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IL VERO DOVERE ETICO E MORALE DEL GOVERNO

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Questa crisi non e uguale per tutti.  Molti sono stati lasciati indietro.  Ma e proprio in tempo di crisi che si possono fare riforme ambiziose, per non rassegnarsi al declino del nostro paese.  Ieri sera sono stato alla presentazione del libro “La crisi non è uguale per tutti” del mio amico che ha scritto un libro per dimostrarlo.  Arrivano nuovi dati dell’Istat, sul terribile 2009, a confermare quanto già temevamo. Il crollo del potere d’acquisto delle famiglie italiane, nel periodo ottobre 2008-settembre 2009, è più che proporzionale rispetto all’andamento del tasso di inflazione. È il segno che i numeri ufficiali non dicono tutta la verità sulle condizioni reali del Paese.  La recessione, come è già accaduto in altre fasi storiche, colpisce in modo trasversale ma agisce in modo selettivo.  Ma la costante, passato presente e futura, è che con le crisi economiche si accrescono ulteriormente le disuguaglianze dei redditi.

Nel periodo 1991-1992 questi divari aumentarono in Italia del 5 per cento, e la povertà crebbe del 4 per cento. Nel periodo 2008-2009 l’economia finanziaria, industriale e domestica ha subìto un trauma molto più profondo e complesso rispetto a quindici anni fa.  E dunque, per effetto della crisi, più estese e potenzialmente incolmabili saranno le distanze tra le varie fasce sociali e le diverse categorie di reddito.  Il governo Berlusconi porta la responsabilità di non aver voluto riconoscere per tempo questo dramma, e dunque di non averlo voluto affrontare con il necessario coraggio politico.  Si è colpevolmente baloccato nella fantasiosa convinzione che il Belpaese ne sarebbe uscito meglio di altri, e che il nostro sistema di Welfare e di ammortizzatori sociali era il migliore del mondo.  Ora sappiamo che non è così. E anche l’esecutivo, forse, se ne rende conto. Per questo Tremonti rilancia la riforma fiscale. E fa bene a farlo.

  I dati dell’Istat confermano quanto ci sia bisogno, in questa scellerata nazione, di un po’ di cara, vecchia, keynesiana redistribuzione del reddito. Ma proprio per questo, quando si parla di rimettere mano alle aliquote Irpef secondo i dettami del Libro Bianco del ’94, servirebbe un’estrema cautela.  Come dimostrano le simulazioni della Cgia di Mestre, il sistema delle due sole aliquote (23 e 33 per cento) rischia di ampliare ulteriormente la forbice il piano basso e quello alto della piramide sociale.  Meno tasse per tutti è un principio sacrosanto.  Ma lo è ancora di più quello della progressività dell’imposta, sancito anche dalla Costituzione. L’Italia ha un tragico problema che riguarda i salari del lavoro dipendente, falcidiati dal carico fiscale e contributivo. È lì che deve agire la riforma fiscale, come ha detto il presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine d’anno.  Ed è lì che deve muoversi il governo di centrodestra. Anche se non è quello il suo bacino politico-elettorale, quello dovrebbe essere il suo dovere etico-morale.

TG1 VERGOGNOSO: perchè riabilitare Craxi e dimenticare Pietro Gamba di legno e Diabolik? VERGOGNOSO. Come altro definire l’ineffabile direttore del Tg1 che ieri sera ci ha ammannito una pagina di autentico giornalismo alla Voce del Padrone, arrivando a paragonare l’ex condannato segretario del Psi a personaggi che hanno segnato in positivo la storia del secolo scorso, come Papa Woytila. Il tutto per poter attaccare nuovamente la magistratura, rea di compiere il proprio dovere, e quanti tra i magistrati hanno intrapreso la carriera politica.

Il motivo è chiaro: poiché Berlusconi è il frutto avvelenato di Craxi, rivalutare quest’ultimo ha uno scopo preciso a favore del premier. Del resto anche se manca ancora l’ufficialita’ – che in casi come questo e’ piu’ di meta’ dell’opera – e’ informalmente stabilito che il prossimo 19 gennaio, in occasione della cerimonia in programma al Senato per il decimo anniversario della morte di Bettino CRAXI, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dedichera’ un segno personale di attenzione all’evento.  E’ ancora da decidere se inviera’ un messaggio o se personalmente incontrera’ i vertici della Fondazione CRAXI. Da mesi i due figli del leader socialista, Stefania e Bobo – per il resto divisi su quasi tutto – stanno lavorando ad un passaggio che nelle loro intenzioni e’ destinato a segnare uno spartiacque nel controverso processo di riabilitazione di loro padre.

Certo, sin dal giorno della sua morte, l’eredita’ politica di Bettino CRAXI ha continuato ed essere visceralmente divisa tra sinistra e destra. E anche la memoria collettiva oscilla tra due scuole di pensiero: tra chi pensa che il «cinghialone» sia stato l’incarnazione del male assoluto e chi invece ne venera la tomba nella sabbia di Hammamet; tra chi pensa che Bettino sia stato il leader dei corruttori e chi ricorda la sua denuncia in Parlamento del sistema illegale di finanziamento di tutti i partiti, discorso accolto nel silenzio ipocrita di tutti gli altri.  Eppure in questi dieci anni e’ via via maturata una novita’. Mentre nell’opinione pubblica il personaggio CRAXI e’ ancora molto divisivo, le tante (seppur rapsodiche) rivisitazioni storico-politiche hanno finito per produrre una rivalutazione da parte di quasi tutto l’arco partitico.  Quasi che tra i politici – piu’ consapevoli, forse, di come andarono le cose – alla fine sia prevalso un collettivo senso di colpa.

Una rivisitazione che ebbe inizio poche ore dopo la morte di CRAXI, il 19 gennaio del 2000 stroncato nella sua casa di Hammamet da un infarto, conseguenza di gravi malattie non curabili in Tunisia. Il presidente del Consiglio Massimo D’Alema, leader di un partito che aveva sferzato CRAXI, offre i funerali di Stato.  Che dire. VERGOGNOSO l’ipotesi di dedicare una via o un’area della citta’ a Bettino CRAXI condannato per la vicenda delle tangenti Eni-Sai, in cui CRAXI era stato condannato a 5 anni e sei mesi di reclusione; la seconda (aprile 1999) per le tangenti sugli appalti della Metropolitana Milanese, a 4 anni e sei mesi..

VERGOGNOSO offensivo, intitolare una via, una piazza o qualunque altra cosa ad un personaggio che e’ morto da latitante , condannato in via definitiva, riconosciuto colpevole: corruzione e illecito finanziamento dei partiti. Non solo, nella prima sentenza era riconosciuta anche la clausola dell’interdizione perpetua dai pubblici VERGOGNOSO dimenticare chi era craxi dimostrando la tendenza all’insensibilita’ verso le istituzioni che caratterizza il nostro paese. Perche’ di istituzioni – la magistratura – e di sentenze si tratta, non di altro. VERGOGNOSO riabilitare Craxi . Allora io voglio anche via Lupin, largo Diabolik, viale Ladro Kid, incrocio joker, svincolo banda Bassotti, piazza Gamba di Legno e giardini Cattivik.  Che almeno mi sono simpatici.

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