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IL NUOVO FILM DI ALBANESE: QUANDO LA REALTA’ SUPERA LA FINZIONE

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Con alcuni amici che a fine settembre faranno la festa del volontariato a Teramo sono andato a trovare Antonio Albanese sul set del nuovo film “Qualunquemente”. Albanese è nei panni di Cetto La Qualunque, ossia la versione ad alta definizione della parte più visibile della politica italiana, quella imbottita di testosterone, soldi e volgarità. You know «cricca»? Quando il cinema NON supera la realtà. E la realtà invece supera la finzione scenica. E così ecco Cetto, imprenditore calabrese corrotto, depravato e ignorante che disprezza la natura, la democrazia e soprattutto le donne, di cui promette ai sostenitori grande abbondanza. Torna in Italia con una nuova famiglia e al grido di «più pilu e cemento armato pe tutti». Si prepara alla campagna elettorale, perché solo la politica può salvare lui e le sue proprietà da un avversario che parla di legalità. Inizia la campagna elettorale: lo slogan è «Prima vota e poi rifletti». Il set è una villa romana che è un inno al kitsch. E anche qui la realtà supera la fantasia perché – non ci crederete – la casa è vera, abitata da persone vere. E pochi scenografi avrebbero potuto rendere meglio lo sfarzo cafonal di cui si circonda Cetto.

Tra statue romane, tappezzerie barocche e ritratti di famiglia, sul set si aggira Lorenza Indovina ossia Carmen, la moglie di Cetto, look molto over Anni Ottanta, maculato, dorato, vistoso. La sceneggiatura è stata scritta due anni fa. Poi abbiamo visto che la realtà ci veniva dietro e ci superava – dice Albanese- ed il progetto si è bloccato. La gente non si scandalizza più di niente, è come anestetizzata e allora è meglio farla arrivare a riflettere attraverso la comicità. Rappresentando un mondo di perdenti, perché così escono alla fine i personaggi, “speriamo che la gente ridendo si svegli”. Antonio si gira ed al regista, Giulio Manfredonia, dice ridendo “Certo che ormai Cetto rispetto ai suoi simili “reali” è quasi diventato un moderato”. Nel cast anche Sergio Rubini che interpreta Gerry, il coach del candidato, colui che deve tirare su le quotazioni elettorali di Cetto. Gli dà consigli solo sul look, ovviamente, perché mentre prima questi personaggi esistevano solo nello spettacolo, oggi che la politica è diventata show affollano i luoghi di potere. Gerry è un sudista pentito, pugliese fa finta di essere del Nord. Ma alla fine si vede che la politica è volgare anche al Nord. Solo è più ipocrita. Niente moralismo, però. Albanese ci tiene a specificarlo. La chiave comica elimina ogni retorica. Portare Cetto La Qualunque al cinema è stata un’idea eccitante e vagamente incosciente. Cetto è una straordinaria lente di ingrandimento che ha permesso di mettere a fuoco quello che succedeva nel nostro Paese. Un modo per raccontare tutto quello che non ci piace e per mettere in guardia su cosa potrebbe accadere. Cetto ha il grande privilegio di ridicolizzare comportamenti e modelli, che per molti saranno furbeschi e vincenti, ma sono solo ignoranti e patetici. Il desiderio è dunque quello di raccontare un pezzo ingombrante della nostra realtà con la comicità Ogni riferimento è casuale, of course. Insomma, un film comico, se non fosse che sembra di leggere un quotidiano.

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