You are currently viewing CONCERTO DI NATALE AD ASSISI CON PAOLO FRESU

CONCERTO DI NATALE AD ASSISI CON PAOLO FRESU

  • Autore dell'articolo:
  • Commenti dell'articolo:0 Commenti

È giunto alla XXXIIª edizione l’ormai tradizionale concerto di Natale del Sacro Convento di Assisi che ogni anno si tiene nella Basilica Superiore di San Francesco. L’evento verrà registrato domani, sabato 16 dicembre alle 11.00 e trasmesso il 25 dicembre su Rai 1 dopo la benedizione Urbi et Orbi di Papa Francesco. Il concerto, diretto dal Maestro William Eddins, vedrà la partecipazione di Paolo Fresu, tromba, Sumi Jo, soprano, Daniele di Bonaventura, bandoneon. Ad accompagnare gli artisti ci sarà l’Orchestra sinfonica nazionale della Rai. Il progetto nacque all’incirca tre anni fa. Una follia: conciliare le monodie medievali della prima testimonianza assoluta nell’ambito musicale della religiosità devozionale francescana con il jazz. Un’operazione ambiziosa e un sfida altrettanto stimolante sotto altri aspetti per dimostrare quanto il jazz sia in grado di attraversare trasversalmente ogni forma musicale, quanto sia in possesso delle chiavi interpretative di soggetti molti diversi tra loro, eppure tutti riconducibili ad un’unica espressione universale capace di manifestarsi in ogni contesto e in ogni latitudine.

 Fresu rimane nell’ambito del jazz modale e da lì si muove a suo agio in traiettorie in e out rispetto alle linee melodiche. Ieratico e verticale, quanto ritmico e trasversale. Lo scorso anno nell’edizione estiva di Umbria Jazz a Perugia, il progetto della rilettura del Laudario di Cortona era stato presentato nella suggestiva cornice della basilica di San Pietro e nella versione completa ed esaustiva che comprende anche il coro umbro Armonioso Incanto diretto da Franco Radicchia e l’Orchestra da camera di Perugia nella chiesa templare e intrisa di mistero di San Bevignate. Apparse subito evidente che il progetto di Fresu e del fisarmonicista Daniele Bonaventura esulava da qualsiasi altro per le valenze spirituali e religiose, oltre a quelle squisitamente musicali. Quest’anno la rilettura nella sua interezza è stata riproposta a Terni in occasione del concerto inaugurale dell’edizione numero zero di Umbria Jazz Spring che segna il ritorno a Terni di Umbria Jazz a venti anni di distanza del Gospel and Soul Easter Festival nella serata del Venerdì Santo. L’Umbria mistica, terra francescana, trova così una sua contestualizzazione musicale nell’ambito post industriale del Ternano: può sembrare stridente in sé il contesto morfologico di una città a vocazione industriale con quanto di più medievale e storicistico offre l’Umbria e la sua immagine nel mondo, ma se è vero che il “sentire” è di per sé una manifestazione pervasiva, non c’è niente di meglio della pervasività della musica per superare qualsiasi tipo di confine, sia esso ideologico che morfologico.

Sta di fatto che la chiesa di San Francesco è rimasta letteralmente incantata dalla tromba che riecheggia il miglior Davis di Fresu e dalle digressioni di Bonaventura, perfettamente sostenute dalla ritmica di Michele Rabbia alla batteria e Marco Bardoscia al contrabbasso. E’ così che il codice 91 dell’Accademia Etrusca di Cortona da cui è partito l’intero progetto sulle 66 laudi complessive di cui le prime 44 della prima parte in musica e preziosa testimonianza della tradizione religiosa orale dell’Italia centrale, ha acquisito profondità a ampiezza, timbriche nuove e sonorità al limite della coerenza con il tema religioso di fondo. Fresu è perfettamente riuscito nell’intento della sua sperimentazione, anche alla luce di una maggiore coesione che i vari elementi del progetto hanno gradualmente acquisito sino ad un’intesa ideale. 

Lascia un commento