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POLITICA A SETTEMBRE: TUTTI BOCCIATI!

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Quale che sia il giudizio sulla classe politica, non vi è dubbio che negli occhi della gente essa esca largamente bocciata dalla pausa estiva. Senza alcuna puzza sotto al naso, anzi con mite sgomento, ciò che qui si vorrebbe mettere in evidenza è solo la constatazione del grado zero della politica, Ai parlamentari e agli uomini di governo che rientrano nelle  si conceda magari ancora la prossima settimana per assestarsi e poi, da bravi ripetenti, ricomincino a studiare e a fare i compiti e cerchino di ottenere dei buoni voti. Altrimenti le loro famiglie – cioè gli italiani – faranno loro abbandonare gli studi. Già il 62,6 % dichiara che non andrà a votare. Ok non sarà vero. Ma certo non è un buon segno. Per chi vive in un mondo di appartamenti a Montecarlo, di società offshore, di feste di partito, di simboli artificiali, come quello del sole padano, è probabilmente difficile immedesimarsi nei problemi di chi ha un solo appartamento con mutuo da pagare e la cui festa principale consiste nel vedersi riconfermato un lavoro precario. Eppure questa è la situazione di milioni di italiani; e il loro numero, purtroppo, sta crescendo abbastanza rapidamente.

Quando rientreranno davvero nei loro luoghi di lavoro, i parlamentari e gli uomini di governo dovranno prima di tutto rendersi conto di aver sbagliato i conti nei lunghi mesi della loro ricreazione estiva. Con l’economia mondiale sta andando assai meno bene di quanto molti pensavano all’inizio dell’estate. Il suo segno più visibile è l’incapacità del governo e delle forze che lo sostengono di trovare un titolare per il ministero delle Attività Produttive, al quale competerebbe un ruolo chiave in un programma del genere. Non c’è il programma, non c’è il ministro ma fioccano le assicurazioni che tutto va bene, che l’Italia è un Paese simpatico nel quale si vive egregiamente, che non ci dobbiamo preoccupare; e se un giovane su quattro non trova lavoro, può forse trovare un pasto gratis a qualche festa di partito, e i ricercatori universitari, dei quali di fatto si rischia di annullare un progetto di vita, possono sempre cercar fortuna all’estero. Bisogna uscire da tutto questo, bisogna dimenticare le storie spensierate dell’estate con le società offshore e le feste di partito. Il Paese sa già che l’autunno sarà duro. Speriamo che se ne accorga anche la classe politica. Ai parlamentari che torneranno nelle loro aule deve essere detto fermamente, rubando l’espressione al generale De Gaulle e ponendola fuori contesto, che «la ricreazione è finita».

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