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ELIO A ROMA TRA OTTIMA MUSICA, STRAVAGANZE E IRONIA

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I concerti di Elio e Le Storie Tese mi lasciano sempre leggermente stordito. Tu sei lì che ascolti le cazzate di Faso, le vocette di Rocco Tanica, ti gusti gli intermezzi dell’Architetto, il tutto ridendo, epperò, mentre ti tieni la pancia e ti fai insultare da Elio, il tuo cervello registra meraviglia&ammirazione per la bravura tecnica ‘spicciola’ dei musicisti. Tempi impossibili che cambiano repentinamente, assoli di chitarra eseguiti con una pulizia ed una maestria rare, linee di basso e groove coinvolgenti e precisi; in più, la presenza di una corista donna con una voce strabiliante. Il concerto è stato nel loro stile: dissacrante, a tratti volgare, sempre geniale. Uno show, più che una semplice scaletta di canzoni. Un dialogo continuo con il pubblico. Con loro è impossibile rimanere seri, eppure ‘Elio e le Storie Tese’ rifiutano la maschera dei burloni. Insomma, non sono solo canzonette, fin dai loro inizi, nel 1980. Così anche a Roma sold out: percorso netto, non che ci fossero dubbi al proposito. Perché Elio e le Storie Tese sono una band che da molto tempo e strameritatamente ha un largo e fedele seguito.

Un seguito transgenerazionale che, dai primi vagiti fino all’età della pensione, segue le loro sempre meritevoli peripezie musicali. Dopo un pò troppe bizze pomeridiane sull’ampio palco di rock in roma alle capannelle, impeccabili in abito da sera con pochi cambi d’abito nel finale, per un paio d’ore abbondanti hanno intrattenuto un pubblico disposto a seguire divertito ogni sorta di provocazione, intellettuale e non, lanciata da Elio, gran maestro cerimoniere. Perché ogni loro concerto è un riuscito incontro tra musica e cabaret, un trionfo di intelligenti trovate sposate a una tecnica musicale di prim’ordine. Un segreto di Pulcinella, facile a dirsi un po’ meno a farsi. Così il tormentone che farà da filo conduttore a tutta la serata è quello del “ne facciamo ancora una e poi andiamo” e lì Elio torna sempre a parare dopo essersi lasciato andare alle considerazioni più stralunate e divertenti. Sul palco con lui la voce femminile Paola Folli che lo asseconda e accompagna dando maggiore profondità alle canzoni, il pirotecnico batterista Christian Mayer, l’immancabile Faso al basso, il virtuoso Cesareo alla chitarra, il “quiet one” Jantoman e Rocco Tanica alle tastiere.

Un Rocco Tanica meno ciarliero del solito, anche se viene chiamato in causa in qualità di voce solista della anthem “Shpalman”, per l’occasione diventata “Shpalmer”, e nella esposizione della spiegazione di questa cosa chiamata internet di cui tutti parlano ma che, in realtà, pochi sanno di cosa si tratta che introduce la nuova “Enlarge your penis”, incidentalmente nome di tutto l’intero tour. Da non dimenticare la presenza dell’indefinibile – pagliaccio, architetto, agitatore culturale, showman, artista – Mangoni che si occupa della parte visual-recitativa dello spettacolo travestendosi alla bisogna da mago Merlino, peperone, lap dancer, ragno, agente segreto dell’est europeo e molto altro ancora. La commozione sale alta quando viene salutato l’indimenticabile Feiez presente con l’assolo di sax in “T.V.U.M.D.B.”. Personalmente mi ha piacevolmente colpito il brano dedicato agli Area “Come gli Area”. La canzone dei saluti e della buona notte è “Tapparella”, uno dei classici del repertorio degli Elii, con il catartico coro da stadio finale Forza Panino urlato ad libitum. Insomma, una gran bella serata, un gran bel concerto. Bravo Elio, bravi tutti !!!

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