You are currently viewing LA FABBRICA DELLO SPETTACOLO

LA FABBRICA DELLO SPETTACOLO

  • Autore dell'articolo:
  • Commenti dell'articolo:0 Commenti

Il mondo dello spettacolo è una delle voci in attivo del nostro Paese. E’ un settore che tira, che assume, che investe. Per essere dei professionisti capaci bisogna conoscere le regole dell’economia aziendale altrimenti si rischia il fallimento. Senza una pianificazione attenta a tutti i vari aspetti è facile fare il passo falso. Per essere dei professionisti capaci bisogna conoscere le regole dell’economia aziendale altrimenti si rischia il fallimento. Senza una pianificazione attenta a tutti i vari aspetti è facile fare il passo falso. Lavorare nel mondo dello spettacolo non è solo lavorare come attori, ballerini, cantanti, presentatori, modelle, modelli, ma si può lavorare non è solo lavorare come attori, ballerini, cantanti, presentatori, modelle, modelli, ma si può lavorare dietro le quinte come regista ma anche come il direttore della fotografia, amministratore di compagnia, promoter, addetto stampa il tecnico del suono e delle luci, o l’esperto di computer grafica ed effetti speciali richiedono una profonda conoscenza del settore ed una buona formazione tecnica che si ottiene direttamente sul campo, presso le numerose scuole di cinema presenti in Italia e presso il DAMS, il Dipartimento di Arte, Musica e Spettacolo attivato presso alcune università italiane. Eppure, come è emerso nell’ambito del progetto Next, Regione Lombardia, A.G.I.S. Lombarda e Fondazione Cariplo che da poco hanno sostenuto l’elaborazione di un’indagine conoscitiva sui rapporti tra mercato del lavoro e spettacolo da vivo.

L’esigenza di questa indagine conoscitiva è sorta infatti dalla constatazione che il mondo dello spettacolo dal vivo ‐ nonostante la sua grande tradizione e la sua fondamentale importanza nel panorama culturale italiano ‐ è oggetto di scarse attenzioni da parte della legislazione del lavoro italiana e degli interpreti che a vario titolo si occupano di questa legislazione. Lavorare nel mondo dello spettacolo è il sogno di molti e non è detto che tutti vogliano calcare le scene, in tanti infatti, vorrebbero lavorare nel cosiddetto “dietro le quinte” di un concerto e allora, se scuole di musica e conservatori insegnano come suonare o cantare, sono invece pochissimi i corsi dedicati all’organizzazione e alla gestione di eventi. Le agenzie – in altre parole gli operatori del settore artistico che si occupano di ideare e organizzare festival, rassegne e tournée – non mancano e sono gli ultimi esponenti di un settore che ha già visto la disfatta della discografia. Le multinazionali della discografia e le etichette indipendenti sono state decimate dalla recessione (e non è solo colpa di internet e del peer to peer) ma è pur vero che se i dischi non si vendono quasi più è altrettanto vero che i concerti sono l’unica voce che ancora tira.

Sono infatti tante le aziende interessate a sponsorizzare eventi che garantiscono una visibilità invidiabile e un ritorno di immagine da un target (quello giovanile) che non è semplice catturare così come è ampio l’indotto coinvolto da eventi che attirano, spesso e volentieri, centinaia di migliaia di persone. Insomma il settore degli eventi musicali non se la passa proprio male.  Come si diventa o dove si impara il mestiere del manager di una agenzia?  Un ragazzo deve capire che un’ agenzia di concerti è una azienda e allora consiglio di iscriversi a Economia e Commercio o a Giurisprudenza.” Continua raccontando che era stato chiamato dalla Sapienza a tenere delle lezioni di un master in Comunicazione e Management e per qualche anno ha spiegato agli studenti come si gestisce un’agenzia ma poi gli impegni lo hanno costretto a rinunciare. Ribadisce che “una laurea in Economia aziendale può essere il modo giusto per entrare nel mondo del lavoro della musica dal vivo.  L’altra via per imparare a diventare un manager degli eventi musicali dal vivo è quella di entrare, con molta umiltà e abnegazione, come apprendista in una agenzia ma è pure vero che ci sono alcuni corsi del settore insegnano le regole del mestiere.

Arriviamo, purtroppo, all’attualità e affrontiamo la questione delle morti bianche che stanno, negli ultimi tempi, funestando il settore. Ricordiamo che in fase di allestimento tecnici impegnati a lavorare alla costruzione del palco di Jovanotti, Laura Pausino e Radiohead hanno perso la vita. Ma – da Woodstock ad oggi – questi sono solo gli ultimi di una serie purtroppo lunga di morti o feriti tra gli addetti ai lavori o tra il pubblico. Lo scorso 16 giugno a Toronto il tetto del palco del gruppo inglese è crollato uccidendo il tecnico Scott Johnson e ferendo altre tre persone. La data romana, prevista per il 30 giugno, che in sole 14 ore aveva visto il tutto esaurito è rimandata così come tutti gli altri concerti del tour estivo di Thom Yorke e company. Al momento dell’allestimento o dello smontaggio delle strutture la sicurezza è sempre più alta e i controlli, sempre più esasperanti da parte degli organi deposti, fanno parte di un’attenzione che non può mai scendere. Purtroppo non c’è differenza tra le morti bianche di un operaio di un cantiere edile e quelle di un tecnico della crew di una star del rock. La differenza la fa la risonanza della notizia che coinvolge un mondo che ha un’attenzione da parte dei media che non ha eguali.

Lascia un commento