CONTRO LA CATASTROFE

CONTRO LA CATASTROFE

Costituzione della Repubblica italiana. Qualcuno ne ha sentito parlare ? Articolo 32. “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” ,Potrei sapere quando la Procurà farà sequestrare le carte per dargli un’occhiata ? È pazzesco oltre che anti costituzionale che si forzino le vieper la costruzione di un impianto destinato al trattamento di 40.000 mc di rifiuti liquidi puzzolenti e pericolosi, senza che si sia svolta preventivamente una fase di ascolto e confronto con le popolazioni interessate, senza una valutazione dell’opera e delle sue ricadute ambientali, turistiche, economiche, sanitarie e sociali Il procedimento di autorizzazione è del 2017 ? Potrei sapere come mai  tra integrazioni e riavvi, tra blocchi e rinvii sono più di due anni che cercano di aggiustarsela come vogliono sta patata ? Come mai non si chiude il cerchio nonostante le procedure per le valutazioni ambientali prevedano tempi certi per prendere decisioni nell’interesse di tutta la collettività ? Potrei chiedere chi c’è dietro, intendo quale politico c’è dietro, chi è l’anima nera, il tagliagole dell’interesse collettivo che dietro volti noti cerca di forzare la mano contro la volontà popolare.

 Come è noto contro la realizzazione di questo intervento si sono pronunciati tantissimi cittadini e molte istituzioni ad iniziare dall’amministrazione comunale sul cui territorio dovrebbe sorgere l’impianto. Presente una nutrita delegazione del comitato vibratiano per un futuro pulito e vivibile, ieri a Nereto il Comitato VIA è tornato ad occuparsi del progetto per la realizzazione della piattaforma di rifiuti liquidi non pericolosi nella zona industriale di Nereto, intervenendo anche sulle concessioni di derivazioni di acque. Mentre milioni di giovani scendo in piazza in tutto il mondo per gridare a gran voce che la crisi ambientale sta arrivando. Noi cosa possiamo fare ? E tutti dobbiamo fare tutto il possibile per fermarla. Mentre in tutto il mondo la scienza ci avverte che siamo in una vera e propria emergenza e dobbiamo agire di conseguenza!  Cosa possiamo fare ? 

Qualcosa lo possiamo fare in val vibrata, uscendo dal tradizionale torpore e dalla mortale indifferenza che ci ha ridotto al punto dove siamo. Prendendo la coscienza per mano e battendosi contro il centro di trattamento per i rifiuti liquidi non pericolosi che si intende realizzare a Nereto. Questa ipotesi, che neanche Lercio o Scerzi a parte avrebbero avuto il genio di pensare,  è  ipotizzata (ma ancora non realizzata)  perché  l’impresa ha puntato sulla colpevole indifferenza dei cittadini vibratiani ignoranti e senza coscienza civica. I soliti zombie che sopravvivono pensando che sia possibile una vita chiusa dentro una palla di vetro. Perché, udite, udite, dove lo vogliono fare ‘sto coso destinato al trattamento di 40.000 mc di rifiuti liquidi puzzolenti e pericolosi? In un piccolo angolo di paradiso, tra le colline vibratiane, dolci, ricche e preziose, a pochi passi dalla costa adriatica. A pochi passi da un caratteristico centro storico, ricco di storia e cultura, tra antichi palazzi e piazzette, a pochi metri delle viuzze caratteristiche di Nereto che si affacciano sull’incantevole panorama che si propone, a chi sa ancora alzare lo sguardo, e guardare la bellezza che ha attorno. E certo. E’ ovvio. Stupido io. E dove fare un centro di trattamento per i rifiuti liquidi  se non nel cuore del versante orientale della Montagna dei Fiori, sotto la cima del monte Girella.

Qualcosa non mi quadra. E perché non all’uscita dell’autostrada della vibrata ? E perché non sul lungomare di Alba?  E certo. E cosa ne dice il Ministero per l’Ambiente, e la Procura di Teramo di un centro di trattamento per i rifiuti liquidi posto nei pressi del fiume Tronto, proprio dove il territorio offre uno splendido panorama che abbraccia gli Appennini, il Gran Sasso, la Majella e i Monti Sibillini. Qualcosa non mi quadra. Allora, va bene, ricapitoliamo: un imprenditore pensa di fare un centro di trattamento per i rifiuti . Ci sta. Certo. Da qualche parte bisogna farlo.  Bene. Mettiamo pure che a questo non gliene frega niente del bene collettivo.  Non gliene frega niente, di capire che quella terra è “vibata” “biberata”, è una terra ricca e irrigua, preziosa per l’agricoltura.  

Non gliene frega niente per cui non è in grado di capire potrebbe essere la culla della cucina, del vino e dell’olio e potrebbe vivere bene solo con iniziative che permettano di riscoprire e valorizzare il territorio e le sue attività, passeggiate su percorsi e sentieri,  concentrando un particolare interesse verso le varie cantine, i  ristoranti e i punti panoramici. Questo è il bene collettivo, è il bene di una comunità. Ma mi chiedo, i cittadini dove sono ? Come si fa a rimanere in silenzio, in disparte, a coccia bassa, come il somaro sotto il bastone, mentre sulla tua terra vogliono attrezzare un centro di trattamento per i rifiuti di 40.000 mc solo per farci i soldi? Si rischia di distruggere un territorio così, con un impianto che crea solo disagi, e peggiora la qualità della vita di tutti gli abitanti della val vibrata, solo per far fare i soldi ad un imprenditore ? Qualcosa non quadra.  Siamo nel cuore della gente, a Nereto c’è gente viva, carne e sangue, ragazzi che devono crescere in un territorio sano e salubre. Fuori gli speculatori da Nereto e dalla Vibrata. Fuori le mafie albanesi che spacciano droghe, prostituzione e morte. Fuori chi uccide il territorio per loschi interessi. Fuori chi inquina e distrugge il futuro. Qualcosa non mi quadra. Nel 2020 sarà necessario tornarci su più spesso e moccicare i polpacci agli speculatori.

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