IO SOSTENGO L’ACCADEMIA DELLA CUCINA TERAMANA: E TU ?

IO SOSTENGO L’ACCADEMIA DELLA CUCINA TERAMANA: E TU ?

La notizia è breve: lo avete cercato, lo avete atteso , ora è qui, chi vuole acquistare il grembiule della “Accademia della cucina teramana”  da oggi potrà farlo qui: https://www.abruzzowithlove.it/ . E punto. Ma non basta: acquistarlo non è solo uno sfizioso piacere per tutti gli appassionati della nostra cucina.  Credo sia anche un dovere per tutti coloro che realmente amano la teramanità. Non solo perché l’Accademia di Marco De Siati& coda diversi anni difende i valori, la storia, la cultura, l’identità del nostro territorio ponendo in vetrina i temi della qualità della nostra cucina attraverso la riscoperta delle origini; non solo perché ACT valorizza e si fa caposaldo della ristorazione semplice e nel contempo di eccellenza; non solo perché ACT ha in se la capacità di narrazione della storia e non solo della cucina territoriale teramana ma anche abruzzese; non solo perché si impegna anchenel mondo della ricerca universitaria; ma perché ACT può fare ancora di più.

 Dopo anni di buio pesto, il turismo enogastronomico oggi torna per la Regione Abruzzo uno strumento di straordinaria importanza . Avere un presidio credibile , ampio, popolare, democratico, di tutela della qualità sul nostro territorio certamente favorisce l’attrazionedei flussi del turismo internazionale nel teramano, attraverso la narrazione delle tradizioni popolari produttive e le declinazioni del gusto territoriale. E questo è molto importante. Solo qualche cretino ancora non lo ha capito. Sarà necessario spiegarglielo. Ancora pochi sanno che è entrata in vigore una legge regionale – la n. 1/2018 – che detta le ”norme per la valorizzazione promozione dei ristoranti tipici dell’Abruzzo”.  Una manifestazione come “Prima secca” avrebbe potuto aiutare a promuoverla. Se non l’avesseroinfarcita di magnaccioni a sbafo in cerca di selfie più che di buon cibo che ha fatto sentire stupidi quelli come me che hanno pagato;di politici compagni di banco di Lenin,tirati fuori dalla naftalina, che ancora stanno li; di amministratori nuovi però con le dentiere già belle aguzzee le manucce belle rattrappite dentro le tasche…che mastropinocchio almeno stava a dietà… che se magnava altro; se non fosse stata piena di strutture che la targa ”Ristorante tipico d’Abruzzo”  appena affissa all’ingresso è scesa dal muro da sola e si è andata a buttare nel cesso perché si vergognava di stare li; di ristoratori che con la qualità ci fanno a sputazzi un giorno si e un giorno pure; di noti Giuda della qualità; di ristoranti che il fresco lo hanno visto a passà nell’ultimo plenilunio . 

Con la nuova normativa la Regione – almeno in teoria – punta a promuove iniziative per lo sviluppo della ristorazione tradizionale di qualità, e la tutela della cultura enogastronomica del territorio. Occorre allora, ora, subito, un lavoro corale per segnare un salto di qualità notevole per l’offerta enogastronomica teramana eregionale, promuovendo e valorizzando le tipicità agroalimentari ed enogastronomiche. Certo, c’è ancora molto da fare sui nostri territori dove va fortemente rigettata una sorta di inconsapevolezza passiva che continua a generare ritardi su ritardi. Ad esempio nel campo universitario.  Per questo è necessario un organismo “social”, forte, credibile, che sia di svago ma nel contempo di tutela come l’Accademia della cucina teramana. Per questo occorre sostenerla. Anche con l’acquisto semplice ed economico di un grazioso e significativo grembiule. Come dicono i giovani: impegniamoci, non restiamo sempre solo a guardare, prendiamo in mano il nostro futuro.

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