IO C’ERO: ATTENDO IL FRESCO PROFUMO DI LIBERTA’

IO C’ERO: ATTENDO IL FRESCO PROFUMO DI LIBERTA’

Ognuno di noi… quasi tutti noi… alcuni di noi… chi ha passione e forte idealità ha un luogo, interno alla propria coscienza, al proprio cuore ed alla propria mente, dal quale attingere forza e determinazione nei momenti bui.  Sabato scorso sul lungotevere, terminata la manifestazione delle agende rosse a piazza navona, passate del 3 del mattino ascoltavo una bellissima canzone di Francesco De Gregori e… non so perché… mi venivano in mente frammenti di storia scritti da uomini della Repubblica italiana. Sarà stato il vociare della tanta gente presente, ma pensavo a quello che può fare ogni cittadino di questa Repubblica per dimostrare che, forse, ormai, l’unico vero custode della Costituzione Repubblicana non può che essere il popolo, con tutti i suoi limiti. 

Saranno state le parole dei tanti intervenuti, ma pensavo al coraggio di tutti quegli uomini che non piegarono la testa e decisero di esercitare il loro ruolo in difesa di tutti noi con rigore ed indipendenza. Sarà stata la sera così dolce ma pensavo a quanto fosse il vino del calice di Paolo Borsellino che consapevole di quello che stava accadendo ai suoi danni cercava di fare presto per giungere alla verità e per comprendere anche le ragioni della morte di Giovanni Falcone e degli uomini della sua scorta.  Saranno state le denunce così forti che sono salite da piazza navona ma pensavo a quanta mafia istituzionale accompagna tanti eccidi accaduti negli ultimi trent’anni.  Sarà stata la tanta gente che doveva esserci e non c’era ma pensavo a quello che sta accadendo in questi mesi in cui si consolidano nuove forme di “eliminazione” di magistrati che non si omologano al sistema criminale di gestione illegale del potere e che pretendono, con irriverente ostinazione, di adempiere a quel giuramento solenne prestato sui principi ed i precetti della Costituzione Repubblicana.  Sarà stata la luna ma pensavo a quello che possono fare i singoli magistrati oggi per opporsi ad una deriva autoritaria che ha già modificato di fatto l’assetto costituzionale di questo Paese. 

Pensavo a quello che può fare ogni cittadino di questa Repubblica per dimostrare che, forse, ormai, l’unico vero custode della Costituzione Repubblicana non può che essere il popolo, con tutti i suoi limiti, in attesa dei progetti di riforma della giustizia (che mi pare trovano d’accordo quasi tutte le forze politiche) che sanciranno, sul piano formale, l’ulteriore mortificazione dei principi di autonomia ed indipendenza della magistratura. Pensavo. In attesa di quel fresco profumo di libertà – del quale parlava Paolo Borsellino – e per il quale ci batteremo in ogni istante della nostra vita, in quella lotta per i diritti e per la giustizia che contraddistingue ancora persone che vivono nel nostro Paese. Pensavo che ognuno di noi, chi ha passione e forte idealità, ha un luogo, interno alla propria coscienza, al proprio cuore ed alla propria mente, dal quale attingere forza e determinazione nei momenti bui.  E’ questa l’ora delle risorse .  Per me, le riserve energetiche sono state e sono tuttora, soprattutto, le immagini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. 

Quando Antonino Caponnetto disse che tutto era finito, nel mio cuore ed in quello di molti altri è scattata una molla per dimostrare che non doveva essere così, che, invece, bisogna lottare e non mollare mai.  Da quando le organizzazioni mafiose hanno dismesso la strategia militare di contrasto ed eliminazione dei rappresentanti onesti e coraggiosi delle Istituzioni, il livello di collusione intraneo a queste ultime si è consolidato enormemente, tanto da rappresentare ormai quasi una metastasi istituzionale che conduce alla commissione di veri e propri crimini di Stato.  Questo comporta che oggi dobbiamo difendere, ogni giorno e con i denti, non solo la libertà di stampa ma anche l’indipendenza e l’esercizio autonomo della giurisdizione – nell’ossequio del principio costituzionale sancito dall’art. 3 della Costituzione – anche da veri e propri attacchi illeciti, talvolta condotti con metodo mafioso, provenienti dall’interno delle Istituzioni.

Credo che la ricetta è semplice, anche se sembra tutto così complicato in questo periodo così buio per la nostra Costituzione per la quale non dobbiamo mai smettere di combattere.  Non bisogna avere paura di un potere scellerato che pretende di opprimere la nostra libertà ed il nostro destino.  Ognuno di noi, chi ha passione e forte idealità, ha un luogo, interno alla propria coscienza, al proprio cuore ed alla propria mente, dal quale attingere forza e determinazione nei momenti bui. Attingiamo ad essa perché questo è un momento buio … in attesa del fresco profumo di libertà.

Lascia un commento