Lettera aperta al direttore generale Maurizio “Custer” Di Giosia

Lettera aperta al direttore generale Maurizio “Custer” Di Giosia

Caro direttore, le potrà essere simpatico o meno, potrà apparirle arrogante e smargiasso, ma George Custer non era uno sprovveduto. Il giorno della della fatidica battaglia lungo il Little Big horn “lunghi capelli” aveva molte battaglia sulle spalle. Forse l’aveva presa un po’ alla leggera il comandare il 7° cavallegeri; forse l’aveva presa sottogamba questa battaglia contro i Cheyenne. Del resto, sebbene tutti lo chiamassero “generale” in realtà era solo un tenente. E alla fine i suoi errori gli costarono caro. Caro direttore che si appresta alla sua difficile battaglia, assediato, in piedi ma in difficoltà, sparando le sue cartucce ma sempre dovendo chiedere e con la paura degli indiani che attendono l’errore, mi permetta di raccontarle questa storia di un paziente , molto paziente, che Lei conosce ,ma il cui nome qui ha poca importanza e per questo ne facciamo a meno.

Questo paziente nel dicembre 2015 viene ricoverato nel reparto di cardio chirurgia dell’ospedale di Teramo. Uno staff fantastico guidato da Marco Di Eusanio gli salva la vita. Parte una lunga trafila di controlli, terapie, adeguamenti terapeutici, controlli. Tempi sempre troppo lunghi, ma sempre di eccellenti. L’onestà impone di dire soltanto grazie. Poi il covid. Sorvoliamo su ciò che è accaduto e veniamo a oggi. Questo suo paziente che aveva delle impegnative di settembre 2019 per delle visite di controllo , una visita ai tronchi e una cardiologica sotto sforzo, si vede fissare le visite a luglio 2020. E va bene. Ora entrambe le visite sono state spostate. E va bene. Non è colpa di nessuno. Certo questo paziente non è l’unico. Il consigliere regionale Paolucci – che a suo modo è un tecnico de facto – mi dice che sono 40mila le visite in lista di attesa. E’ un “monstre”. In queste condizioni non si recupereranno mai 40mila visite.

Il consigliere Cipoletti – che è un tecnico eccellente – dice che Lei si sottrae al confronto chiesto dai delegati dei cittadini . Che vogliamo fare ? Come la pensa ? Che devo dire a questo paziente ? Quando farà le visite di controllo che per un cardio operato non sono routìne ? Che vuol dire ai cittadini ? O meglio, vuol dire qualcosa ai cittadini che non hanno i soldi per pagare le visite ? E’ possibile sperare o ci consiglia di trovare un amico in paradiso per poter fare ognuno la visita che aspetta ? La sanità pubblica esiste ancora ? Ora sappiamo che L’Abruzzo ha deliberato il proprio Piano sanitario per le liste d’attesa in ritardo rispetto a quanto richiesto. E va bene. Ora sappiamo che fino a ora è stato fatto poco o nulla per attuarlo. Tutte le cifre sono a disposizione della Giunta regionale che, finora, non sembrano aver garantito le risposte di cui i cittadini hanno urgente bisogno. E va bene. Eppure sono state stanziate risorse per 6 milioni di euro di fondi regionali e non è poco. Sappiamo che le infinite liste d’attesa sono sull’intero territorio regionale e non solo a Teramo. Che il superamento di tutte le criticità è ben lontano dall’essere ottenuto, ed è anche doveroso ricordare che gli impegni assunti in tal senso dai Direttori Generali delle singole Asl Sappiamo che sono uno dei maggiori punti di criticità del sistema sanitario abruzzese.

Sappiamo che i tempi sono talmente lunghi che, per diverse tipologie di esame, non è neppure possibile fare una prenotazione. Sappiamo che abbiamo casi di visite identificate come urgenti e per le quali, da normativa, non si dovrebbe far aspettare il paziente più di 72 ore, fissate anche tre o quattro mesi di distanza. E va bene. Però, caro direttore, sappiamo anche che nessuno da indicazioni, nessuno spiega ciò che sta facendo, nessuno dice come se ne uscirà. Peggio delle autostrade A14, ed è tutto dire. Ma soprattutto caro Direttore sappiamo che a distanza ormai di mesi dal picco dell’emergenza Covid, non esistono più scuse per nascondersi di fronte a un’inefficienza che emerge davanti alle richieste dei cittadini.

Caro direttore, posso chiederLe come si intenda risolvere, una volta per tutte, le difficoltà rimaste nel sistema delle liste d’attesa e su chi dovrà rispondere delle eventuali irregolarità riscontrate. Una cosa è certa: non si possono lasciare i cittadini ad aspettare 18 mesi per fare un esame e 5 mesi per un esame catalogato come urgente, e non si deve mettere a repentaglio la salute degli abruzzesi. Chiedo per un amico. E per i cittadini. Mi faccia una cortesia personale, mi dia una risposta così mi evita di doverle scrivere nuovamente . Che sono in ferie. Dunque , al piacere di leggerLa.

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