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I MURI NON FERMANO LA MUSICA: 5 INCONTRI ALLA SAPIENZA

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Dopo i 5 incontri primaverili “Le frontiere dell‘Est dopo la caduta del muro di Berlino”, organizzato dalla Sapienza in collaborazione con la Fondazione Roma Sapienza, da Martedi 12 novembre al 13 dicembre, cinque interessanti incontri sul tema “Il Muro abbattuto: nuove identità culturali Europee” . Il muro abbattuto dai Pink Floyd, il bacio immortalato da David Bowie, l’amore impossibile di Elton John, il concerto leggendario di David Hasselhoff: certamente Papa Giovanni Paolo, certamente Gorbaciov e Regan, certamente furono tante le spinte che aiutarono ad abbattere il muro di Berlino. E tra queste spinte non furono trascurabili le spinte che provennero dal mondo della cultura. E soprattutto dalla musica che fu determinante per aiutare i popoli a liberarsi e per raccontare la caduta, il 9 novembre 1989, del simbolo della Guerra Fredda. Per fortuna, non rivivremo mai più il Novecento, il “secolo breve”, così ingombrante che chissà per quanto ce lo porteremo ancora dietro. L’erezione del Muro di Berlino nel 1961, i suoi 3,6 metri di altezza che per quasi trent’anni hanno diviso in due il mondo e il suo successivo crollo, è uno degli aspetti più significativi del secolo scorso, che ha segnato l’immaginario collettivo e inevitabilmente ispirato decine di prodotti culturali.

Tra questi la musica, almeno nel Novecento, permettetemi di dire, è stata “prodotto leader”, così come Berlino è stata tappa fondamentale, se non addirittura rifugio esistenziale, per moltissimi artisti che a loro volta hanno segnato questo pazzo, folle, violento e bellissimo secolo in maniera indelebile. Io presenterò sei canzoni che in un modo o nell’altro – meriti sul campo, tematiche trattate – sono legate indissolubilmente al Muro di Berlino, di cui ricorre il trentesimo anniversario della caduta. Un buon modo per ricordarci anche quanto sia insensato costruire muri.  HEROES: Il celeberrimo singolo del Duca Bianco è uno dei pezzi di punta nella discografia di brani legati al Muro di Berlino, così come lo stesso Bowie è legato alla città di Berlino. La capitale tedesca ha giocato un ruolo fondamentale nella sua carriera – ma in generale nella sua esistenza – così come è avvenuto per tante icone della sua generazione. L’omonimo album, Heroes appunto, fa parte della trilogia berlinese, ed è sicuramente quello che ha riscosso maggiore successo. Scritto insieme a Brian Eno e registrato in uno studio di Berlino Ovest situato proprio nei pressi del Muro, il pezzo racconta la storia di due amanti separati proprio dal Muro – presumibilmente il produttore Tony Visconti e la corista Antonia Maaß che in quel periodo ebbero un flirt – e che avrebbero potuto essere eroi per un giorno, ridicolizzando i controlli della polizia. NIKITA: Quando nel 1985 uscì Nikita il primo singolo di Ice on fire, Michail Gorbačëv era appena stato eletto Segretario Generale del PCUS, dando inizio al processo di disgelo che avrebbe portato le due super potenze a un dialogo costruttivo.

Sicuramente non è a questo che fa riferimento il titolo del disco (che oggi farebbe pensare più che altro al riscaldamento globale e allo scioglimento dei ghiacciai) anche perché la neve c’è eccome nella Berlino separata dal Muro che si vede nel video che accompagna Nikita, in cui Elton John innamorato di Nikita, una guardia sovietica interpretata da Anya Major, viene respinto più volte alla frontiera, e può solo limitarsi a fantasticare dalla sua decappottabile parcheggiata a Berlino Ovest, un futuro occidentale insieme alla donna amata. WIND OF CHANGE: Probabilmente la canzone che più di tutte racconta e incarna gli stati d’animo di chi ha vissuto la caduta del Muro il 9 novembre 1989, anche se è uscita un paio d’anni dopo e Klaus Meine sostiene di averla scritta prima della riunificazione della Germania. Ad ogni modo, per rendere la portata di quegli stati d’animo, si tratta tutt’oggi del singolo di maggiore successo in Germania, che ha venduto circa 14 milioni di copie in tutto il mondo. Il vento del cambiamento si riferisce soprattutto agli stravolgimenti politici che sul finire degli anni Ottanta si intensificarono in URSS abbattendo di fatto la cortina di ferro prima ancora che il muro. Tant’è che il pezzo è stato scritto proprio durante il soggiorno a Mosca nei giorni di un concerto degli Scorpions previsto nella capitale Sovietica, un episodio a dir poco raro per una rock-band occidentale.

A GREAT DAY FOR FREEDOM: Sebbene il primo brano a cui si associano i Pink Floyd in relazione al Muro di Berlino sia Another brick in the Wall, in realtà nel concept-album The Wall del 1979 la metafora è più ampia ed esistenziale, riferita al concetto di isolamento e alienazione. Il riferimento esplicito al crollo del Muro invece, arriva nel 1994 con A great day for freedom contenuta in The Division Bell – secondo disco senza Roger Waters –, e descrive le grandi speranze e i sentimenti di sollievo a seguito della caduta del Muro, sebbene con una punta di inquietudine per le incertezze sul futuro e il rischio di una disillusione dietro l’angolo. ZOO STATION: Anche Bono si è trasferito per un periodo a Berlino in cerca di nuova ispirazione, che non tardò ad arrivare grazie alle numerose influenze sonore – industrial, elettronica – che a quei tempi alterarono irreversibilmente il sound degli U2 e che si trovano in Achtung Baby del 1991, probabilmente il capolavoro della band irlandese.

Registrato in parte proprio a Berlino, risente anche dell’atmosfera post-caduta del Muro di cui non mancano riferimenti più o meno espliciti: in Zoo Station gli animali dello zoo sono liberi di scorrazzare per Berlino fuori dalle loro gabbie, una metafora ripresa da una leggenda metropolitana diffusasi durante la Seconda Guerra Mondiale, ma che è anche intrisa di una visione entusiastica del futuro (ogni verso inizia con “I’m ready”). Anche in One si fa riferimento, tra le altre cose, alla Germania unita. LOOKING FOR FREEDOM: A proposito di ballare sul Muro, un bel pezzo di elettronica New Wave direttamente dal 1984, estratto dall’album di esordio dei Rational Youth intitolato Cold war night life, giusto per rimanere in tema. Sintetizzatori isterici e atmosfere acide tipiche del periodo, decorano un gruppo di punk che ballano sul Muro e scorrazzano per la città, dal Checkpoint Charlie a Alexanderplatz dove è in corso una specie di rave illegale. Il disco è stato rimasterizzato in una expanded version nel 2009, in occasione dei vent’anni della caduta del muro.

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