IN ESCLUSIVA IL DOCUMENTO DI D’ALBERTO “LA RISCOSSA“

IN ESCLUSIVA IL DOCUMENTO DI D’ALBERTO “LA RISCOSSA“

Abbiamo letto in esclusiva il documento che il Sindaco invierà a tutti i consiglieri comunali di maggioranza domani mattina. Il senso è: “Sono Gianguido Massimo Decimo Meridio D’Alberto, comandante dell’esercito di Teramo, generale delle legioni Arrostcinoifex, e avrò la mia vendetta… .E’ necessario andare avanti con lo stesso coraggio. Voi avete vinto contro il mostro Homer e contro i mici dell’Eremita lontano dalla politica. Voi avete vinto contro i barbari e gli assessori tagliagole del verbo italico e contro le truppe di “Attacc’ bastià” .

 Ora, miei legionari, se non volete che la battaglia venga persa, non bisogna conservare quanto fatto, ma impegnarsi in grandi trasformazioni Ora, miei legionari, dovete prepararvi a fronteggiare i nuovi vandali pronti a tradirci, sono i topi dalla lunga lingua. Pronti a tutti per avere due posti. Privi di scrupoli. Pericolosissimi  “. Non possiamo continuare su vecchie strade. Dobbiamo inventarne di nuove per unificare le forze di progresso. Dobbiamo aprire la fase 2”. Nella arena comunale di via Carducci si consumerà così la svolta di Sant’Antonio abate, il povero santo dimenticato dal vescovo perché troppo impegnato a raccogliere fondi per un convegno su “La bontà dei bravi cristiani terrramani , anche se falliti, noti cocainomani e separati: se sono benefattori”. Ma soprattutto perchè questo Santo promuoveva umiltà, carità e povertà. Cose che non attengono tutta  la Chiesa. E così continua: “La città ha bisogno di altro, di progetti e slancio. Ha bisogno di futuro. Ha bisogno di 5 progetti, solo 5, almeno 5, ma da farsi veramente, no di chiacchiere morte. La città ha bisogno di credere in uno slancio, ha bisogno di nuova linfa, idee e non rincorsa alle cose del giorno. Ha bisogno di persone che diano un futuro credibile alla nostra comunità, che oggi, così, ristagna con progettini da mezza tacca, senza ragione , che non lasciano traccia.

 Occorre un nuovo inizio. Occorre una fase due. Occorre una vera fase 2. Occorre agganciarsi  in consiglio alle sole “sinapsi” che appaiono oggi in grado di attivare le reazioni della struttura, della giunta, e di un corpo sociale vasto e poliforme,  che è fermo a guardare e, in questa fase può tornare a favore o buttarsi contro. Occorrono forze nuove e nuove idee. In pratica occorrono uomini nuovi in maggioranza e in giunta”. E ancora continua “Avremo il coraggio di provare nuove strade per dare slancio a questa amministrazione goffa, spenta, moscia moscia, da minimo sindacale, che stenta su tutto, senza slanci, senza idee, senza un progetto credibile ?Avremo il coraggio di dire che questa amministrazione esulta per cose come l’albero di Natale e il Capodanno che ovunque sono del tutto normali ? Avremo il coraggio di dire che l’asfalto va bene, la piantina, l’ochetta va benissimo, ma non abbiamo sviluppato una idea che sia una, che sia credibile per il futuro, per far tornare la nostra città capoluogo?” E con sempre più coraggio scrive “ Questa amministrazione che ha vinto, perché voi avete vinto, fino ad oggi è stata deludente. Non negativa però deludente. Non lo dico solo io. Lo dicono molti di voi miei legionari. Ma ora nasce la fase 2, per dare nuovo slancio alla amministrazione e alla città.

Ecco alcune novità. Entreranno in giunta le tre persone indiscutibilmente più preparate politicamente, più esperte, che abbiamo in consiglio, che avevo tenuto in panchina con una strategia concordata. Perché altrimenti inconcepibile. Entreranno ora nella squadrai tre unici in grado di pensare una strategia, la tre migliori menti del consiglio comunale, che – piaccia o non piaccia  – portano il nome di Mauro Di Dalmazio, Maurizio Verna e Giovanni Cavallari. Usciranno – e li ringraziamo per il lavoro svolto – Sara Falini (non pervenuta); Antonio Filippone (incapace) e Simone Mistichelli (di cui non abbiamo contezza). “ In sintesi è questa la lettera . La invierà ?? Mica è una colpa non essere stati in grado. Amministrare non è per tutti. Io per primo sarei del tutto incapace. La colpa diventa invece dolo se fuori dalla giunta vengono tenuti fuori i tre migliori del consiglio. E nz’ tosc’. Abbiamo bisogno di persone brillanti, intelligenti, motivate, credibili, spendibili. Abbiamo bisogno certo di una fase 2: di una alleanza  nuova, una coalizione pensante civica, una santa alleanza, oltre il coacervo dei piccoli interessi, oltre i partiti malati cronici . Abbiamo bisogno di un consiglio che sia un contenitore pulsante in grado di pensare, progettare, realizzare cinque cose (5) per la città .

Una alleanza “per teramo” , forte ed autorevole su un progetto di rilancio, vero, per smetterla di navigare a vista, per segnare in modo netto la sua autorità, per realizzare un campo di dialogo segnato solo dal rispetto, dai princìpi e dai valori della Costituzione, e dal bene comune ?“D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda” scriveva Italo Calvino ne “Le città invisibili”. O si cambia ora o domani sarà tardi. Perché il futuro della nostra città è oggi. Questa città è ricca di persone valide: e vanno utilizzate. Oggi. O sarà troppo tardi. Questo un comandante lo capisce. O non è un buon comandante.

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