La speranza ha questi colori

La speranza ha questi colori

Gran parte dei paesi in via di sviluppo stanno imitando i paesi più ricchi introducendo le restrizioni agli spostamenti, ma non possono seguire del tutto la loro strategia: i loro sistemi sanitari non ne hanno le capacità. Non ci sono ventilatori polmonari, e se anche i paesi più ricchi regalassero migliaia di ventilatori ai paesi più poveri, il problema non sarebbe risolto: per usare queste macchine servono medici con una formazione adeguata. E in generale nei paesi poveri mancano medici. Per queste ragioni,  sono sempre di più gli economisti e gli esperti di politica internazionale che sostengono che i governi dei paesi in via di sviluppo non dovrebbero imitare le strategie dei paesi ricchi per affrontare la pandemia di COVID-19. Le restrizioni sono consigliate dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ma è una raccomandazione che non tiene conto delle situazioni socio-economiche dei singoli paesi.

linea di pensiero è che i paesi  più poveri  dovrebbero imporre dei coprifuoco, piuttosto che dei divieti totali sugli spostamenti. Come stanno facendo in Africa. L’obiettivo è comunque quello di limitare la diffusione dei contagi: è l’unico modo di proteggere la popolazione in assenza di sistemi sanitari in grado di curarla. Prendere tempo resta la cosa da fare: non nell’attesa che gli ospedali si attrezzino, come nei paesi con maggiori possibilità, ma nell’attesa che quei paesi sviluppino cure migliori e che le producano in grande quantità. La cosa migliore, secondo gli esperti, sarebbero comunque dei grossi aiuti finanziari da parte dei paesi ricchi. Finora l’iniziativa più rilevante in questo senso è stata la decisione dei membri del G20 (19 tra i paesi più industrializzati del mondo e l’Unione Europea) di sospendere temporaneamente il pagamento del debito dei paesi più poveri, dal primo maggio alla fine del 2020. Ma non sarà sufficiente: servono fondi per l’acquisto di mascherine e altri dispositivi di protezione per i medici, strumenti per organizzare la quarantena per i malati, medicinali e vaccini, quando ci saranno, oltre a risorse alimentari per chi sarà più colpito dalla crisi economica. In questo momento di difficoltà generale è difficile immaginare che i paesi ricchi possano aiutare quelli in via di sviluppo meglio che in passato.

In questa situazione però sarebbe molto importante anche per i loro interessi: se il coronavirus diventerà endemico nei paesi che non saranno in grado di eradicarlo, potrebbe continuare a circolare nel mondo più a lungo. Basterà questo egoismo per convincerci ad alzare una mano per aiutarli ?

Lascia un commento