ESCLUSIVO: ROSETO A SANREMO

ESCLUSIVO: ROSETO A SANREMO

D’altronde era il sommo Albert Einstein ad asserire: “Nulla è assoluto, tutto è relativo!” Ieri sera, al termine della prima riunione per determinare l’ordine di uscita dei 24 cantanti, e la scaletta della prima serata del Festival di Sanremo 2020, è stata ufficialmente svelata la prima cantante Big a calcare il palco del Teatro Ariston di San Remo: sarà Rita Pavone. Seguiranno Tosca, Marco Masini, Michele Zarrillo. Secondo le indicazioni forniteci dall’organizzazione dell’importante kermesse canora italiana, il primo cantante si esibirà intorno alle ore 20.45 . Per essere sicuri che il pubblico voglia andare a dormire, o cambiare canale, prima delle 21,00, sembra che l’organizzazione stia pensando ad una idea vincente per rendere la serata ancora più noiosa e pesante. Pallosa come mai prima. Si pensa ad un esperto. Ho proposto il sindaco di Roseto. Che ieri, con un colpo di vita esaggggerato, con una proposta culturale che segnerà la storia, con un master blow hollywoodiano presenterà a Roseto una rassegna di film .

Con questo greatshotche entusiasmerà tutta la costa adriatica, di cui parleranno anche i Tg nazionali, che lo farà amare ancora di più dai giovani rosetani – che già lo idolatrano- , e lo porterà alle stelle tra i commercianti della città dopo il fantasmagorico natale/capodanno che ancora eccita Roseto. Natale di grande festa che segue due estati cult,  seconde per qualità, bellezza, entusiasmo solo a quelle di Mastro Pinocchio, il primo Sindaco della storia (ma a sentire in giro non ultimo) capace di azzerare un partito al 50%, portandolo all’incredibile risultato, guinness world, di non avere neppure una rappresentanza in consiglio. Ovviamente la rassegna vanta la preziosa e insostituibile competenza dell’Assessora Brescia, nota critica cinematografica. Almeno quanto lo è di musica. Ma soprattutto persona che mantiene con coerenza gli impegni presi. Sembra impossibile ma secondo le voci di corridoio i film saranno più pallosi e meno famosi di quelli di Roseto Opera prima. L’elenco completo dei film non cercatelo sul sito del Comune, fermo al 12 dicembre. Almeno del 2019.

 Il Sindaco del resto vede cose che voi umani non potete immaginare; ma non vede una città spenta alle 20,00;non vede un palasport che potrebbe essere un prezioso contenitore di allegria, cultura, spettacolo, ma è praticamente vuoto; non vede in bilancio i costi di uno spazio che potrebbe invece portare risorse al Comune e lavoro in Città per la sua strategica posizione tra Ancona e Pescara nella composizione dei tour, solo che, chi dovrebbe proporre un project financingnon capisce ne come ne perché lo è, e quindi da anni quella struttura è solo per il basket e poco altro (che potrebbe benissimo restare);  non vede una città sporca, spenta, grigia, dove non va più nessuno fino a luglio; non vede i parcheggi vuoti perché a pagamento anche d’inverno,  belli così, deserti, che l’anima si rincuora; non vede una città di 28mila abitanti senza teatro (neanche piccolo) senza nessuno che muova un dito ; del resto lui non sarà mai entrato in un palatenda che ne sa dell’esistenza; e poi chissenefrega se 412 rosetani comprano 412 biglietti (10%) per Brignano a Pescara  (solo 63 a Teramo e 42 a Giulianova); non vede il pontile che manco quest’anno si farà, ma speriamo per il mese prima delle elezioni; in una città ricca di musicisti però vede chi non ha mai organizzato jazz organizzare jazz a casa sua – con i soldi di tutti – e pensa di vederlo solo lui e in questo modo un giovane invece di aiutarlo lo crepa; non vede gli amici giornalisti che si cominciano a vergognare di essergli amici. 

Visto che di questa rassegna non c’è ombra, raccolgo le voci in giro. Sembra che il Sindaco sia andato a pescarli nel calderone dei “trash pics” della sua collezione privata, un vero tesoretto per gli art films. Dopo Delle Piane si comincia da “Empire” (1964) di Andy Warhol: un unico metraggio rallentato di otto ore e cinque minuti dell’Empire State Building di New York. E’ ovviamente la simbolica riproposizione dell’azione amministrativa: praticamente ferma. Silenziosa. Buia. Nascosta. Solo per pochi. Anzi pochissimi. Incontriamo poi “La recita”(1975) di Thodoros Anghelopulos. Ovvio, non poteva mancare. Un successo garantito. Un marchio indelebile di questi pochi e ultimi anni di giunta Di Girolamo: ambientato nella Grecia del 1940, durata: 330 minuti che farà capire ai più il limite di resistenza dinanzi al vuoto, ad uno schermo vuoto, con un’immagine ferma, cogliendo appieno il concetto del tempo sprecato.

 Un capolavoro. Segue “Cammina cammina” un film del 1983 diretto da Ermanno Olmi . Durata: 171 minuti. Il regista bergamasco elabora la storia di un bravo avvocato, una persona perbene, che insieme a molti altri abitanti di un paese, si mettono in viaggio alla ricerca di Tomasso il Salvatore. E quando lo trova si accorge che ogni scelta ha un suo prezzo e che Tomasso usa quella comunità di brave persone per un suo tornaconto personale . Chiude il “florilegio” di titoli rosetani, il recentissimo Song to Song (2017) di Terrence Malick. E’ uno dei registi preferiti dall’assessore Bresca. Quindi, ovviamente, è in versione originale. Durata: 8 ore. 

E’ un’autoparodia, con un cast di divi allo sbaraglio, accavallando situazioni rarefatte e dialoghi pomposi. Nel film riconosciamo Lucky Luciano che da lezioni di moralità a persone esterrefatte; il presidente di una banca che nell’angolo sta aspettando pè mette a paro; il presidente regionale camerata Sturtruppen che se non è irregolare non nomina; el romano, mò pure cor cappello e il falco da brigante, che er master coso non sa cos’è, non gli interessa, e je piace solo alla carbonara.  Sarà un film troppo avanti o troppo indietro? Ai posteri l’ardua sentenza. Del resto se  Tolo Tolo si avvia a diventare il film italiano più visto di sempre, bene fanno gli amministratori a trattare in questo modo i cittadini. Perché resta sempre il detto “Chi si fa pecora il lupo se lo mangia”

Lascia un commento