IL VERO SENSO DEL NATALE

IL VERO SENSO DEL NATALE

“Non c’è Natale senza Gesù”. Papa Francesco ieri è stato molto chiaro “… il Natale non è un santino buonista. Anzi. Non c’è Natale senza Gesù”. Non c’è Natale senza Gesù, i regali, le luci, la cene, i viaggi, solo un contorno, ma la festa ha un solo perché: l’arrivo del Salvatore su questa terra. Ancora una volta il Papa parla forte e chiaro sul significato del Natale e non lascia spazio a interpretazioni sartoriali, vestite sull’attualità. Il Natale è il giorno di Gesù, anche se il mondo dimentica la verità più semplice: “Assistiamo a una specie di snaturamento del Natale in nome di un falso rispetto di chi non è cristiano”. Altra sorpresa, il pontefice che secondo i tradizionalisti sarebbe troppo accomodante verso le altre culture e religioni, il Papa terzomondista, non è disposto ad annacquare in nome di un vago ecumenismo la forza dei Vangeli. Anzi, Bergoglio va all’attacco: chi camuffa o nasconde la propria identità non può dialogare con gli altri.

E l’identità del Natale sta tutta nella figura del Bambino venuto al mondo 2mila anni fa, nella notte di Betlemme: “Senza Gesù non c’è Natale”. E se al centro c’è lui, allora anche tutto il contorno, cioè i suoni, le luci, le varie tradizioni locali, compresi i cibi caratteristici, tutto concorre a creare l’atmosfera della festa. Non il contrario. Si fa festa perché è nato Gesù, il figlio di Giuseppe non è solo una bella statuina in un presepe pagano. Eccolo il vero Bergoglio. Il suo non è un atto d’accusa contro il consumismo. No, le parole del Papa non si fermano alla superficie ma toccano la questione decisiva: senza Gesù il Natale è solo un’illusione. “Se togliamo la luce si spegne e tutto diventa finto, apparente. Nei giorni scorsi il Papa aveva ricordato che Maria e Giuseppe non trovarono posto in albergo a Betlemme e aveva aggiunto che è Gesù a darci la cittadinanza. Quel discorso era stato letto nel minuscolo recinto italiano, zeppo di pagani, zeppo di Vescovi atei e peccatori, zeppo di traditori serpi del potere clericale corrotto,  come un segnale politico inequivocabile. Ieri il Papa ci ha spiegato, invece,  che Gesù è venuto per i peccatori, i deboli, gli ultimi, i naufraghi ai bordi della ricchezza. Ma prima ancora mette Gesù al centro di tutto il suo pensiero: è Cristo a portare il Natale e la speranza che il Natale accende in tutte le case. Per questo Francesco introduce la categoria dell’avvenimento, caro a tanta tradizione e ripreso da don Luigi Giussani, uno dei maestri del Novecento.

Ancora oggi, lo sappiamo, i principali motivi per cui molti aspettano il Natale sono: i regali, i soldi che si ricevono da parenti o amici, i giorni festivi a scuola o al lavoro, le grandi “abbuffate” a tavola… Le persone sono molto attaccate al regalo materiale e non pensano a quello spirituale: la nascita di Gesu’. Francesco per questo ha sentito la necessità di ricordare che il Natale non è una di quelle feste che serve solo per divertirsi, ma è un giorno importante, perchè, la notte tra il 24 ed il 25 dicembre, nasce il nostro Salvatore, colui che viene mandato sulla Terra da Dio per sacrificarsi e quindi per salvarci dal peccato originale. E’ per questo motivo che questa festa deve essere vista soprattutto come religiosa. E la religione deve essere il punto di partenza per poter far capire agli altri, attraverso il nostro comportamento, quanto importante sia questo momento e quanto possiamo fare noi per dimostrare al nostro prossimo che, almeno in questo periodo dell’anno, dobbiamo “fare del nostro meglio per essere migliori”. Oltre a festeggiare, a mio avviso, si devono compiere anche gesti di solidarietà verso le persone in difficoltà, povere, malate, persone che, a causa di una mancanza, non riescono a vivere bene il Natale. Solo facendo opere di carità e buone azioni, riusciremo a vivere il vero senso del Natale..

Il vero senso del Natale, è da ritrovare sia nella fede sia nei gesti che offriamo alle persone che hanno bisogno di solidarietà e quindi meno materialità e più spiritualità. Un altro Natale è possibile ? Ci può essere ancora un Buon Natale ? O dobbiamo rassegnarci  al Natale dei consumi, dei regali, degli affari, ad un Natale “pagano” che ha ben poco da spartire con quel Bimbo che nasce in una mangiatoia alla periferia dell’impero ? Ci sarà il Natale o ci saranno luci, ci saranno feste, alberi luminosi, anche presepi… ma tutto truccato ?

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