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NO 5 G NO PARTY, TERAMO SCEGLIE LA PREISTORIA

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“La clava, per cortesia datemi la clava che vado a caccia”grida un Sindaco indemoniato. La Falini, con una micro gonnellina di leopardo lo insegue pronta a cacciare con lui, e in questa nuova vestealmeno le gambe sono un bel vedere. Il presidente Melarangelo subito si mette ad organizzare una mostra all’ipogeo “dal paleolitico fino all’età del bronzo”.Filipponi, che nella preistoria già ci vive, e si vede dalle scelte sonnolente del capodanno prossimo venturo, più adatte ad un festival cult che ad una rassegna popolare, promette che porterà il Brontosauro rex in piazza martiri insieme ai cantanti che hanno fermato la tournè per venire al palasport (è lo ha detto veramente). Giustamente non ha precisato che il brontosauro è quello di plastica preso da paganico a 100 euro. Gli piace tanto pagare tuttomolto di più, tanto i soldi mica sono i suoi. Ai signori preistorici sfugge che all’università di Osaka sono già arrivati ad una trasmissione dati di 30 giga secondo senza errori, il che apre alla tecnologia di rete cellulare di prossima generazione 6 G. Ma il Comune di Teramo dice di no al 5 G in città.

Ovviamente è uno scherzo, una decisione che non vale nulla, perché quando il 5 G sarà attivo in Italia le compagnie non ci salteranno come a pangotto, e chi avrà i nuovi Iphone,Huaweie Samsungavvertirà un certo giramento de palotas se non potrà usarlo in città. La tecnologia non si ferma. I dati wireless sono molto richiesti enon solo i telefoni cellulari hanno bisogno di alte velocità per lo streaming video, ma tante persone che ci fanno affidamento per il lavoro oltre ai servizi utili per la popolazione. Vero che l’esposizione all’inquinamento elettromagnetico ci riguarda tutti. Vero cheè doveroso avere sufficienti dati scientifici, indipendenti da legami con l’industria, che dimostrino gli effetti delle radiofrequenze, e quindi avere la consapevolezza del potenziale pericolo per la salute dell’uomo.  Ma vietare su tutto il territorio comunalel’installazione  e la sperimentazione delle frequenze di ultima generazione, che permetterannodomani una velocità di passaggio dati oggi impossibile,è completamente inutile.

I preistorici – che non hanno mai seguito una mia lezione sulla propagazione del suono in un impianto di amplificazione audio luci –  ignorano che l’architettura della nuova rete 5G funziona come l’impianto audio di uno stadio o di Campovolo, o di Modena park, caratterizzata da una “densificazione” di impianti, a diverse frequenze, per rispondere alle varie esigenze di connettività e, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non comporterà un aumento di emissioni elettromagnetiche, anzi al contrario, una “densificazione” , una proliferazione di impianti vorrà dire un’emissione più bassa da parte di ciascuna antenna per coprire la medesima area, portando ad una distribuzione dell’energia più uniforme e senza picchi di emissione nelle zone in prossimità delle antenne,tipico delle archittetturemacrocellulari attuali a 4 G. Va poi considerato che, la nuova tecnologia 5G sarà basata su antenne adattative. Questo nuovo approccio sarà caratterizzato non più da una emissione costante di potenza in tutte le direzioni, ma da una emissione “adattativa” in base al numero di utenze da servire. E comunque tutte le reti 5G dovranno comunque rispettare i limiti in vigore, attuali e futuri, e nessuna norma di legge potrà porre le basi per dare il via ad una tecnologia manifestamente nociva per la salute umana – sarebbe incostituzionale (art.32 Cost: “la Repubblica tutela la salute come diritto dell’individuo e interesse della collettività”).

Infine va detto che il 5G è la tecnologia di rete mobile che si prepara inevitabilmente a superare l’attuale 4G LTE. Il futuro non si ferma. Al momento è già in fase sperimentale in alcune città (Roma, Milano, Torino, Bologna e Napoli)e la rivoluzione 5 G dovrebbe essere lanciata sul mercato italiano a partire dal giugno 2020. Con o senza Teramo. Perché, per chi non lo sapesse, la “quinta generazione”, sarà la tecnologia di connessione che utilizzeranno TUTTI i nostri smartphone, ma anche e soprattutto i tanti di oggetti connessi (Internet) intorno a noi, destinati a essere sempre più numerosi (tv, elettrodomestici, allarmi, auto, semafori, lampioni, orologi). Una delle caratteristiche principali di questa rete è, infatti, proprio quella di permettere molte più connessioni in contemporanea, con alta velocità e tempi di risposta molto rapidi.Non si trattadella semplice evoluzione dell’attuale rete 4G, perché ha caratteristiche tecniche completamente diverse, non solo per la quantità di banda più ampia e per la velocità; si tratta proprio di un modo diverso di gestire le comunicazioni e la copertura, con frequenze, antenne ditrasmissione dei datidifferenti rispetto al passato.

Rispetto alle precedenti tecnologie, permette maggiore velocità di trasmissione, tempi di risposta più rapidi e la possibilità di gestire un numero molto superiore di connessioni in contemporanea. Si potrebbe scaricare un video in una ventina di secondi, contro gli attuali 4 minuti.Il fatto che gran parte del lavoro, nelle reti 5G, sia fatto dal sistema di antenne e non dall’hardware dello smartphone, potrebbe anche comportare un notevole risparmio energetico, con una maggiore durata delle batterie dei device.I veri cambiamenti per le persone, però, non saranno solo relativi alla velocità e alle prestazioni dei loro dispositivi, saranno legati soprattutto ai potenziali nuovi servizi possibili. Siete sicuri che i cittadini di  Teramo vogliono essere privati di questi servizi e accontentarsi sempre e solo delle luci con le scritte di Ivan Graziani copiate da Bologna o il trenino con il mercatino dolomitico che invece di vendere delle prelibatezze caratteristiche nordiche propongono prodotti che mi fanno dubitare sull’afflusso turistico in città.  

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