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LETTERATURA, FILOSOFIA, IDEE, CINEMA:

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Il miracolo del Salone del libro si è compiuto anche quest’anno.  Tutto esaurito al festival della filosofia dove per tre giorni la “natura” ha fatto riflettere e trasformato tre città di Modena, Carpi, Sassuolo  che si  sono riempite di giovani, studenti, stranieri e cittadini di ogni età  per un totale che raggiunge – e molto probabilmente supera – le 170 mila presenze. Tutto esaurito alla Fortezza Firmafede di Sarzana per l’ottava edizione del Festival della Mente, che anche quest’anno, nonostante gli imprevisti meteorologici, ha registrato il tutto esaurito agli ottantaquattro appuntamenti del programma. Già tutto esaurito per l’imminente festival del cinema di Roma con decine di seminari, incontri e proiezioni dove non si trova più un buco. Sembra che la gente cerchi i valori e le parole che contano. Mi piace crederci. Mi piace credere che 100mila giovani marciano sotto il sole da Perugia ad Assisi perché credono nella possibilità della pace e della giustizia e di un mondo diverso, più giusto per tutti. Mi piace credere che centinaia di migliaia di giovani non siano omologati a questo mondo di ladri, puttane, scontenti, violenti, impotenti. Mi piace credere che il miracolo di questi festival  è nella prevalenza della parola, la continuità di un incontro, lo sguardo in prospettiva.

Sono certo che il miracolo sia nella folla, indistinta, multipopolare e anche un po’ multietnica diversa da quegli insiemi elitari – per quanto vasti – che affollano  i salotti  alla moda, tanta gente che  fa la coda per ascoltare i big del firmamento cultural-mediatico . Miracolo sono le montagne di carta organizzate in fogli di carta stampata che contengono idee, emozioni, passioni, mondi e che forse hanno un futuro o forse si trasformeranno in entità digitali . Sul futuro il dibattito è aperto:  forse il cuore della conoscenza resterà su carta, oppure diventerà elettronica. L’unica cosa certa è che la gente ha voglia di ascoltare parole che sappiano parlare al cuore e alla ragione. Come fare? Come dare continuità? Come trasferire questi bisogni nei contesti più culturalmente periferici? Come portare questa volontà nel cuore di una comunità bombardata da altri messaggi distruttivi? Come proporre contributi che non si trovano altrove, né in altri eventi culturali, né sui libri, né sui giornali, interventi creati su misura dagli autori, contributi e spunti di riflessione originali e unici legati quasi magicamente con l’attualità. Come creare un Festival a misura d’uomo dove contatto con il pubblico non finisca con l’evento o con la relazione ma prosegua anche nella piazza, o al bar, un evento che si trasformi in una partecipazione corale all’evento. Idee cercasi. Volontari per realizzarle ce ne sono.   

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