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COPENHAGEN: BISOGNA FARE IN FRETTA

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Oramai è chiaro e documentato: con la presenza di 6 miliardi e mezzo di esseri umani gli ecosistemi sono molto più vulnerabili. Se andremo oltre, non sarà più possibile contenere gli effetti dei cambiamenti climatici.  Con 1 miliardo di auto circolanti tra meno di 5 anni saranno milioni le persone dei Paesi in via di sviluppo che andranno ad aggiungersi al milione di affamati di oggi perché molti loro terreni verranno usati per la produzioni di bioetanolo.  Ci troveremo di fronte all’alternativa se alimentare le automobili o le persone.  Occorre operare in fretta per una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica mondiale verso questi problemi reali.  Eric Assadourian del Worldwatch Institute, anticipando i contenuti del prossimo State of the World ha sottolineato che il clima è solo uno dei sistemi naturali e sociali messi a rischio dalle attività umane: tra questi l’assorbimento dei rifiuti, l’impollinazione, l’esaurimento delle materie prime, lo sfruttamento dei lavoratori, la crescita urbana. 

Il pianeta può supportare soltanto 5 miliardi di persone mentre già siamo 6 miliardi e mezzo, di conseguenza dobbiamo ridurre i consumi individuali.  La chiave del problema, è quindi il superamento del consumismo.  E poi, uno sguardo al passato: dal ruolo fondamentale del microcredito.  I prossimi cinquanta anni saranno critici.  Il fatto che stiamo immettendo gas nell’atmosfera in quantità senza precedenti rende i cambiamenti climatici attuali unici rispetto ai problemi vissuti nel passato.  Non ci sono dubbi: siamo in una fase di riscaldamento, molto del quale causato dagli uomini. I cambiamenti climatici che dobbiamo affrontare saranno diversi dal passato soprattutto perché ora sulla Terra siamo in molti di più e viviamo in grandi città densamente popolate.  Come arginare il peggioramento della situazione? 

Le evoluzioni future dipenderanno dalla nostra capacità di reagire prontamente ai cambiamenti del clima: sarà fondamentale studiare metodi e tecniche di mitigazione, con tutte le risoluzioni possibili in campo politico, sociale ed economico per eliminare o quanto meno ridurre le emissioni di gas serra, responsabili dell’aumento della temperatura sulla Terra.  Gli ultimi undici anni (1995 -2006) sono stati fra i più caldi mai registrati da quando si hanno misure globali della temperatura alla superficie terrestre (cioè, dal 1850). Per intenderci, la famosa estate torrida del 2003 sarà un evento normale, e non più eccezionale.  Dobbiamo trovare una soluzione per ridurre drasticamente la combustione di materiali fossili; se falliremo nell’obiettivo potrebbe attenderci una veloce e tragica estinzione di molte specie animali.  Il futuro inizia con le azioni che intraprendiamo adesso.

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