DON GALLO, L’AVVENIRE, LA PAGLIUZZAN E LA TRAVE

DON GALLO, L’AVVENIRE, LA PAGLIUZZAN E LA TRAVE

Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi. E non pensano  alle cose che la chiesa dovrebbe  proporci nel consegnarci la liturgia della Parola. Il messaggio dovrebbe essere quello del “Deus caritas est” ed invece è diventato un messaggio di stampo mafioso da magistero di mammasantissima e mammona. Il messaggio dovrebbe essere quello evangelico dell’amore, della vita, della carità, della attesa, della speranza e della resurrezione  e invece dietro i sepolcri imbiancati del Vaticano solo giochi politici, interessi di parte, miserie umane, peccati di lussuria e di ignavia. Provo una profonda pena per questi ipocriti che si atteggiano a santi. e vanno sfilare in piazza per la famiglia per la morale “giusta”.

Un Papa e un clero che tanto si scandalizzano o dicono di scandalizzarsi per divorzio, aborto, eutanasia  e coppie di fatto ma tacciono compiacenti e complici davanti ai mali dell’uomo che attanagliano le nostre città e le nostre vite. La Chiesa ed  il suo giornalino  invece di attaccare Don Gallo, Englaro e Welby, dovrebbe avere la forza di riconoscere un errore così grossolano, di misura e di giudizio e porvi riparo. Pubblicamente e con chiarezza.  Altrimenti potremo parlare di tradimento strutturale della fiducia e del messaggio. Io voglio credere in un Dio talmente misericordioso da avere misericordia non solo di tutti quegli uomini che di fronte ad una terribile sofferenza fisica e morale invocano un’agonia abbreviata, il che non è viltà ma un’umile condizione umana, ma anche per chi nel Suo nome non ha pena né compassione e abbandona uomini e famiglie  nel loro dolore senza dare alcun conforto religioso.

A cosa ci serve dunque avere come papa un finissimo teologo che ci istruisce di catechesi, e Dio solo sa quanto ne avremmo bisogno chiusi nel nostro egoismo di aridi borghesi, e poi ci dimostra come chiudere le porte alla solidarietà, alla vita, alla speranza, al “patire insieme”, all’amore per il prossimo, al porgere l’altra guancia Il nostro papa ferreo con i deboli e assai mite con i potenti  lucida le lance dell’Inquisizione  che tornano ancora a brillare negli arroccamenti segreti della potente Opus Dei assetata di potere, abituata a tacere per interesse ed a cavalcare la storia a fianco degli stati più potenti. Criticando Don Gallo, Englaro e Welby con i suoi giornaletti pieni di odio  stampati per curare  le mafie interne  tra Bagnasco e Bertone e gli interesse di bottega degli affaristi della fede, la Chiesa sa bene che non difende la vita. Ed il suo silenzio davanti alla morte fisica e morale del nostro Paese del resto dimostra che non gli interessa difendere la vita. Anche perché prima della vita la Chiesa dovrebbe difendere  il messaggio di un certo Gesù Cristo, l’amore, l’amore per la vita, l’amore per l’altro, la compassione, perché la vita nasce dall’amore di Dio per l’Uomo e, senza amore non ci può essere la vita.

Dov’è allora la Chiea che raccoglie il dolore di Beppino dall’infinita tenerezza, e di Mina, donna dal volto di madonna pasoliniana, una donna che ha perso il proprio amore morto da sé o morto non da sé, e che viene lasciata sola. Dov’è la Chiesa che avrebbe dovuto confortare gli amici e tutti quelli che hanno amato? Che Chiesa è quella dei farisei compiacenti davanti al male e trinariciuti davanti ai cuori senza più sangue e occhi senza più lacrime. E’ Chiesa quella dei giornalisti prezzolati e silenti, ginocchioni davanti ai potenti, tolleranti davanti alle tante Ruby e Lele Mora di cui si contornano, mezzi uomini senza coscienza e  senza più vergogna. Questa non è la mia Chiesa. Questa non è Chiesa. Che Chiesa è quella che punta l’indice sulla pagliuzza che certamente è negli occhi di Don Gallo, di Beppino, di Mina, nei miei occhi come in quelli di tutti gli uomini che vivono, palpitano, soffrono, lottano, credono. E neppure prova a rimuovere le enormi travi che vi rendono ciechi. Questa non è la mia Chiesa. Questa non è Chiesa.   ARTICOLO  PUBBLICATO  SUL  MENSILE  CATTOLICO   MISSIONE

GENOVA – DON ANDREA GALLO SI AGGRAVANO LE CONDIZIONI DI DON ANDREA GALLO DON ANDREA GALLO – GENOVA – DON ANDREA GALLO SI AGGRAVANO LE CONDIZIONI DI DON ANDREA GALLO – fotografo: PEGASO

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