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I CITTADINI DELL’ITALIA MIGLIORE BATTONO IL PARTITO DI D’ALEMA

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Massimo D’Alema era sceso in Puglia con il ghigno furbetto e la cristalleria del Pd già traballante era andata in pezzi.  L’ex ministro degli Esteri “volpe del tavoliere” non aveva usato diplomazia contro il presidente uscente e le minoranze del partito senza mai risparmiare critiche al vetriolo ogni volta accentuando il suo ghigno furbetto.  La “volpe del tavoliere” aveva deciso di scommettere in puglia tutto se stesso e tutta l’influenza che ancora ha nella regione nonostante i tanti scandali e inchieste che spesso hanno colpito uomini molto vicini a lui. E a Tarantini il pappone di Silvio.  La “volpe del tavoliere” , imponendo come “ordine di scuderia” a quel pover’uomo di Francesco Boccia la stessa sfida alle primarie di cinque anni fa, D’Alema non aveva usato mezzi toni con il ghigno a sorrisetto.  Ma quando arrivano i primi dati il ghigno si accentua a diventare smorfia, il leader Massimo china il capo e irritato abbandona il campo. 

Nei dalemiani in ritirata a Roma è già scattato il Piano B: cercare il capro espiatorio nelle fila interne e lanciare l’allarme per la possibile sconfitta vendoliana a marzo per il mancato accordo con l’Udc.  L’ex ministro degli Esteri non fa nulla per nascondere l’irritazione soprattutto verso le minoranze del suo partito.  Circondato da una platea di papaveri un pò canuta, grigia e triste, spesso corrotta, grida “Non è così che si sta insieme”  I suoi fedelissimi a Bari se la prendono anche con il sindaco Michele Emiliano, giudicato troppo equidistante nella sfida col presidente uscente.  La resa dei conti interna con l’area democratica di Franceschini è rinviata alla delicatissima direzione del Pd già convocata per questo pomeriggio.  Ma la seconda disfatta dopo quella del 2005 amareggia Francesco Boccia, che dal suo sito lancia parole al vetriolo verso lo sfidante.  A conti fatti, se la Puglia doveva essere la cartina di tornasole per sperimentare l’alleanza con i centristi, l’esperimento è esploso. 

Innanzitutto dentro il Partito democratico, base e dirigenti. E poi in un sentimento diffuso e trasversale nella popolazione.  Perché perfino l’ultimo comizio di Vendola a Lecce, roccaforte dalemiana, è un trionfo.  Ad accogliere il presidente uscente ci sono moltissimi ragazzi e donne. L’intera galassia vendoliana del Salento si è presentata compatta.  Il tam tam «per una Puglia migliore» si fa strada sul Web e per le strade.  Chiede soprattutto continuità di governo e il proseguimento di questa curiosa «anomalia» regionale.  Un entusiamo che in parte contagia anche i pugliesi fuori sede.  Vincere le elezioni contro la destra è impossibile senza l’appoggio di tutto il Pd, dilaniato dalle correnti congressuali e dalle giravolte di Casini.  Ricucire e convincere sarà il compito di Vendola. 

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