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LA CAPANNA DELLO ZIO TOM

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Sabato presento l’ultimo libro di Furio Colombo Sabato alle ore 11 nel magnifico contesto della Casina Raffaello di villa borghese, nell’ambito della rassegna “Tutti i colori a confronto”, presenterò l’ultimo libro di Furio Colombo. Chi trovasse, abbandonato e mancante della copertina questo libro romanzo di Furio Colombo, si chiederebbe perché l’autore si sia rimesso a fare Dickens, coi suoi ragazzini macilenti esposti a feroci punizioni corporali, voglia rievocare le vicissitudini del povero Remy di “Senza famiglia” nella tana del signor Garofoli, abbia scopiazzato le vicende dei “boveri negri” dell’ormai insopportabile “Capanna dello zio Tom” o, peggio ancora, si sia ridotto a presentare come attuali le storie del profondo sud americano ai tempi di Wallace, in cui le “bovere negre, sì badrone” venivano sbattute giù dai trasporti pubblici. Evvia, caro Colombo, viviamo in altri tempi – per fortuna!

Il nostro lettore proverebbe però un moto di sorpresa se poi ritrovasse il libro completo di copertina e prefazione, vedesse che è intitolato “Contro la Lega” e non contiene storie inventate bensì un puntiglioso resoconto di episodi di razzismo e persecuzione perpetrati in vari comuni amministrati dal noto partito. In questo malauguratamente non-romanzo si racconta “una storia italiana, dove carabinieri e vigili urbani tra le due e le tre del mattino, terrorizzando i bambini” e dove a scuola i bambini sinti, anche se cittadini italiani, sono assegnati a classi separate e – come i bambini stranieri – restano a digiuno all’ora della mensa scolastica. Ma il libro parla di ogni genere di extra comunitari.

A Termoli i vigili urbani acciuffano un ambulante del Bangladesh, lo picchiano e lo rinchiudono nel portabagagli dell’auto di servizio. A Parma vigili urbani in borghese prendono Emanuel Bonsu, giovane nero che stava recandosi alla scuola serale, lo riempiono di botte e solo più tardi si accorgono che non spacciava affatto droga come avevano sospettato. Su un autobus di Varese un quattordicenne ordina a una coetanea con il velo di lasciargli il posto sull’autobus, la ragazza resiste, e lui e i suoi compagni la prendono a calci e a pugni. A Bergamo su un autobus una passeggera grida che le hanno rubato il cellulare, il controllore decide che il ladro non può essere che un ragazzo di colore, l’autobus viene fermato, il ragazzo spogliato nudo, il cellulare non viene fuori (evidentemente il ladro era un altro), ma gli trovano indosso settanta euro e il controllore sequestra la somma e la signora, grata, l’incassa come risarcimento. E’ curioso che gli italiani si stiano scandalizzando per quattro diamanti e due o tre diplomi a pagamento mentre da anni accettano che avvengano tutte queste cose, che il libro asciuttamente racconta.  

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