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“ERETICI E CORSARI” DA DOMANI A ROMA IN SCENA PASOLINI E GABER

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Samarcanda Eventi srl presenta  al teatro Olimpico di Roma da martedi  21 febbraio  a sabato 3 marzo lo spettacolo “Eretici corsari”  prodotto dalla Fondazione Gaber e interpretato da Nerì Marcorè e Claudio Gioè diversi e dunque complementari,  che ancora una volta si confermano grandi artisti svelando come Pasolini e Gaber si muovessero sulla stessa lunghezza d’onda in una sorta di “confronto a distanza” tra il pensiero di due intellettuali non allineati, non “organici”, che hanno dimostrato di non aver alcun timore di compromettersi o di risultare scomodi anche per coloro ai quali “ideologicamente” erano più vicini, non scendendo mai a compromessi. Lo spettacolo si apre idealmente sull’ultimo giorno di vita di Pierpaolo Pasolini e su quell’intervista rilasciata poche ore prima del suo assassinio. Si apre sul pomeriggio di quel drammatico 1° novembre 1975, nelle stesse ore in cui Gaber si prepara per andare in scena e da lì si snoda per un’ora e un quarto di spettacolo che è impegno civile condensato nelle parole scritte, pronunciate, cantate da due giganti della cultura italiana già più di trent’anni fa.

Ma che potrebbero essere state scritte, pronunciate, cantate oggi, tanto grande è la loro attualità nel parlare di politica e disillusione, di consumismo e consumi, di appiattimento del pensiero e sfiducia. In questo spettacolo, accostando Gaber alla figura di Pasolini, vengono fuori quasi in automatico alcune analogie e alcuni snodi attorno ai quali entrambi hanno gridato una voce diversa da quella che si sentiva all’epoca. Questo faceva di loro degli eretici come dice una parte del titolo, fino ad arrivare al punto che poi erano fastidiosi a tutti. E testimonia ancora di più la loro grande autonomia intellettuale: il fatto di non cavalcare mai quello che faceva comodo. Eretici e corsari rappresenta la riuscita unione tra le intuizioni pasoliniane e il teatro gaberiano, che hanno descritto parallelamente, e in modo disincantato e amaro, la società e il mondo in trasformazione degli anni ‘70. Monologhi, canzoni e interviste si alternano sul palco insieme ai due protagonisti in scena, che saranno accompagnati dal vivo dalle sonorità della Gnu Quartet, quartetto d’archi noto per aver partecipato tra gli altri al Festival di San Remo.  

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