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CON GIOVANNI ALLEVI ALLA RICERCA DEI LAMPI NASCOSTI DI POESIA

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Sabato 21 gennaio  alle ore 17,30  Giovanni Allevi presenterà  a Macerata il suo libro “Classico ribelle” edito da Rizzoli. Ci sarò anch’io con lui per testimoniare le qualità di questo ragazzo con il quale ho avuto il piacere di lavorare numerose volte e da tanto tempo avendolo visto crescere. Ma anche perchè questo libro non è l’autobiografia di Giovanni Allevi che, musicista e filosofo timido, non avrebbe mai pensato di scriverne una. E non avrenne scelto me per presentarlo.  La sua storia però, che lo ha portato dal pianoforte scordato di una scuola di provincia al fedele Bösendorfer con cui oggi registra i suoi successi, è davvero eccezionale. Il suo, quello che racconta,  è l’impegno di un giovane a cercare il vero e il bello resistendo alle insidiose certezze della tradizione. Commettere un simbolico parricidio dei grandi del passato, per affermare l’unicità del proprio tempo.

Cercare un Rinascimento musicale con un motto che vorrei nel cuore più che sulla bocca di molti altri giovani svogliati, lamentosi e tristi: mettersi in gioco fino in fondo ogni giorno. È difficile percepirlo, perché viviamo in una società che teme il presente e si rifugia nella tradizione, tenta di far rivivere il passato e schiaccia le ambizioni per il futuro. Ma un Nuovo Rinascimento è possibile, anzi imminente grazie agli “alieni” – ovvero il popolo dei sognatori – che rifiutano i pregiudizi e l’omologazione, credono nelle proprie aspirazioni e sanno vedere il mondo con occhi nuovi. Perché il “successo” non è una formula o un numero: è buttarsi con pienezza nella vita, lasciarsi travolgere dalle forze ataviche del panico, dell’ansia e dell’eros, superare le strettoie della ragione per incontrare finalmente l’incanto del reale. Questo motto è il filo conduttore di queste pagine che sono un doveroso omaggio, una dichiarazione d’amore alla “strega capricciosa” che ha monopolizzato la sua vita: la musica, che ha sempre preteso da lui dedizione assoluta. Da quando si sono incontrati ha plasmato il suo pensiero, ha assorbito ogni energia.

Per la musica, Allevi ha lavorato come cameriere, come supplente, ha distribuito volantini sui Navigli milanesi. Per lei è volato a New York a conquistarsi una possibilità nel tempio mondiale del jazz. E anche adesso che sono arrivati i dischi di platino, il tutto esaurito dagli Stati Uniti fino alla Cina, le collaborazioni con orchestre internazionali, la musica non gli dà pace e bussa nella sua testa per liberare, attraverso le sue mani, la propria voce. Perché Giovanni Allevi ringrazia questa entità tiranna, che una volta lo ha persino portato a guardare il mondo attraverso il vetro di un’ambulanza? Perché grazie a lei ha potuto esprimere emozioni e sentimenti oltre la barriera della parola. In questo libro racconta il pensiero e l’intenzione che animano la sua musica, in un libro che intreccia vita e filosofia e vibra della freschezza di uno sguardo che non vuole smettere di stupirsi.

Questo libro raccoglie il pensiero appassionato e profondo di Giovanni Allevi, il suo rapporto tra tecnica e ispirazione fino alla teorizzazione della definizione di musica classica contemporanea; l’impegno di costruire un linguaggio espressione del mondo in cui viviamo; il corpo a corpo fecondo con una Accademia che vuole perpetuare se stessa, incurante dello scorrere del tempo nella società che la circonda. Dalla sua esperienza e riflessione di musicista e compositore per cui la semplicità è una conquista quotidiana – in dialogo e superamento continuo rispetto alle influenze più varie da Pitagora a Bach, da Parmenide al falsificazionismo popperiano – emergono una filosofia della dedizione e un’etica fondata sulla ricchezza irripetibile dell’individuo. Classico ribelle ha il senso di una condivisione di lezioni apprese, di un inedito “metodo per armonia esistenziale”, di una sorta di manuale di felicità laterale, in cui tutti potranno riconoscersi e ritrovare il senso della propria unicità. Dietro l’apparente banalità del quotidiano, si nasconde il nostro tempo ritmico, gioioso, inquietante, furibondo e dolcissimo.  Per partire ogni giorno “alla ricerca di quel lampo di poesia che si nasconde tra le pieghe dell’esistenza”.

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