NO AL CONTRATTO RICATTO…OGGI FIAT DOMANI A TE

NO AL CONTRATTO RICATTO…OGGI FIAT DOMANI A TE

Chi oggi, anche in buona fede, difende il contratto – ricatto imposto da Marchionne, crede che il cedimento sia accettabile come un compromesso temporaneo, dovuto alla crisi in atto e ai vincoli della competizione mondiale. E’ un gravissimo errore. Questa idea fa parte di una campagna pubblicitaria che punta a far arretrare ulteriormente i rapporti tra capitalisti elavoratori con un argomento puramente propagandistico: oggi occorre tirare la cinghia per poter ritornare allo splendore di prima. E’ una menzogna. Il moderatismo politico non è oggi una scelta di prudenza, di politica dei piccoli passi. È piuttosto un galleggiamento sull’esistente. Ma l’esistente, dominato oggi da forze predatorie, non rimane fermo, tanto meno procede verso il meglio. Si indietreggia lentamente sul terreno sociale, dei diritti, della democrazia. Oggi tocca ai lavoratori della Fiat. Domani toccherà ad altri lavoratori ricattati.

La politica moderata del centro-sinistra, che ha attuato – non diversamente dal centro-destra – le ricette neoliberiste, non è minimamente servita a difendere i lavoratori, anzi li ha ulteriormente impoveriti. Non ha ottenuto maggiori investimenti da parte delle imprese, ha contribuito a fare arretrare il paese nel suo complesso. Continuare su questa linea fallimentare, con l’idea di «uscire dalla crisi» costituirà una sciagura di portata incalcolabile per tutta la società italiana. La «crisi» di questi anni è il risultato di un gigantesco saccheggio di reddito che il capitale ha compiuto in una fase storica di debolezza de i lavoratori. Perciò dal presente non si esce se non attraverso una altrettanto gigantesca opera di redistribuzione della ricchezza.

Un compito di ampia portata, ne siamo consapevoli. Ma bisognerebbe innanzitutto incominciare a dichiararlo. Poi predisporre le forze. Perché oggi, per essere all’altezza delle sfide, bisogna mettere in piedi un ampio fronte.

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