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L’EREMITA È SEMPRE PIÙ SOLO

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Ovvio che chi fa politica per fare affari, e chi fa affari attraverso la politica, non può capire. E’ ovvio che i malandrini che creano, si intrufolano nei reticoli corruttivi operanti a cavallo tra politica ed economia locale, non possono capire. Oltre a qualche  politico indecente e qualche imprenditore pezzente, spicca anche in Abruzzo il moltiplicarsi degli intermediari: consulenti, professionisti, cosiddetti “esperti”, spesso provenienti dalla sfera privata con le loro “consulenze”. Nel disinteresse di una opinione pubblica, che guarda altrove, ogni cosa diviene un potenziale capitale da mettere a reddito.

Lavori pubblici, piccole opere, riabilitazioni urbanistiche, servizi pubblici, l’assistenza, gli appalti in genere, anche in Abruzzo sono divenuti opportunità di profitto. “Addetti”, in quanto lecchini che vivono in ginocchio davanti al potente di turno, negoziano, fanno affari alla luce del giorno. Si sono sviluppate così, soprattutto a L’Aquila e Pescara, imprese politico-economiche, infra e transpartitiche, che, coinvolgendo personaggetti senza scrupoli reinventati come manager, disinvoltamente, e sinergicamente, si muovono sui terreni del profitto. E quando serve del voto. Ci sono merde ovunque. Ma non sono tutti corrotti e privi di valori. Ci sono anche persone che credono nei valori non negoziabili. Certo, non tutti. Ma ci sono.  Per questo gli amici dell’Eremita – l’uomo che vive lontano dalla politica … e che con 200mila euro l’anno (lordi) forse potrà addobbare la “caverna” apolitica dove vive – hanno paura a contarsi in Consiglio Regionale.

Succede così che le poltrone che hanno unito il centrodestra, sono anche quelle che ora lo spaccano. Come abbiamo scritto più volte nella nostra rubrica quella di Gatti alla Corte dei Conti era una nomina complicata. Ma la novità importante è che ieri in Regione lo ha ufficializzato  anche la Lega con un durissimo dietrofront. Dunque sono veramente contro ? Dunque metteranno veramente in difficoltà il Presidente Sospiri ? Forse obbligheranno veramente il presidente del Consiglio regionale a prenderne atto, e a sottoporre la decisine della nomina al Consiglio regionale, come avevano chiesto le opposizioni sin dall’inizio. Forse no. Però ieri mattina, nella riunione della capigruppo, la spaccatura è emersa in tutta la sua virulenza. Pare che un esponente importante della Lega si sia lasciato andare ad una espressione alla Brignano, esclamando a gran voce  “…mò va beh che va beh, ma mica davero davero…” come a dire che a tutto c’è un limite, anche nella gestione del potere e nel gioco delle regole. Ed in effetti nella Lega non tutti hanno dimenticato i valori fondanti di questo movimento nato da un cappio in parlamento, non tutti hanno dimenticato le battaglie contro “i ladroni”, non tutti hanno cancellato il Dna, non tutti sono in vendita. Poi è andata come è andata . Ma c’è ancora chi crede anche nella politica, magari poco, come bene comune, come servizio.

C’è chi crede nei valori. Magari poco. Molti consiglieri già all’ufficializzazione della designazione avevano chiesto al Presidente la revoca della nomina di Gatti a consigliere della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti. Qualcuno aveva addotto ragioni di evidente inopportunità politica della decisione di Sospiri, molti avevano evidenziato anomalie nella prassi seguita per la scelta. Alla luce del dietrofront chiesto ieri dal gruppo principale,  è evidente che la maggioranza ha un serio problema che rende ingovernabile la Regione, che da ormai un anno ha un esecutivo lento, pasticcione, incapace di individuare priorità per i cittadini e per l’economia abruzzese. Anche fuori dal consiglio si chiede a Sospiri di tornare subito sui passi fatti e riportare la nomina in Consiglio, con un diverso  iter di valutazione e decisone. Noi facciamo una proposta chiara, semplice.

I 200.000 euro all’anno (lordi) previsti dall’incarico – oggi per noi  inutile e doppione – di consigliere della Corte dei Conti che Sospiri vuole assegnare al dott. Paolo Gatti (già ricco, bello, sano… già fortunato nella vita che sta già apposto alla grandissima così e io ne sono felice per lui , che ha anche sofferto) per ragioni che tutti i lettori intuiscono, assegniamoli a progetti della comunità o a un progetto per l’Abruzzo e non per sostenere una nomina. Diamo i 200 mila euro a 20 famiglie con portatori di handicap. Diamoli a 4 progetti di interesse sociale. Diamoli a 4 mense per i poveri che fanno tanta fatica. Non si può pretendere di governare la massima istituzione regionale pensando solo alle poltrone da sistemare. E’ arrivato il momento di governare e di farlo nel migliore dei modi possibile.

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