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DA QUESTA SERA “SERVIZIO PUBBLICO” E’ GIA’ UN SUCCESSO

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C’è grande entusiasmo fra le maestranze degli studios di Cinecittà da dove verrà irradiato il segnale. Questa sera in prima serata debutta il nuovo progetto dell’ex squadra di Annozero. Come annunciato sarà trasmesso in multipiattaforma sul digitale terrestre con una cordata di emittenti regionali .. IN ABRUZZO SU RETE 8, satellite su SKY e Internet sui portali del Fatto Quotidiano, Repubblica e Corriere della Sera. Una scelta crossmediale che il giornalista, citando i casi di Raiperunanotte e di Tuttiinpiedi!, rivendica con orgoglio. L’unico metodo in grado di intercettare lo sciopero del consumatore televisivo. Che è un fatto. Secondo Santoro, “ormai anche lo spettatore più pigro usa il telecomando come si usa Internet”, ovvero sceglie cosa guardare e quando farlo.   L’istantanea che Santoro utilizza per raccontare il nuovo studio è una gru, simbolo dei diritti negati e della protesta più estrema, quella che mette a rischio l’incolumità stessa di chi decide di salirci sopra per dare visibilità alla propria battaglia: “In questi ultimi anni tanti italiani e migranti sono dovuti salire sulle gru per riaffermare diritti violati.

Ora ci saliamo anche noi perché come loro, la nostra televisione è senza cittadinanza”. E soprattutto sarà la voce di tutti quelli che pensano che la televisione italiana “faccia schifo”. Il titolo della puntata del debutto sarà “Scassare la Casta”, fra gli ospiti in studio ci saranno fra gli altri Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, l’imprenditore Diego Della Valle e il faccendiere latitante Valter Lavitola in collegamento dal Sud America. Gli interventi degli ospiti in studio saranno accompagnati dai servizi e inchieste filmati che hanno reso celebri i programmi di Santoro più una serie di rubriche: dalla “Balla della settimana” di Marco Travaglio, alle tante sorprese che ha in serbo Vauro, fino all’apporto di Giulia Innocenzi 95mila persone hanno già contribuito alla campagna online versando 10 euro a sostegno del programma offrendo quasi un milione di euro di sottoscrizione popolare.

Il segno che la gente premia quelle iniziative editoriali che non hanno un padrone politico o imprenditoriale. Insomma, la trasmissione, prima di partire, ha già scassato, per usare la terminologia ormai alla moda del sindaco di Napoli: ha rimescolato le carte in tavola, può rappresentare il vero avvio della televisione online, di cui da tempo si parla senza che ci siano stati momenti di vera liturgia collettiva in grado di consacrarla. Solo Rai per una notte è stata la trasmissione simbolo di un possibile cambiamento in atto. Ma non ha dovuto affrontare le difficoltà di un percorso lungo, di un palinsesto competitivo. Ora invece può davvero realizzare la tanto agognata convergenza tra media diversi. Ecco: potrebbe essere la volta buona. La definitiva scossa a un sistema produttivo e di contenuti ormai bloccato da anni.

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