiedo se aveva torto.

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