LA PAURA CORRE SUL… CORSO

LA PAURA CORRE SUL… CORSO

Più di 100 abruzzesi. 10 teramani. Sono infetti sicuro. Bisogna abbatterli senza indugio. E ora che succederà ? Basteranno gli scongiuri ? Il malocchio ? Se diamo fuoco al ristorante cinese potremo ancora salvarci o è tardi ? Ma che davvero la figlia del cinese la lasciano ancora entrare a scuola ? E sto sindaco perché lascia al mercato quelli con gli occhi a mandorla ?Stokà che vado a comprà dagli infetti, e al ristorante poi manco lontano ? Ma potrò un giorno tornare a degustare il saschimi di tonno giapponese ? Il virus può nascondersi nel Makizushi ? Da dove vengono quei tipi che fanno gli Oshizushi ? Sul corso qualcuno gira già con la mascherina. Sono i più fregni. Quelli che a loro non gliela si fa ? E non è per l’inquinamento che rende l’aria irrespirabile. No! Era da tempo che sentivano l’aria irrespirabile per colpa degli stranieri, e finalmente hanno la scusa per mettersi la mascherina. La puzza la sentivano già prima. Ma ora c’è anche il virus. Ha ragione chi dice che vanno sterminati tutti questi infettati. 

La Durso che dice ? Sentiamo se alla pupa e secchione ci dicono cosa fare. Più di 100 abruzzesi. 10 teramani si trovano sulla nave. Sono infetti sicuro. Bisogna allontanare la nave degli appestati, dargli fuoco. Che nessuno sopravviva. Poi , dopo il napalm, affondatela a largo. Sulla nave “Costa” ferma a Civitavecchia ci sono anche 2 cinesi influenzati. Lo studente teatino che vive a Wuhan,, anche se non risulta infetto, comunque  va sottoposto a quarantena in gabbia di vetro, priva di aria. L’Istituto superiore di sanità scrive che l’Abruzzo è la regione più colpita dalla influenza, il 19% della popolazione è malata. Ecco il virus è tra noi. In effetti un virus è presente tra noi. E’ quello della paura. Sarà che ci sentiamo completamente impotenti, non abbiamo alcuna possibilità di intervenire e questa impotenza genera, di nuovo, un accumulo di emozioni, suscitando paura.

La paura del contagio è molto forte, e la paura si sta trasformando in intolleranza. Ormai se ne sentono di tutti i colori, ormai l’ignoranza prende tutti in tutta Italia, nelle grandi città ma anche nei piccoli centri. C’è chi non vuole più far entrare i cinesi nei propri ristoranti, nei propri supermercati ed in ogni tipo di attività. In Italia è il caos, si stanno venendo a creare dei veri e propri fenomeni di episodi di intolleranza verso la popolazione asiatica, e addirittura si vanno a mettere in discussione anche se si è concittadini. Ormai sconvolge tutti, c’è il panico sul rischio di essere contagiati, anche se gli studi scientifici hanno confermato che si tratta di epidemia e non di pandemia e che di conseguenza porta ad escludere la diffusione del virus su scala mondiale come purtroppo si sta dicendo sui social. Ancora una volta, a combattere un virus conosciuto-sconosciuto. Conosciuto perchè con i virus siamo ormai abituati a convivere fin dalla nascita e sconosciuto perchè ci viene presentato come imprendibile e soprattutto perchè si propaga per via aerea e quindi ancora più subdolo. 

Un episodio molto grave è accaduto a Pescara: una ristoratrice ha vietato l’entrata nel suo ristorante di un gruppo di cinesi dicendo che la sua scelta di non farli entrare è si per proteggere sé stessa ma anche gli altri clienti del ristorante. Così alta è la psicosi anche da noi che c’è un dato che conferma questo: è record nella vendita di mascherine. Addirittura alcune farmacie sono state prese d’assalto. Mancano le scorte. Le aziende stanno avendo difficoltà a produrle e rifornire i commercianti di questo articolo. Mentre chi ne avrebbe realmente bisogno, in Cina, rimane senza. Intanto chiudono tutti i principali store, Ikea,  Starbucks, Mc Donald, chiudono Toyota, Google e Tesla. Tutto questa anche perché tutti sanno quello che la Cina non dice: le vittime sono almeno 2000 (non 150) e le persone infettate sono circa 30.000 (e non 7000).Quello che mi sento di dire è che in parte condivido le paure da parte di tutti, ma raccomando anche di non esagerare con delle decisioni affrettate in merito.

Il giocatore 13enne di calcio a cui viene augurato di prendere il virus, la studentessa sul treno che riceve sputi e così via. Il dramma del coronavirus preoccupa le persone di origine cinese come italiani e tutti, ma ciò non giustifica intolleranza e violenza di ogni sorta. Il capodanno cinese rovinato. Il mondo con il fiato sospeso. Le borse – non solo asiatiche – perdono decine di miliardi di dollari. Il coronavirus ha già fatto moltissime vittime, oltre ai morti accertati. Ma è lui o siamo noi ad aver provocato tanti disastri? Per inciso, il professor Oxford, virologo e docente della Queen Mary School of Medicine, una delle massime autorità in campo di virus influenzali, ha altresì detto che non vede particolari ragioni di allarme nei paesi europei. Di conseguenza, scappare di fronte a chiunque abbia gli occhi a mandorla, dai venditori di accendini ai gestori delle rosticcerie, è un atto inutile (e volgare).Shakespeare direbbe: tanto rumore per nulla. E noi, più modestamente, concludiamo che i media sono gli untori (virtuali) del XXI secolo. 

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