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NASCE IL NUOVO MENSILE “E”… E CI SCRIVO ANCH’IO

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Le prove generali, come si dice in gergo giornalistico il numero 0, sono finite. E il 6 aprile uscirà il numero 1 del mensile ” E”  testata che riprende il simbolo di Emergency: 128 pagine, prima tiratura 250mila copie, vendita in edicola a 4 euro. Direttore, Gianni Mura. Editore, Gino Strada. “E”  sarà bello e utile. Una scommessa bella con elegante scrittura, in una cornice etica e civile. Un misto di sentimenti in cui prevale l’indignazione Sarà a colori, ricco di foto, elegante nella grafica, con articoli spesso lunghi, molto più di quelli a cui i giornali hanno ormai abituato i lettori negli ultimi anni. E sarà scritto bene, elegante e arioso. Cercherà piccole e grandi storie vere, esemplari, ma non necessariamente deamicisiane: nel primo numero ad esempio c’è una ragazza palestinese che legge il Corano in carcere a Padova, un romano che ripara computer e li regala, un operaio che lavorava all’Ilva di Taranto e ha messo in piedi un comitato, un prete emiliano che ospita chi ha bisogno a casa sua, e così via. Ma si parla anche di temi come la privatizzazione dell’acqua, le condizioni di lavoro in Cina, c’è un reportage dal Nord Africa fatto prima che scoppiasse la protesta.

I ribelli di una volta come Rimbaud e Ho Chi Minh. E ancora, rubriche sulla violenze sulle donne in ambito familiare, dei morti sul lavoro, dei caduti in guerre, quelle dimenticate e quelle nascoste. E poi una lunga intervista a qualcuno che abbia qualcosa da dire – in questo primo numero è Mariangela Melato Insomma, faremo politica senza occuparci di politica in senso stretto. Perché in questo paese succedono cose drammatiche e disgustose, si è abbandonata una cultura della civiltà che secondo me passa anche dall’informazione. E siccome in un paese governato da un premier sporcaccione e da una classe politica alla sua altezza  morale, una classe politica marcia, corrotta dal denaro e dal potere, una casta che si autoperpetua  in giro c’è un’informazione malata, mi è sembrato giusto e doveroso fare qualcosa. Mi affascina l’idea di provare a fare un giornalismo molto diverso da quello attuale che – con poche eccezioni – mi piace poco perché è frenetico, superficiale, prigioniero della grafica, sciatto, poco etico. Ci saranno Claudio Bisio  e Lella Costa, che cureranno la posta, Neri Marcorè che scriverà di libri,  Gino & Michele, Enrico Bertolino, e più avanti Vinicio Capossela, Ligabue, Jovanotti, Moni Ovadia, Erri De Luca, Piero Colaprico, Antonio Tabucchi. Per  vedere se in  questo Paese si può tentare qualcosa di diverso. Per questo ci sarò anch’io.

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