L’ ELEFANTINO E IL FESTIVAL DELL’IPOCRISIA

L’ ELEFANTINO E IL FESTIVAL DELL’IPOCRISIA

“Come soffro”. Esclama la signora la pelliccia di leopardo, regalata dall’amante .  “Quanto piango”. Grida la ragazza con le scarpe di coccodrillo. “Che dolore” dice il giovane con la cinta di armadillo. ll mondo è sotto choc per la morte atroce di un elefante nel parco nazionale della Silent Valley, in Kerala. Una storia tremenda, quella dell’elefantessa uccisa in India , che sta colpendo il cuore delle persone in tutto il mondo, provocando rabbia e indignazione per l’ennesima morte di un animale. Causata dalla cattiveria umana. La vicenda è resa ancora più angosciante perché insieme all’elefantessa è morto anche il piccolo che portava in grembo. L’animale è stato ritrovato in piedi, la testa immersa nelle acque del fiume Velliyar dove è andato a morire nel tentativo disperato di lenire una profonda ferita alla testa. Provocata dall’esplosione di un ananas riempito di petardi. 

La povera mamma di elefante indiano è morta tra dolori atroci. Una madre, che aveva solo fame. Ovvio pensare subito all’uomo, alla bestia cattiva, al bastardo senza cuore capace, per la superiorità dalla quale immeritatamente si erge, di dimostrarsi carnefice, anziché custode. In realtà si è scoperto che in questo caso la cattiveria non c’entra. L’ananas era una trappola per i distruttivi cinghiali che distruggono i raccolti ? Comunque iIl colpevole è stato già arrestato. E non se la vedrà bene. Per gli abitanti del Kerala – un paradiso sulla costa tropicale dell’India -l’elefante è un animale sacro, spesso è di proprietà di templi. Viene utilizzato nelle cerimonie religiose e il suo profilo campeggia anche sullo stemma dello stato indiano. L’elefante del Kerala è in via di estinzione. Appunto, estinzione. Ne vengono uccisi mediamente 70 al giorno. Ma non piange nessuno. 

Chi pensa che con questo episodio l’umanità abbia dato nuovamente il peggio di sé, sbaglia.  Ogni giorno l’uomo commette una strage di animali, e nessuno dice niente. E nessuno dice niente perché l’offerta è proporzionale alla domanda.  E’ successo un pò come per la morte di Cecil, il leone africano, simbolo del National Park in Zimbabwe, ucciso da un dentista americano per divertimento, nonché per le foto che lo stesso dentista ha postato su Facebook per vantarsi di simili imprese. Indignazione ben riposta, se si pensa che ci sono soltanto 30mila leoni circa in giro per il mondo, cifra tale da non ritenerlo ancora a rischio di estinzione, ma comunque molto esigua rispetto anche a solo qualche decennio fa. Anche in questo caso ne vengo uccisi 20 al giorno, perché piangere per uno ?  Le bolle di indignazione mediatica e social, rischiano di far perdere il senso della misura e delle proporzioni. Per un elefante, in questo caso, si è mosso il mondo. Ma quanti animali vengono uccisi, ogni anno, per mano umana? Le associazioni animaliste hanno contato la cifra, oggettivamente spaventosa . Cifra, peraltro, calcolata al ribasso. Sulla base di precisi studi scientifici della studiosa Elisa Corral, il National Geografic, ha pubblicato un saggio che riporta le cause della diminuzione nel mondo delle specie animali selvatiche, in particolare quelle protette, e il loro stato attuale.

Premesso che se è vero che all’alba della sua esistenza sulla Terra la nostra specie si è sfamata anche con l’uccisione delle specie selvatiche (quello che oggi chiamiamo bushmeat, che comprende mammiferi non domestici, uccelli, rettili, anfibi), è altresì indubitabile che oggi come oggi, con le trasformazioni che l’homo sapiens apporta alla Terra direttamente o indirettamente – con i disboscamenti, con l’agricoltura intensiva, con i cambiamenti climatici – approvvigionarsi di animali selvatici assume un significato ben diverso e drammatico rispetto a migliaia di anni addietro. Questa pratica interessa Africa , Sud America  e Sud Est asiatico. E la predazione è quasi sempre per profitto. Leoni, tigri, elefanti, coccodrilli, sonoricercati dai ricchi cacciatori – anche italiani bastardi – ma anche da un ceto benestante,  per motivi culinari, sia, molto meno, per altri scopi, quali quelli medicinali.

Tutta questa predazione avviene alla luce del sole. Anzi viene promossa da specifiche agenzie . Nessuno piange . E come per la prostituzione minorile in Thailandia, Cambogia, Brasile. Se una bambina di 12 anni viene uccisa per strada dopo essere stata violentata da più uomini, tutti insorgono. Ma nessuno protesta, e tanto meno si fa una legge, per condannare gli italiani che sono i più numerosi in quest’arte dello stupro di bambine in questi Paesi.  Dove l’offerta di questo tipo di animale è proporzionale alla domanda dei criminali senza cuore, sempre impuniti, che alimentano questo mercato. Ecchissenefrega.  Tutti indifferenti fin quando non si toccano le nostre figlie. Povero elefante, povero leone, povero rinoceronte. Quanto soffro. Più di un minuto. Però, ma quanto sono belle quelle borse di  serpente e quella giacca di cervo. Si vede che sono troia ??   Poi, passato il minuto chissenefrega  se in Italia  il commercio illegale di specie protette è al quinto posto per fatturato delle imprese criminali, dopo le armi, il traffico di droga, la contraffazione e il traffico di esseri umani.  Povero leopardo, povera tigre, povera zebra. Quanto soffro se ti uccidono in diretta tv. Poi , passato il minuto di dolore, chissenefrega se   buona parte degli animali uccisi sono appunto protetti e una parte – specie quelli uccisi in Africa – vengono ammazzati addirittura all’interno di parchi nazionali per un commercio creano, voluto e sostenuto dai Paesi ricchi, soprattutto America ed Europa.

Nel mondo si preleva e si commercia di tutto: mammiferi, uccelli, anfibi, rettili, insetti. Nella sola Asia nel periodo 2009 -2019 si calcola che siano stati prelevati dall’ambiente naturale qualcosa come 30 milioni di animali appartenenti a 300 specie diverse. Alcune specie che erano particolarmente rare forse oramai sono addirittura estinte. Estinte perché morte nelle gabbie dei ricchi europei .  Povero elefante, povero leone, povero rinoceronte. Quanto soffro. Più di un minuto. Poi, passato il minuto chissenefrega  se  ogni giorno perdiamo 70 elefanti, ogni settimana 20 rinoceronti. Il bracconaggio,  sembra un fenomeno inarrestabile che a suon di avorio, di zanne, corni e pelli alimenta un giro d’affari illecito stimato in più di 29 miliardi di dollari all’anno. Nella nostra più totale indifferenza . A spese della biodiversità. Quanto mi piace quel cappello di cammello.  Si vede che sono troia ??  

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