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LA NOTTE DELLA DEMOCRAZIA

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La società italiana reca dentro di sé un corpo estraneo e letale, vale a dire una gran quantità di individui indifferenti alla vita democratica del Paese.. C’è uno spazio, quasi fisico, tra il sogno utopico di vivere in una società umana dove l’etica di vita non sia improntata sul vecchio ritornello homo homini lupus, e una società violenta e oligarchica dove la ragione ed il diritto appartengono sempre al più forte, che, in termini del terzo millennio, significa al più ricco. Ebbene questo spazio mentale è stato non solo colmato ma oltrepassato dal berlusconismo. Buona parte degli italiani è ormai convinta che solo la furbizia paga, che solo l’ipocrisia paghi, che solo inserendosi  in un sistema clientelare e nepotista paghi. Ed hanno ragione: prova ne sono la parentopoli  del comune di Roma esteso in ogni dove. Noi sappiamo che queste persone vivono perennemente in un tragico ‘bunga bunga’, dove chi offre meglio il culo e aderisce, più in fretta degli altri, a questo puttanaio, avrà almeno qualche osso da rosicchiare. La prostituzione della propria identità umana, e quindi del sé più profondo, è un fatto normale e auspicabile.

I migliori di loro non si ricordano neppure quando hanno iniziato ad accettare regole di vita e leggi invisibili che portano alla disumanizzazione della civiltà umana. Non si ricordano quando hanno iniziato la discesa negli inferi del tradimento di se stessi. Ma, forse, quando questi individui, che si sono fatti corrompere da questo andazzo generalizzato, quasi senza rendersene conto, hanno sussultato per l’ultima volta di fronte ad un’ingiustizia, qualcuno li ha convinti che non era niente. “Sò cose e niente” come diceva Edoardo De Filippo, e così per gradi sono diventati loro stessi “cose e niente”  entrando a far parte dell’inferno dell’irresponsabilità e dell’assenza, fino a trasformare in difetto la capacità di dire “no, io non ci sto”. Ci rendiamo conto che è stato molto difficile non accecarsi e non divenire complici di questo sistema di corruzione, soprattutto se tutti i santi giorni dell’anno, viene iniettata, attraverso  le televisioni,  la droga della mediocrità e del sotterfugio. Chi ha cominciato ad ingerire queste droghe pesanti poi non ne più potuto fare a meno.

Come un drogato assuefatto ha continuato a cercare la risata facile, lo spettacolo tutto culi e tette, gli intrattenimenti urlati, e anche la partita alla televisione e la fiction, unici momenti della sua vita nei quali si potrà identificare in un eroe. Poi, dopo questi lavacri catartici, ha continuare ad essere una nullità umana che parla e discute con altre nullità di niente . Loro ci parleranno di ‘realismo politico’ noi gli risponderemo che il ‘realismo politico’ se lo possono ficcare in quel posto e che non vogliamo più vivere accanto, come se niente fosse, ad un individuo complice di un tizio che vuole disumanizzare la società. Le separazioni sono dolorose ma ci faranno dire “io almeno ho fatto ciò che andava fatto”. Forse, poi, usciti per strada ci si troverà in pochi, ma ricordiamoci che in ogni epoca le rivoluzioni sono state sempre iniziate da quattro gatti con un’idea in testa e la ribellione nel cuore.

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