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GIOVANNI PAOLO II: QUEL VENTO SOFFIA ANCORA

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Il vento impetuoso che sfogliava le pagine del Vangelo aperto sul feretro di Giovanni Paolo II  è un’immagine che si è fissata per sempre negli occhi di milioni di persone accorse in piazza San Pietro per dare l’estremo saluto al Papa polacco o che seguirono le esequie in tv. Quel vento soffia ancora. Per questo il domani, 1 maggio 2011,  sarà un giorno storico. Perchè papa Wojtyla sarà elevato agli onori degli altari, nostra guida spirituale sulle vie della libertà dell’unità e della solidarietà. Perché la beatificazione di Giovanni Paolo II  apre delle nuove prospettive per il futuro, obbligando a  leggere in un modo ancora più attento e più creativo la sua eredità espressa dalle parole, dalla sua personalità, dal suo stile di vita, e dal servizio da lui svolto. L’augurio, per questo, è che i segni che ci ha lasciato il Papa ci aiutino a fare fronte alle nuove sfide ispirando sia la vita privata che quella sociale. Perché la beatificazione costituisce anche un impegno che richiede una risposta. Risposta da parte dei singoli, certamente, ma nello stesso una risposta che deve anche riguardare la vita pubblica, perché la cerimonia del 1° maggio non può fermarsi solo alle questioni di vita personale e familiare.

Quel vento soffia ancora. Perché La catena ininterrotta di fedeli che sostava in preghiera davanti alla salma di Giovanni Paolo II non si è fermata, ogni giorno la sua tomba è meta di un continuo pellegrinaggio. Perché la sua figura è ancora viva: la gente vuole sentire parlare di lui, vuole approfondire il suo insegnamento. Certo, la storia va avanti ed i fedeli nutrono grande stima per Benedetto XVI. Ma non dimenticano il suo predecessore. Quel vento soffia ancora. Perché ogni Pasqua viene in mente la sua ultima Via Crucis cui non poté partecipare e che seguì dalla cappella privata, piegato dalla sofferenza e immerso nella preghiera. E tutti capirono che stava offrendo il suo sacrificio unendolo a quello di Cristo. In quell’ultima Via Crucis c’era il riassunto di tutta la sua vita, di tutto il suo ministero pastorale. Aveva iniziato il pontificato invitando ad aprire le porte a Cristo; lo concluse aprendo le porte del mondo a Cristo crocifisso.  

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