You are currently viewing “NOI SIAMO LA TERAMO CALCIO”

“NOI SIAMO LA TERAMO CALCIO”

  • Autore dell'articolo:
  • Commenti dell'articolo:0 Commenti

“Noi siamo la Teramo calcio” è lo slogan più scandito da un gruppetto di giovani tifosi. Veramente pochi. Tutti tifosi del Teramo Calcio che, ieri pomeriggio, hanno stazionato sotto il Comune, e atteso fiduciosi la fumata bianca che alla fine ci sarà perché la telenovela fino ad oggi è servita solo per aggiustare le proprie posizioni davanti al notaio. All’incontro si sono presentati puntuali, alle 17,30 sia Franco Iachini che il gestore dello stadio Bonolis Sabatino Cantagalli.

Il primo cittadino vuole mediare e trovare una soluzione positiva per la vicenda “cessione delle quote della Teramo calcio”, alla luce anche dell’attacco sferrato all’incolpevole primo cittadino da Campitelli durante la conferenza stampa che si è tenuta ieri. “Noi siamo la Teramo calcio” gridava il manipolo sparuto di ragazzi. Ma in realtà non è e non può essere questa la Teramo calcio. Con i suoi campioni noti e meno noti, i suoi tifosi storici, le vittorie, le sconfitte, le promozioni, le delusioni, i risultati, le soddisfazioni, i successi. Errori ce ne sono stati. Ma chi non ne fa ? Solo chi non fa non sbaglia. Oggi Campitelli non è amato. Lo si avverte dai commenti anche duri. A difenderlo sono in pochi anche quando ci si trova davanti ad una realtà non alienabile: senza di lui non si sarebbe stato calcio professionistico a Teramo. Calcio anche di buon livello. Tanti, troppi, soldi spesi. Eppure proprio oggi io gli dico “Grazie” come ieri lo dicevo a Romy. Grazie a Campitelli per quello che ha dato e non solo in termini economici. Grazie a tutti quelli che fanno qualcosa per questa città.

La nostra città. Ma ha ragione Campitelli quando dice che “ se i tifosi non sono dalla tua parte il mio è un ruolo che non puoi svolgere”. Un capoultrà grida “Ci sono cento anni di storia che vanno rispettati” ed ha perfettamente ragione. “Crucifige crucifige” grida un tipo un sovrappeso. “Campitelli è nu strunz” gli fa eco uno un pò tanto alticcio. “Cantagà piantaci le patate noi jam a Pescara a jucà” grida il più giovane e feroce. “Mo chi è su Iachino di chi è lu fije…sarà lu fije di Iacchetti” grida il più vecchio. “Sono sicura che alla fine tutto si risolverà” dice la lupacchiotta Giulia De Iuliis, figlia di un grande teramano, grandissimo e amatissimo uomo e super tifoso. Schiamazzi, qualche urla, troppa birra. Ma tutto in forma composta.

Tutto questo mi ricorda un’altra storia, lontana e attuale. Maledetta memoria da elefante. Nell’inverno del 2009 proposi al Comune di Mosciano di installare una tenda modulabile, da 300 a 3040 posti, nella loro area industriale. Era il “Gran Teatro” di Roma che aveva necessità di spostarsi da Tor di Quinto. Avrebbe portato lavoro, servizi, e una positiva influenza in tutta l’area. Visto che nessun amministratore dava seguito – come del resto nessuno ha dato seguito alla mia proposta p.e.c. del settembre 2019 per la gestione del Pala Scapriano che prevedeva la cessione gratuita di tutte le serate necessarie alle squadre teramane per lo svolgimento del campionato di basket – mi interessai per la gestione dello Stadio di Teramo. Ricordo, ai più che forse non lo ricordano, che erano gli anni di “Stadio e Stelle” con bei nomi della musica leggera italiana che – magari sporadicamente – però passavano per Teramo. Soprattutto senza i soldi che dovevano essere usati per il terremoto e non per farsi i selfie. Devo dire onestamente che Cantagalli fu sempre gentile, disponibile, collaborativo, offrendo anche la possibilità di fare cose insieme. Nonostante la gestione fosse, allora, ancora molto lunga. Ma Brucchi non mi amava, e non era il solo. Forse Cantagalli credeva che organizzare un concerto, senza perdere soldi, fosse facile. Forse qualcuno pensava che bastasse alzare un telefono per avere gli artisti che hanno 20 date e 100 richieste. Come fu non ricordo, comunque fui io a orientarmi altrove. Per fortuna. Non mi feci travolgere dall’amore per la città. E feci bene. Ma il Lupo non perde il vizio. E l’orecchio rimase teso. Per cui, ricordo, che da li a pochi mesi fu Campitelli a farsi avanti. “Sono pronto ad acquistare lo stadio” disse a “Il Centro”. Era fine 2010. E disse ancora: “Sono molto contento perché Cantagalli ha dimostrato di essere una persona intelligente . Ne avevamo parlato già l’anno scorso e ad agosto”.

Ricordo che il sindaco Maurizio Brucchi si disse pronto a “riscrivere la convenzione per la gestione dell’impianto”. Come è finita, come siamo arrivati fino ad oggi, quanto amore, dolore, rabbia, speranza, passione ci sia ancora dietro la bandiera bianco rossa è negli slogan dei ragazzi della curva che gridavano “Noi siamo la Teramo calcio” . Io penso che Cantagalli alla fine cederà lo stadio, ma alle sue condizioni. Penso che Iachini, genio assoluto, che non punta sulla simpatia ma del resto non fa il comico, potrebbe comprare benissimo anche con Cantagalli ma preferisce la solitudine, tutto qui. Penso che Campitelli potrebbe essere un ottimo vice presidente e consigliori, con la sua esperienza e il suo amore. Ma soprattutto spero che nel Teramo entrino un gruppo di imprenditori per bene, (no i camorristi e gli imbroglioni) guidati dall’ottimo Luigi Di Battista che potrebbero supportare Iachini, con dietro e a fianco, questo nuovo Presidente. E altri imprenditori e tifosi che, in questa situazione “forte” , in grado di dare garanzie di continuità e di risultati, potrebbero entrare. Lo spero. Solo così potrà volare ancora in alto il grido “Noi siamo la Teramo calcio” .

Lascia un commento