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HO DEDICATO UN W.E. ALL’UTOPIA

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Platone e Omero, poi  Ovidio, Virgilio ed Orazio fino a Tommaso Moro e ancora nei nostri giorni, molti hanno provato e provano a descrivere l’UTOPIA e sempre usando il termine in modo differente per le società ideali e ideali modi di vivere, il cui scopo è la perfezione intesa come armonia. Utopie sono anche luoghi e condizioni. Le utopie si rivelano dunque come dei progetti dell’immaginazione umana. Sarà per questo che c’è un sacco di gente  in questi giorni a Perugia per il festival che non è un festival, alle esequie della tv di un tempo. Dagli orfani illustri Arbore, Baudo e Bonolis, alla vedova inconsolabile Milly Carlucci, i “parenti serpenti” Bruno Voglino, Gino e Michele, gli ultimi rampolli Max Gazzè, Ghezzi, Lillo, Greg e Le Iene, fino a Veltroni e Gian Antonio Stella, Battiato, Bollani, Padellaro e Telese. Tutti a Perugia, ospiti di “IMMaginario 2.0”, il nonfestival che alla seconda edizione si è già stufato di se stesso proponendo una formula alternativa dove i protagonisti non fanno passerella ma ascoltano e sperimentano i nuovi umori del pubblico. “Dieci giorni all’insegna dell’Utopia” per chi vede nella multipiattaforma l’evoluzione logica dell’intrattenimento su schermo.

A parte l’episodica eccezione di Fiorello, la conferma che una certa epoca è al trapasso arriva dalle prenotazioni per l’evento perugino: posti esauriti per Battiato, Bollani, Gazzè, e per Sandro Ruotolo. Un programma inclassificabile quello di IMMaginario 2.0 (www.progettoimmaginario.org), un progetto ad azionariato diffuso capace di saltare dal calcio, al cinema, alla musica, a passo di zapping. In sale differenti si cerca l’interazione con il pubblico (l’ingresso è ovunque gratuito), la frantumazione del rapporto tra star e spettatore, si mettono in campo iniziative per produrre nuovi progetti editoriali con IMMedialab. Alla fine l’obiettivo è cercare la musica che non c’è, il fumetto che non c’è, la tv che non c’è. Col rischio di bussare alle porte del futuro e sentirsi rispondere: “Non c’è”. IMMaginario presenterà alcune significative esperienze creative nazionali e internazionali, ma sarà anche un incubatore di creatività: gli IMMedialab e il web saranno il luogo dove le idee si trasformeranno da progetti a prodotti concretamente. Con il supporto di esperti e con il contributo di consulenti. L’obiettivo è la costruzione di contenuti per la piattaforma web e la costituzione di un’IMMpresa Creativa, composta da giovani talenti. Per i più esigenti va segnalata la presenza di Philippe Garrel e di suo figlio Louis che hanno messo a nudo la parigina di Perugia, Monica Bellucci, il duello a colpi di matita tra Vauro e Vincino, l’anteprima della voluminosa ricerca sull’intrattenimento tv con Mario Maffucci e Giorgio Simonelli, il cartoonist Lorenzo Mattotti col nuovissimo “Dr Jekill e Mr. Hide” per iPad. Qualcuno potrebbe obiettare “troppi ingredienti per una sola torta”. E se fosse semplicemente una dispensa?

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