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NUCLEARE IN ITALIA TRA 3 ANNI: SE LO DICE LUI

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Se Berlusconi ha detto che si comincia tra tre anni, dev’essere vero.  La seconda stagione dell’atomo all’italiana, dopo la chiusura ingloriosa della prima, è quindi alle porte: lo dice il premier, non l’ultimo degli stronzi.  Deve essere per forza vero.  Saranno quindi praticamente tutti superabili i problemi che devono essere risolti per poter posare la prima pietra: la nascita dell’agenzia nucleare, per la quale ancora non c’è accordo tra i vari ministeri sui nomi, i ruoli e le competenze. La riunione delle preferenze dei produttori per i siti dove sorgeranno le nuove centrali.  Le proteste dei governatori delle regioni prescelte. La lotta fino all’ultimo ricorso. La Consulta, chiamata a decidere a maggio a favore del governo e, in futuro, su un ulteriore ricorso quando si arriverà alla decisione definitiva sui siti e l’ultima parola spetterà all’esecutivo.  A questo poi si dovrebbe aggiungere che c’è ancora da risolvere il problema delle scorie della precedente stagione nucleare. Non abbiamo un deposito di superficie dove stoccarle, e tra qualche anno finiranno di essere rilavorate in Inghilterra e in Francia dove le abbiamo mandate, sperando che se le tenessero dimenticandosele. 

Di più: non abbiamo nemmeno la minima idea di dove possa trovarsi un sito del genere; situazione simile a quella delle centrali, pare, se non fosse che mentre in quest’ultimo caso a decidere dovrebbero essere delle aziende (che ci penseranno tanto prima di spendere dei soldi), nel primo la scelta spetterebbe al governo. Che però non sa che pesci pigliare.  In ultima analisi, il 2013 è una data possibile. La verità però è che potrebbe finire tutto bloccato. Anche da quei governatori e amministratori locali che il centrodestra ha eletto, come la Polverini nel Lazio, dove ci sono due siti considerati interessanti da Enel ed EdF (Montalto di Castro e Borgo Sabotino). La “bomba” del nucleare, secondo i calcoli del premier, dovrebbe poi scoppiare a ridosso delle elezioni politiche. Sarà anche possibile, ma chissà perché appare maledettamente poco credibile. 

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