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COPENAGHEN: COSA POSSIAMO FARE NOI?

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Gli obiettivi sono ambiziosi, ma il percorso per raggiungerli non è scontato. Insomma, le aspettative dal vertice di Copenhagen non mancano. Non foss’altro perché intorno al tavolo siederà anche Barack Obama.  E’ cominciato un summit decisivo per le generazioni future.  Ecco cosa possiamo fare noi, cittadini e governi, per salvare la Terra  Basteranno dieci giorni per salvare il pianeta?  Fino al 18 dicembre leader di governo e scienziati dovranno prendere decisioni vitali per il nostro futuro e non sono per nulla d’accordo su che cosa sia necessario fare. Ancora si discute se il riscaldamento globale registrato negli ultimi anni sia in corso, o se non si sia invece arrestato – come alcuni sostengono – nel 1998.

L’aumento di CO2 nell’atmosfera è poi davvero dovuto alle attività umane o è una semplice conseguenza delle temperature più elevate? Il ciclo climatico che stiamo attraversando è cominciato con la rivoluzione industriale o è uno dei tanti che si sono susseguiti sulla Terra negli ultimi millenni?  Ma qualunque sia la risposta a queste domande, è evidente a tutti che sono in corso importanti mutamenti climatici con i quali dovremo fare i conti. Dal 1980 la banchisa artica ha cominciato a sciogliersi, con una accelerazione che l’ha portata a perdere quasi 20 centimetri di spessore l’anno tra il 2004 e il 2008. Per la prima volta, i passaggi a Nord-Est e a Nord-Ovest sono privi di ghiacci. Se questa tendenza non si arresterà, molte zone costiere saranno sommerse dalle acque dei mari, il cui livello crescerà – secondo gli ultimi calcoli, di circa 1,4 metri. 

La desertificazione che sta riducendo alla fame molte popolazioni dell’Africa sta avanzando verso l’Europa e riguarderà anche parte della Spagna e dell’Italia. Improvvise precipitazioni e inondazioni hanno colpito paesi torridi come l’Arabia Saudita.  Ma forse il problema più grave è che l’amento del CO2 nell’atmosfera ha superato la capacità di assorbimento di questa gas da parte degli oceani, che si stanno progressivamente acidificando. L’intera catena alimentare degli organismi marini può essere messa in pericolo da questo fenomeno, che distrugge l’alimento base: il plancton.  Mentre la Terra diventa un luogo sempre più inospitale, la popolazione mondiale cresce senza sosta e supererà i nove miliardi nel 2050.  Gli esperti sono concordi almeno nell’affermare che il nostro pianeta non ha risorse sufficienti per sostenere una simile massa di esseri umani, a meno di non introdurre profonde modifiche nelle abitudini alimentari (soprattutto in Occidente) e nelle tecniche di coltivazione, che dovranno fare largo uso di organismi geneticamente modificati.  C’è molto da fare. Ma ci sono anche molte cose che i singoli individui possono fare, in attesa che i loro governi si mettano d’accordo.

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