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CON MICHELE SANTORO PER DIFENDERE LA DEMOCRAZIA

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Non posso non difendere Michele Santoro. Lo difendo, non tanto per dargli la solidarietà di cui ha pochissimo bisogno.  Secondo me lui da questi trattamenti adpersonam del direttore servo Masi ne esce più forte e più grintoso e più beatamente incazzato di prima.  Ma lo difendo per le sue idee e per i contenuti di Anno zero.  Lo difendo perché sono stufo di un paes che si spacca in due, ogni volta, in nome di un bipolarismo che vede da una parte gli alfieri del libero pensiero e della libera comunicazione e dall’altra gli alfieri del potere aziendale e personale di un uomo solo al comando.  Non posso non difenderlo, perché sento l’obbligo morale di spezzare un bipolarismo drogato e truccato che pretende  da ognuno di noi la militarizzazione per la salvaguardia d’interessi che non hanno nulla di “comune”, di “pubblico”. 

Michele Santoro, come Sandro Ruotolo e molti del loro staff sono seri, validi ed efficaci professionisti che fanno un serio, valido ed efficace lavoro per la tv pubblica.  Vanno salvaguardati e tutelati. Niente di più.  Occorre lasciarli lavorare. Bene. Per l’informazione. Per il pubblico.  Punto.  Simpatico, antipatico, borioso, arrogante. Non mi interessa in questa sede. Michele Santoro è un grande professionista e va difeso perchè con lui si difende la democrazia e la libertà di espressione e di pensiero. Metto da parte io per primo amicizia estima, è giunto il momento di difendere le capacità e la qualità senza bandiere,  senza chinare la testa difronte allo strapotere  mediatico che vuole l’appiattimento delle voci discordanti.  Che non vuole, che non sopporta, le critiche. Dalla parte di chi, da un lato utilizza la “sua stampa” come un manganello, e dall’altro pretende l’appiattimento e l’accondiscendenza.  Che vuole “tutti in fila per tre”, che vuole che tutti si mettano in piedi a battere le mani “quando arriva il direttore”.  È giunto il momento di stare dalla parte giusta, spiegando che la libertà d’informazione, di diritto e di fatto, è una delle cose più importanti in un paese che vuole essere democratico.

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