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IL “MANIFESTO” E’ IL SIMBOLO DELLA LIBERTA’ D’INFORMAZIONE

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Tocca a noi salvarla. Anche oggi “Il Manifesto” sarà in edicola per chiedere a chi crede nella libertà e pluralità dell’informazione di salvarla. La chiusura del quotidiano “Il Manifesto” è lo specchio di una cultura politica che all’interno di un oligopolio informativo ci tratta come suddiiti e non come cittadini e considera l’informazione come una merce come le altre. Se il ‘Manifesto’ morirà questo mercato così fatto come lo stiamo conoscendo avrà vinto e la sua legge sarà legge per tutti. Se sopravviverà, se questa anomalia politica sopravviverà, forse avremo una speranza di cambiare il Paese, la nostra vita e la politica. Compriamo il giornale. So che la crisi stringe ma la sopravvivenza di questa anomalia è legata alla fedeltà di chi ci crede. La gravissima crisi che investe il ‘Manifesto’ è un ennesimo schiaffo alla libertà di informazione. Già ‘Liberazione’ ha dovuto chiudere le pubblicazioni. E ora si annuncia un’altra drammatica vicenda, che ancora speriamo possa non avere esiti senza ritorno.

Ma in queste ore è necessario urlare al governo di rispondere a una situazione così pesante e così inedita. Sono a rischio 100 testate e 4 mila posti di lavoro. Che ne è delle promesse relative al fondo per l’editoria? la risposta deve arrivare dal governo nelle prossime ore. “E’ il momento più difficile della storia quarantennale de Il Manifesto”, scrive il collettivo. “Dovete capire che questa è una prova di affetto e di amore verso il giornale me è anche una prova politica per tutti”. Norma Rangeri si rivolge direttamente ai lettori del ‘Manifesto’ in una video appello pubblicato sul sito del quotidiano per commentare la notizia dell’avvio, da parte del ministero per lo Sviluppo economico, della procedura di liquidazione coatta amministrativa della cooperativa editrice del quotidiano. “Siamo alla prova più difficile di quelle finora avute nella vita di questo giornale -spiega il direttore-. Io lavoro al ‘Manifesto’ da tanti anni, ho attraversato tantissime crisi, tutte molto serie, abbiamo lottato ma questa volta c’è un contesto politico esterno molto più pesante”.    

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